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Discussione: Ditta Individuale - Familiare

  1. #1
    Neoo è offline Senior Member
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    Predefinito Ditta Individuale - Familiare

    Nel caso in cui il titolare di una ditta individuale (minimarket) si avvale della sporadica collaborazione di un genitore non retribuita a titolo di aiuto è prevista la contribuzione inps? e puo' stare dietro al bancone?

    leggevo che per gli artigiani che si avvalgono di un familiare entro il terzo grado e per giornate nel corso dell'anno non superiore a novanta sono derogabili ai fini contr. inps ( ma non ai fini inail). ma per i commercianti?

    qualcuno ha qualche riferimento normativo in questione? sempre se c'è....

  2. #2
    Ispettore è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Neoo Visualizza Messaggio
    Nel caso in cui il titolare di una ditta individuale (minimarket) si avvale della sporadica collaborazione di un genitore non retribuita a titolo di aiuto è prevista la contribuzione inps? e puo' stare dietro al bancone?

    leggevo che per gli artigiani che si avvalgono di un familiare entro il terzo grado e per giornate nel corso dell'anno non superiore a novanta sono derogabili ai fini contr. inps ( ma non ai fini inail). ma per i commercianti?

    qualcuno ha qualche riferimento normativo in questione? sempre se c'è....
    Le prestazioni di lavoro grattuito dei familari in agricoltura sono state disciplinate dal D.LGS 276 del 10.9.2003 ( legge Biagi) dall'art 74 che così dispone: “ Con specifico riguardo alle attività agricole non integrano in ogni caso un rapporto di lavoro autonomo o subordinato le prestazioni svolte da parenti e affini sino al terzo grado in modo meramente occasionale o ricorrente di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo aiuto, obbligazione morale senza corresponsione di compensi, salvo le spese di mantenimento e di esecuzione dei lavori”.
    Negli altri settori Le prestazioni lavorative rese tra familiari, intendendosi per tali quelle restazioni svolte in favore del coniuge (o del convivente more uxorio) e dei parenti ed affini conviventi, aventi ad oggetto qualsiasi attività che faccia capo al coniuge o familiare in favore del quale la prestazione viene resa, si presumono gratuite e non ricollegabili ad alcun rapporto di lavoro, trovando esse causa nei vincoli di affetto e solidarietà che caratterizzano il contesto familiare.

  3. #3
    Jumpydee è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Ispettore Visualizza Messaggio
    Le prestazioni di lavoro grattuito dei familari in agricoltura sono state disciplinate dal D.LGS 276 del 10.9.2003 ( legge Biagi) dall'art 74 che così dispone: “ Con specifico riguardo alle attività agricole non integrano in ogni caso un rapporto di lavoro autonomo o subordinato le prestazioni svolte da parenti e affini sino al terzo grado in modo meramente occasionale o ricorrente di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo aiuto, obbligazione morale senza corresponsione di compensi, salvo le spese di mantenimento e di esecuzione dei lavori”.
    Negli altri settori Le prestazioni lavorative rese tra familiari, intendendosi per tali quelle restazioni svolte in favore del coniuge (o del convivente more uxorio) e dei parenti ed affini conviventi, aventi ad oggetto qualsiasi attività che faccia capo al coniuge o familiare in favore del quale la prestazione viene resa, si presumono gratuite e non ricollegabili ad alcun rapporto di lavoro, trovando esse causa nei vincoli di affetto e solidarietà che caratterizzano il contesto familiare.
    Mi sembra fuorviante come risposta, perchè la gratuità supposta della retribuzione non implica la mancata assoggettazione a contribuzione convenzionale del collaboratore. Non credo che gli Ispettori dell'INPS sarebbero d'accordo con questa impostazione.

  4. #4
    Neoo è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Jumpydee Visualizza Messaggio
    Mi sembra fuorviante come risposta, perchè la gratuità supposta della retribuzione non implica la mancata assoggettazione a contribuzione convenzionale del collaboratore. Non credo che gli Ispettori dell'INPS sarebbero d'accordo con questa impostazione.
    pero come dicevo precedentemente il d.lgs 326/03 art. 21 comma 6-ter dice:

    "6-ter. Gli imprenditori artigiani iscritti nei relativi albi provinciali possono avvalersi, in deroga alla normativa previdenziale vigente, di collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado, aventi anche il titolo di studente, per un periodo complessivo nel corso dell'anno non superiore a novanta giorni. Le collaborazioni suddette devono avere carattere di aiuto, a titolo di obbligazione morale e perciò senza corresponsione di compensi ed essere prestate nel caso di temporanea impossibilità dell'imprenditore artigiano all'espletamento della propria attività lavorativa. E' fatto, comunque, obbligo dell'iscrizione all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali."


    ma fa solo specifica di quello artigiano... per gli agricoltori Ispettore ha dato un riferimento... ma per i commercianti? o dovrei andare per anologie?

