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Discussione: Contratto lavoro

  1. #1
    Silvan è offline Senior Member
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    Predefinito Contratto lavoro

    Dovendo una ditta inviare un tecnico con partita Iva in Camerun, che contratto va stipulato con questa persona

  2. #2
    cedolino è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Silvan Visualizza Messaggio
    Dovendo una ditta inviare un tecnico con partita Iva in Camerun, che contratto va stipulato con questa persona
    che ditta?che tecnico?

  3. #3
    Ispettore è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Silvan Visualizza Messaggio
    Dovendo una ditta inviare un tecnico con partita Iva in Camerun, che contratto va stipulato con questa persona

    Cerco di interpretare la domanda..... il "tecnico con partita iva" è un artigiano?
    Allora il contratto tra le parti sarà di appalto regolato dall'art 1655 del CC.
    Il tecnico è un perito industriale o un ingegnere iscritto al relativo albo? Si tratterà di prestazione professionale regolata dagli artt. 2229 e segg. del CC
    Suggerisco di verificare con attenzione le effettive modalità di esecuzione della prestazione, perché qualora il contratto "reale" sia di lavoro subordinato mascherato da rapporto di lavoro autonomo, ci si potrebbe trovare di fronte ad una violazione del D.L. 317/1987 ( convertito in legge 3 ottobre 1987,n.398) che prevede un'ammenda da lire 500.000 a lire 2.000.000 e nei casi più gravi l'arresto da tre mesi ad un anno.
    L'nvio di lavoratori italiani all'estero è disciplinato come detto dal D.L. n. 317/1987; tale norma prevede che i lavoratori disponibili a prestare all'estero la loro attività devono iscriversi in apposita lista di collocamento tenuta dalla Direzione regionale del Ministero del lavoro del luogo di residenza il quale rilascia il nulla osta all'assunzione che può avvenire con richiesta nominativa. E' opportuno precisare che l'iscrizione in detta lista è compatibile con quella ordinaria gestita dai Centri per l'impiego; il lavoratore che stipula il contratto per l'estero può chiedere di mantenere l'iscrizione nella lista ordinaria. Inoltre, mentre non occorrono particolari autorizzazioni nel caso di lavoro in un paese comunitario, per assumere o trasferire lavoratori italiani al fine di eseguire opere, commesse o attività lavorative in Paesi extracomunitari occorre ottenere un'apposita autorizzazione dal Ministero del lavoro. L'azienda deve pertanto fare domanda per ottenere tale autorizzazione al Ministero del lavoro, divisione competente della Direzione generale per l'impiego, nonchè - in copia - al Ministero degli affari esteri (ex art. 1, comma 2, D.M. 16 agosto 1988, nonchè art. 2, D.P.R. n. 346/1994). Se residenti all'estero, i datori di lavoro possono presentare la richiesta all'ufficio consolare competente. Copia deve essere spedita anche alla Direzione regionale del Ministero del lavoro territorialmente competente secondo la sede del richiedente.

    La domanda deve contenere l'indicazione (art. 1, comma 6, D.M. 16 agosto 1988):
    - della persona fisica o giuridica per la quale ricorre l'obbligo dell'autorizzazione;
    - del numero dei lavoratori interessati e dei corrispondenti livelli e trattamenti economico-normativi;
    - della località dove questi ultimi sono inviati e dell'eventuale programmazione di nuove assunzioni e/o trasferimenti;
    - dell'impegno ad adempiere agli obblighi derivanti al richiedente dalle norme di cui al D.L. n. 317 del 1987 e, in particolare, dell'obbligo - ove il contratto preveda espressamente la possibilità di destinare il lavoratore a prestare attività presso una consociata estera - di garantire le condizioni di lavoro di cui alle lettere da b) a f) del predetto D.L. n. 317 del 1987.

    Alla richiesta devono inoltre essere allegati:
    - certificato d'iscrizione alla Camera di commercio o al registro delle società di data non anteriore a un mese (per le organizzazioni sindacali non governative il certificato d'idoneità di cui agli artt. 28 e 29 della legge n. 49 del 1987) (art. 1, comma 3, D.M. 16 agosto 1988);
    - copia del contratto di appalto o, se l'attività da svolgere all'estero non costituisca l'oggetto di un appalto, la specificazione dell'attività contrattuale o del titolo giuridico inerente l'attività medesima (per le organizzazioni sindacali non governative una corrispondente dichiarazione rilasciata dal Ministero degli affari esteri) (art. 1, comma 5);
    - per i datori di lavoro non aventi sede nel territorio nazionale la documentazione relativa al conferimento per atto pubblico del mandato ad una persona fisica o giuridica residente in Italia e della corrispondente accettazione del mandatario con responsabilità solidale per l'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dal D.L. n. 317 del 1987 (se la domanda è presentata direttamente essa va corredata di documentazione equipollente tradotta in lingua italiana e autenticata dalle autorità consolari italiane) (art. 1, comma 4).

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