Posto che la procedura fallimentare non determina ipso iure la risoluzione dei rapporti di lavoro bensì la loro "sospensione", (fin quando ovviamente il curatore non proceda al licenziamento), nel senso che il lavoratore non è più tenuto ad effettuare la prestazione lavorativa così come il curatore a corrispondere la retribuzione; se tra la sentenza dichiarativa di fallimento ed il licenziamento il lavoratore continua a prestare attività, senza che gli sia espressamente richiesto dalla curatela, (in buona fede, perché il fallimento ed i suoi effetti vengono resi noti solo a fine mese) continua a maturare il diritto alla retribuzione?
Attendo pareri.