  5. #5
    Ispettore è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Jumpydee Visualizza Messaggio
    Mi sembra fuorviante come risposta, perchè la gratuità supposta della retribuzione non implica la mancata assoggettazione a contribuzione convenzionale del collaboratore. Non credo che gli Ispettori dell'INPS sarebbero d'accordo con questa impostazione.
    Il rapporto di lavoro subordinato sussiste se vi è vincolo di subordinazione; se detto vincolo non è dimostrato non sorge nemmeno l'obbligo contributivo.
    Se il familiare non è convivente ( come un genitore quando i figli hanno famiglie proprie e residenza diversa), ritengo che non si possa nemmeno prospettare una collaborazione familiare ai sensi del 230 cc, che d'altra parte sarebbe esclusa dalle modalità ella prestazione indicata, dato che la collaborazuone dovrebbe essere continuativa e prevalente.
    Per quanto riguarda l'obbligo assicurativo ai fini INAIL ritengo che non sia dovuto in quanto l'art 4 del DPR 1124/65 indica quali soggetti da assicurare anche i familiari a condizione che "Sono compresi nell'assicurazione (1):
    1) coloro che in modo permanente o avventizio prestano alle dipendenze e sotto la direzione altrui opera manuale (2) retribuita, qualunque sia la forma di retribuzione."

  6. #6
    Giusy81 è offline Senior Member
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    Buongiorno, mi aggangio a questo post per chiedere un chiarimento: una ditta già costituita come impresa familiare (tra moglie e marito) vuole iscrivere il fratello di lei come coadiuvante (e quindi assicurargli copertura inps e inail ma non partecipazione agli utili) ma è possibile non essendo convivente? grazie

  7. #7
    Ispettore è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Giusy81 Visualizza Messaggio
    Buongiorno, mi aggangio a questo post per chiedere un chiarimento: una ditta già costituita come impresa familiare (tra moglie e marito) vuole iscrivere il fratello di lei come coadiuvante (e quindi assicurargli copertura inps e inail ma non partecipazione agli utili) ma è possibile non essendo convivente? grazie
    Il fratello presterebbe la sua attività in modo continuativo?
    Il lavoro prestato dal familiare, deve essere continuativo, così come prevede lart. 230 bis del cc, il che esclude che si possa parlare di impresa familiare nel caso in cui il familiare presti la propria attività di lavoro in modo occasionale nell'impresa o nella famiglia.

  8. #8
    Giusy81 è offline Senior Member
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    Certo, l'attività del fratello sarebbe continuativa, il mio dubbio era riguardo al requisito della convivenza...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Giusy81 Visualizza Messaggio
    Buongiorno, mi aggangio a questo post per chiedere un chiarimento: una ditta già costituita come impresa familiare (tra moglie e marito) vuole iscrivere il fratello di lei come coadiuvante (e quindi assicurargli copertura inps e inail ma non partecipazione agli utili) ma è possibile non essendo convivente? grazie
    Il fratello presterebbe la sua attività in modo continuativo?
    Il lavoro prestato dal familiare, deve essere continuativo, così come prevede l'art. 230 bis del cc, il che esclude che si possa parlare di impresa familiare nel caso in cui il familiare presti la propria attività di lavoro in modo occasionale nell'impresa o nella famiglia.
    Parte della dottrina afferma che la disciplina familiare presupporrebbe la convivenza tra tutti i familiari prestatori di lavoro, e ciò sostanzialmente sulla scorta degli usi vigenti per la comunione tacita familiare nell’esercizio del*l’a*gricoltura; altri viceversa sostengono la non necessità della convivenza.

  10. #10
    Ispettore è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Giusy81 Visualizza Messaggio
    Certo, l'attività del fratello sarebbe continuativa, il mio dubbio era riguardo al requisito della convivenza...
    Se non partecipa agli utili, come verrebbe remunerata la sua prestazione?

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