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Discussione: Co.Co.Co, P.IVA e contributi

  1. #1
    Andy9 è offline Junior Member
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    Exclamation Co.Co.Co, P.IVA e contributi

    Salve a tutti, sono un nuovo utente. Mi chiamo Andrea Magario e sono un ingegnere libero professionista, con P.IVA movimentata e aperta a luglio 2009 in regime dei contribuenti minimi. Sono originario della Sardegna ma lavoro a Fiumicino.

    Recentemente uno studio di progettazione mi ha proposto un contratto parasubordinato di durata biennale che io vorrei accettare mantendendo in essere comunque la mia attività di lavoro autonomo (perchè comunque porto avanti dei lavori per conto mio e non voglio lavorare da dipendente, non mi conviene). Le attività sono compatibili (progettazione, servizi vari d'ingegneria, consulenza energetica....attività che svolgo per i fatti miei ma lo studio, che ha molti lavori programmati, vorrebbe che per due anni le facessi anche per loro dietro un mensile fisso PS: a me va benissimo premetto)

    Le domande sono:
    1. Il particolare regime dei contribuenti minimi permette di avere, oltre all'attività di lavoro autonomo, contemporaneamente un contratto parasubordinato con un datore di lavoro?

    2. Se si, In qualità di libero professionista (ingegnere, con iscrizione all'albo, p.iva e previdenza Inarcassa) che tipo di contratto parasubordinato potrei stipulare con un organismo ospitante privato (studio di progettazione)? Collaborazione coordinata a progetto (co.co.pro) oppure il caso specifico rientra in una delle eccezzioni che prevedono ancora il ricorso alla collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co)?

    3. Un libero professionista (ingegnere) iscritto all'albo , che intrattiene un rapporto di lavoro parasubordinato, è obbligato ad iscriversi alla gestione separata INPS anche se i suoi redditi sono gia assoggettati a specifica previdenza di categoria (INARCASSA)? Io ho letto sui vari forum che i professionisti iscritti ai rispettivi albi di categoria e aventi gia specifica previdenza sono esclusi dal farlo.
    Qualora mi sbagliassi, in caso di risposta affermativa avrei dunque due oneri contributivi, INPS (17% del reddito parasubordinato se non sbaglio, 2/3 al datore e 1/3 a me, versa tutto il primo) e INARCASS calcolato sul solo fatturato? (presumo)

    4. Fiscalmente come dovrei gestire i due redditi? L'imposta sostitutiva si calcola su entrambi (la somma di parasubordinato e autonomo concorre a formare i famosi 30000€), oppure quello parasubordinato sarà soggetto alle normali aliquote IRPEF (quindi il solo autonomo forma i 30000€ di soglia su cui si applica il 20% sostitutivo)?

    5. Se l'attività svolta sotto forma di co.co.co./pro rientra fra le competenze di cui all'attività professionale con partita iva, la seconda attrae anche la prima attività, con la conseguenza di dover fatturare le prestazioni in co.co.co./pro (anzichè farmi pagare in busta paga dal datore di lavoro, gli faccio fattura)?

    6. Ma come compilo la fattura in questo caso? E per i contributi?


    Grazie per la vostra disponibilità,
    saluti
    ing. Andrea Magario

  2. #2
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    1. Il particolare regime dei contribuenti minimi permette di avere, oltre all'attività di lavoro autonomo, contemporaneamente un contratto parasubordinato con un datore di lavoro. Tuttavia, poichè nel tuo caso le prestazioni sono compatibili, sei obbligato a fatturarle, e di conseguenza attrarle al reddito professionale.

    Questa risposta fa decadere tutte le altre domande.

    ciao
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  3. #3
    Andy9 è offline Junior Member
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    Quindi nessun obbligo di gestione separata INPS, ma semplice fattura con imposta sostitutiva IRPEF 20% e contributo INARCASSA 2%, emessa dopo ogni mese sul compenso? Vale anche nel caso di un co.co.co con una pubblica amministrazione (es: un comune)?
    Ho sentito pareri discordanti. Ad esempio mi è stato detto che posso avere un contratto subordinato o parasubordinato ma i redditi derivanti devono esser trattati diversamente. I redditi da lavoro autonomo, soggetti ad imposta sostitutiva per via del reggime dei minimi, vanno indicati nel quadro RE e non riportati nel quadro RN del modello unico. Il limite massimo come sappiamo è 30000€.
    I redditi derivanti da altro contratto vanno invece riportati nel quadro RN e su essi si calcola l'IRPEF in base agli scaglioni. Non vi è limite massimo.
    Alcuni miei colleghi sono titolari di co.co.pro con studi privati o co.co.co con publiche amministrazioni o università, e contemporaneamente hanno partita iva e lavoro autonomo, e non fattutano i redditi derivanti dal lavoro parasubordinato. Eppure il tipo di mansioni svolte per tali organismi sono le medesime che svolgono per i fatti loro, con l'unica differenza che a)sono ricondotte a un progetto specifico b)sono fornite sotto forma di collaborazione continuativa (es: un collaboratore di un ufficio tecnico comunale, sno numerosi i liberi professionisti che fanno da consulenti per gli enti pubblici).

    Daltronde: che senso ha stipulare un contratto co.co.co o co.co.pro se devo fatturare come se mi affidassero un incarico? A sto punto il contratto che lo firmo a fare?

    E rifletto sulla dicitura attività compatibili: un dipendente pubblico (tempo determinato o indeterminato, collaborazione o subordinato, ho vari colleghi che lo fanno) che lavora ad esempio per l'ufficio tecnico di un comune (un ingegnere o architetto) spesso e volentieri ha anche il proprio studio, con l'unico vincolo che non può firmare progetti da realizzarsi nel territorio del comune in cui lavora. Eppure le attività che svolge sono sempre quelle: progettazione, calcoli, computi, perizie, stime, relazioni. Solo che in un caso le fa per se, nell'altro caso le fa per il comune. Non son queste prestazioni compatibili?

    Devo specificare una cosa, che forse vi aiuterà a capire il perchè del co.co.pro e a giustificarlo anche fiscalmente nonostante le attività compatibili. In realtà l'assunzione è legata ad un finanziamento che la Regione Sardegna eroga a favore di organismi ospitanti (pubblici o privati) che stipulino contratti subordinati o parasubordinati (12-18 o 24 mesi) con dei candidati che abbiano frequentato un master di II livello finanziato sempre dalla regione (il programma si chiama Master and Back). Quindi niente contratto=niente finanziamento!

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