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Risultati da 1 a 10 di 18

Discussione: spetta l'assegno per la moglie a carico?

  1. #1
    dstviola è offline Junior Member
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    Question spetta l'assegno per la moglie a carico?

    Salve a tutti, scusate l'ignoranza, sto lavorando come dipendente e non so se a mia moglie che fiscalmente è a mio carico gli spetta anche l'assegno dall'INPS. Lei è abile per lavoro, solo che non lo trova. Nel 2008 lei ha avuto reddito 2915,00€ ed io 4250€. Ho provato a guardare sul sito inps.it ma non riesco a capire. Vi chiedo gentilmente di aiutarmi a capire se a mia moglie spetta o no questo assegno, grazie mille.

  2. #2
    jahred Guest

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    Salve a tutti, scusate l'ignoranza, sto lavorando come dipendente e non so se a mia moglie che fiscalmente è a mio carico gli spetta anche l'assegno dall'INPS. Lei è abile per lavoro, solo che non lo trova. Nel 2008 lei ha avuto reddito 2915,00€ ed io 4250€. Ho provato a guardare sul sito inps.it ma non riesco a capire. Vi chiedo gentilmente di aiutarmi a capire se a mia moglie spetta o no questo assegno, grazie mille.
    per quanto riguarda gli assegni familiari, sulla base dei redditi indicati dell'anno 2008 se il reddito di tua moglie è come lavoratrice dipendente gli assegni familiari per il periodo dal 01/07/2009 al 30/06/2010 spettano.
    Per tali assegni che hanno decorrenza dal 01/07 di ogni anno fino al 30/06 dell'anno successivo, va presentata domanda ogni anno al datore di lavoro a partire dal 01/07. Pertanto anche per il periodo dal 01/07/2010 al 30/06/2011, qualora i redditi siano rimasti all'incirca tali dovrebbero spettare.

  3. #3
    dstviola è offline Junior Member
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    Il reddito di mia moglie è diviso così: 115,00€ come dipendente ed altri 2800,00€ un compenso che ha preso mia moglie dopo aver proseguito un corso di formazione finanziato dall'Unione Europea. Si può considerare come un lavoro dipendente visto che nel CUD l'importo si trova nella parte B dati fiscali? grazie mille

  4. #4
    jahred Guest

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    Il reddito di mia moglie è diviso così: 115,00€ come dipendente ed altri 2800,00€ un compenso che ha preso mia moglie dopo aver proseguito un corso di formazione finanziato dall'Unione Europea. Si può considerare come un lavoro dipendente visto che nel CUD l'importo si trova nella parte B dati fiscali? grazie mille
    Bè solo per il fatto che ha il cud sono redditi di lavoro dipendente o assimilati. Quindi gli assegni spettano.

  5. #5
    dstviola è offline Junior Member
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    grazie mille. Eppure il mio datore di lavoro mi disse che non gli spetta perche ha superato 2840,00€ di reddito nel 2008. Cosa posso fare? Si può trovare scritto sul sito inps.it per dimostrare che mia moglie ha diritto?

  6. #6
    MONPIR è offline Senior Member
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    grazie mille. Eppure il mio datore di lavoro mi disse che non gli spetta perche ha superato 2840,00€ di reddito nel 2008. Cosa posso fare? Si può trovare scritto sul sito inps.it per dimostrare che mia moglie ha diritto?
    Secondo me tu ti stai confondendo con le detrazioni d'imposta
    Se il reddito supera € 2840,51 il coniuge non è a carico ma questo non c'entra niente con gli assegni familiari che giustamente ti aspettano come evidenziato da jahred
    Ciao
    Monia

  7. #7
    Ispettore è offline Member
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    grazie mille. Eppure il mio datore di lavoro mi disse che non gli spetta perche ha superato 2840,00€ di reddito nel 2008. Cosa posso fare? Si può trovare scritto sul sito inps.it per dimostrare che mia moglie ha diritto?
    gli assegni per il nucleo familiare sono concessi dall'INPS, il datore di lavoro non è il soggetto a cui spetta la valutazione.
    Consiglio di presentare la domanda al datore di lavoro.
    qui sotto riporto la circolare INPS
    INPS

    CIRCOLARE N. 77 del 16.06.2005

    OGGETTO: Erogazione dell’assegno per il nucleo familiare al coniuge dell’avente diritto.


    SOMMARIO: L’assegno per il nucleo familiare viene erogato, previa domanda, al coniuge non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno dal datore di lavoro dell’altro coniuge o dall’Inps.

    Come è noto, l’art. 1, comma 559 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 stabilisce che, a decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 2005, l’assegno per il nucleo familiare viene erogato al coniuge dell’avente diritto. La stessa norma prevede che le relative disposizioni attuative siano fornite mediante l’emanazione di un decreto del Ministro del Lavoro e della Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Con decreto del 4 aprile 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2005 sono state dettate le disposizioni di attuazione dell’art. 1, comma 559 della legge citata che di seguito vengono illustrate.

    Legittimato all’esercizio del diritto previsto dall’art. 1, comma 559 della legge n. 311/04, ai sensi del comma 1 dell’art. 1 del decreto, è il coniuge non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare, ossia il coniuge che non ha un rapporto di lavoro dipendente ovvero non è titolare di pensione o di prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente, fermi restando i requisiti di cui all’art. 2 del decreto legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n.153.

    Con ciò s’intende che l’accertamento dei requisiti che danno titolo al riconoscimento del diritto ed alla determinazione dell’importo dell’assegno continua ad avvenire in base alle disposizioni vigenti in materia con riferimento all’avente diritto e che il dettato del comma 559 riguarda esclusivamente l’erogazione materiale della prestazione relativa all’intero nucleo familiare.

