Buongiorno,
ho un quesito da sottoporre per quanto riguarda l’erogazione dell’indennità di reperibilità nell’ambito del settore del commercio (terziario).
La questione su cui verte il mio quesito è la seguente: l’indennità di reperibilità è un compenso che deve essere dato al lavoratore e che esula dalle ore lavorate in regime di reperibilità oppure no?
Spiego meglio: l’azienda sostiene che se, prendendo come esempio un periodo di reperibilità di 8 ore, si rende necessario lavorare per 2 di queste 8 ore, il compenso finale consisterà in:
- 6 ore come indennità di reperibilità (l’azienda, nel caso in questione, concede una paga oraria per tale indennità), decurtata pertanto delle 2 ore lavorate;
- 2 ore come paga straordinaria di lavoro.
E’ corretto che sia così o piuttosto dovrebbe essere dato un compenso al lavoratore nel seguente modo:
- 8 ore come indennità di reperibilità (a prescindere dal fatto che si debba lavorare o meno);
- 2 ore come paga straordinaria di lavoro.
A logica dovrebbe essere più corretta la seconda opzione, anche perché nel caso in cui, paradossalmente, il lavoratore fosse chiamato a lavorare per l’intera durata del periodo di reperibilità (nel caso preso come esempio 8 ore), non verrebbe erogata nessuna indennità di reperibilità (il che non avrebbe senso!).
Specifico che non c’è stato nessun accordo tra le parti in merito a questo ambito (il lavoratore non ha firmato nessun documento che riportasse che questa sarebbe stata la gestione), semplicemente l’azienda ha imposto che l’indennità di reperibilità debba essere gestita in questo modo.
E’ presente una normativa che regolamenta l’indennità di reperibilità per quanto riguarda questo specifico aspetto? Se si, quale?
Resto a disposizione nel caso siano necessari ulteriori dettagli.
Grazie!