    Si sottolinea che tale diritto può essere esercitato anche dal coniuge dei soggetti iscritti alla gestione separata dei lavoratori autonomi, di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, poiché l’art. 5, comma 1 del D.M 4 aprile 2002 ha esteso, a decorrere dal 1/1/98, la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare di cui alla legge n. 153/88 ai suddetti lavoratori.

    Il coniuge dell’avente diritto che intenda avvalersi della norma di cui trattasi deve presentare apposita domanda, formulata nel modulo ANF/DIP presentato dall’altro coniuge al datore di lavoro, nel caso in cui la prestazione sia erogata da quest’ultimo per conto dell’Inps; nelle ipotesi in cui l’Istituto eroga direttamente l’assegno, la domanda andrà formulata sui modelli inoltrati all’Inps per le diverse prestazioni. Nelle more dell’implementazione di tali modelli, si utilizzerà il modello ANF/PREST 559, che andrà ad integrare i moduli inoltrati all’Inps, e il modello ANF/DIP 559 che si affiancherà al modulo ANF/DIP. I pensionati presenteranno i modd. ANF/PENS-B 559 e ANF/PENS-P 559, a seconda che intendano riscuotere l’assegno presso la banca o presso la posta.

    L’art. 1, comma 2 del decreto fa salva, inoltre, la possibilità da parte del coniuge di cui trattasi di esercitare il diritto di cui all’art. 1, comma 559 della legge 311/04, successivamente alla presentazione del modello ANF/DIP e dei modelli inoltrati all’Inps, presentando in via autonoma un’apposita domanda. In tal caso la richiesta verrà redatta sui moduli ANF/PREST 559 e ANF/PENS 559 per l’Inps e ANF/DIP 559 per i datori di lavoro e dovrà contenere i dati necessari al pagamento della prestazione. Pertanto la facoltà, prevista dal comma 2 dell’art. 1 del decreto, può essere esercitata solo relativamente al pagamento della prestazione, il cui diritto e la cui misura sono calcolati sulla base della domanda presentata dall’avente diritto.

    Spetterà al soggetto competente al pagamento, secondo la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare (datore di lavoro per i pagamenti a conguaglio, Inps per i pagamenti diretti), al quale deve essere presentata la domanda, erogare la prestazione al coniuge non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno, secondo le modalità indicate dallo stesso, per i pagamenti non ancora disposti alla data di ricezione della domanda. Per i pagamenti diretti a cura dell’Istituto le procedure saranno implementate opportunamente e verrà data comunicazione dell’aggiornamento con specifici messaggi.

    Il comma 3 dell’art. 1 disciplina, poi, l’ipotesi in cui siano stati erogati importi superiori a quelli dovuti per la mancata tempestiva comunicazione di variazioni che incidono sul diritto e sulla misura della prestazione, affidando al datore di lavoro o all’Inps il recupero di tali importi sulle retribuzioni o sulle prestazioni erogate. Il recupero della prestazione indebitamente erogata o corrisposta in misura superiore a quanto dovuto verrà effettuato secondo i criteri vigenti per il recupero delle somme corrisposte indebitamente a titolo di assegno per il nucleo familiare.

    Il decreto, da ultimo, fa salvo il disposto dell’art. 211 della legge n. 151 del 19 maggio 1975, con la conseguenza che continua ad applicarsi, nell’ipotesi di coniuge cui i figli sono affidati, la disciplina che attribuisce al coniuge affidatario l’esclusiva legittimazione a chiedere l’assegno sia come soggetto direttamente tutelato, sia in quanto fruente della medesima tutela accordata all’altro coniuge, quando egli stesso non sia titolare di una propria posizione protetta. Resta pertanto esclusa, per il coniuge non affidatario, la possibilità di avvalersi del diritto di cui all’art. 1, comma 559 della legge 311/04.

    I modelli ANF/DIP 559, ANF/PREST 559 e ANF/PENS 559 sono pubblicati nella banca dati della modulistica on-line.
    I nuovo limiti di reddito 2010 mensili per la verifica della non autosufficienza economica e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari sono:

    1. 649,19 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato;
    2. 1.136,08 euro per due genitori.

  8. #8
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    scusate la domanda stupida... ma spetta lassegno familiare per il coniuge che ha partecipazione in una società in perdita?

  9. #9
    MONPIR è offline Senior Member
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    [QUOTE=Ispettore;152180]gli assegni per il nucleo familiare sono concessi dall'INPS, il datore di lavoro non è il soggetto a cui spetta la valutazione.Consiglio di presentare la domanda al datore di lavoro.
    qui sotto riporto la circolare INPS
    INPS

    Su questo Ispettore non sono molto d'accordo
    Per me è il datore di lavoro è importante che valuti se erogarli o meno (es. se il reddito da lavoro dipedente non raggiunge il 70% del reddito complessivo gli assegni non spettano)
    Ciao
    Monia

  10. #10
    Ispettore è offline Member
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    [QUOTE=MONPIR;152192]
    Citazione Originariamente Scritto da Ispettore Visualizza Messaggio
    gli assegni per il nucleo familiare sono concessi dall'INPS, il datore di lavoro non è il soggetto a cui spetta la valutazione.Consiglio di presentare la domanda al datore di lavoro.
    qui sotto riporto la circolare INPS
    INPS

    Su questo Ispettore non sono molto d'accordo
    Per me è il datore di lavoro è importante che valuti se erogarli o meno (es. se il reddito da lavoro dipedente non raggiunge il 70% del reddito complessivo gli assegni non spettano)
    Ciao
    Effettivamente il datore di lavoro deve procedere a una verifica sommaria, ma trattandosi di autocertificazione..... la responsabilità è per l'appunto del dichiarante :-)

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