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Discussione: conciliazione sindacale

  1. #1
    maurichi è offline Member
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    vorrei porre un quesito riguardante i verbali di conciliazione sindacale.
    in tale atto la figura del conciliatore può essere affidata al soggetto che assiste il lavoratore?
    vi sembrerà strano ma in questo caso il conciliatore è stato scelto dal datore di lavoro e ha fatto quindi gli interessi del datore di lavoro. quello che a me interessa è sapere se in questo tipo di procedimenti devono essere rispettate determinate formalità e se l'assenza di questa sia tale da rendere nullo l'atto stesso. ringrazio quanti vorranno rispondere tengo a precisare che riguarda una ragazza che ha lavorato per tredici anni per 10 ore al giorno si è accontentata di 4000 euro come liquidazione e si è vista arrivare dalla datrice di lavoro dopo aver firmato la conciliazione una richiesta di € 1.800 per un trattamento estetico che la dipendente aveva fatto all'interno del centro in cui lavorava.

  2. #2
    alvin è offline Member
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    Nelle conciliazioni di lavoro il lavoratore non può rinunciare all'assistenza (non rappresentanza) sindacale pena l'impugnabilità dell'accordo.
    Cosa differente se è il datore a rinunciare all'assistenza (ma va specificato nel verbale) in quanto la giurisprudenza individua in esso e non nel lavoratore la parte più forte nella controversia sorta e che potrebbe sorgere.
    Detto questo il conciliatore potrebbe essere comunque il sindacalista che assiste il lavoratore e che accertata l'identità delle parti redige apposito verbale ai sensi dell'art 411 c.p.c. inserendo le somme e gli istituti oggetto della transazione. Il verbale viene redatto da tre a cinque copie ( a secondo se ci sono più conciliatori, sindacalisti o rappr di ass. datoriali) e va depositato alla Dpl di competenza altrimenti è carta straccia.

    P.S. L'accordo fatto in precedenza di cui parlavi è impugnabile seduta stante in quanto il lavoratore era privo di assistenza sindacale.

    Ti preciso un ulteriore cosa: se il lavoratore è iscritto ad una associazione sindacale deve essere un sindacalista di questa associazione ad assisterlo nella transazione e non di altra O.S. altrimenti giurisprudenza vuole che la transazione possa essere impugnata dallo stesso lavoratore.

  3. #3
    maurichi è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da alvin Visualizza Messaggio
    Nelle conciliazioni di lavoro il lavoratore non può rinunciare all'assistenza (non rappresentanza) sindacale pena l'impugnabilità dell'accordo.
    Cosa differente se è il datore a rinunciare all'assistenza (ma va specificato nel verbale) in quanto la giurisprudenza individua in esso e non nel lavoratore la parte più forte nella controversia sorta e che potrebbe sorgere.
    Detto questo il conciliatore potrebbe essere comunque il sindacalista che assiste il lavoratore e che accertata l'identità delle parti redige apposito verbale ai sensi dell'art 411 c.p.c. inserendo le somme e gli istituti oggetto della transazione. Il verbale viene redatto da tre a cinque copie ( a secondo se ci sono più conciliatori, sindacalisti o rappr di ass. datoriali) e va depositato alla Dpl di competenza altrimenti è carta straccia.

    P.S. L'accordo fatto in precedenza di cui parlavi è impugnabile seduta stante in quanto il lavoratore era privo di assistenza sindacale.

    Ti preciso un ulteriore cosa: se il lavoratore è iscritto ad una associazione sindacale deve essere un sindacalista di questa associazione ad assisterlo nella transazione e non di altra O.S. altrimenti giurisprudenza vuole che la transazione possa essere impugnata dallo stesso lavoratore.
    devo purtoppo farti delle precisazioni (acquisite oggi). Il datore di lavoro ha fatto le cose per bene. il soggetto che ha assistito la ragazza nel verbale ha comunque scritto che la ragazza era da lui assistita e si è fatto firmare il giorno stesso un mandato. a questo punto penso che le cose che si possano fare siano ben poche....... spero comunque in un aiuto.

  4. #4
    alvin è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da maurichi Visualizza Messaggio
    devo purtoppo farti delle precisazioni (acquisite oggi). Il datore di lavoro ha fatto le cose per bene. il soggetto che ha assistito la ragazza nel verbale ha comunque scritto che la ragazza era da lui assistita e si è fatto firmare il giorno stesso un mandato. a questo punto penso che le cose che si possano fare siano ben poche....... spero comunque in un aiuto.
    Ma il soggetto al quale ha firmato il mandato è un sindacalista?
    Dove è stata fatta la conciliazione?

  5. #5
    maurichi è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da alvin Visualizza Messaggio
    Ma il soggetto al quale ha firmato il mandato è un sindacalista?
    Dove è stata fatta la conciliazione?
    è il responsabile dell'ufficio vertenze legali della CGIL e la conciliazione è stata firmata all'interno dello studio del professionista che rappresentava la controparte (datore di lavoro).
    tengo a precisare che la conciliazione si è chiusa per un importo al di sotto di quello che era l'importo del TFR (già di per sè viziato). ti ringrazio per l'interessamento

  6. #6
    alvin è offline Member
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    Per quando riguarda i conciliatori visto che era assitita dal sindacalista a cui aveva firmato il mandato non puoi eccepire nulla...
    Immagino e spero comunque (e non voglio pensare altro) che correttamente il sindacalista abbia riportato l'intera cifra del tfr "come da busta" anche se c'è l'errore di calcolo che, visto l'accordo transattivo, non può più essere contestato.
    Ultima verifica che puoi fare è quella del deposito alla dpl dopodichè... niente da fare
    Ciao

  7. #7
    maurichi è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da alvin Visualizza Messaggio
    Per quando riguarda i conciliatori visto che era assitita dal sindacalista a cui aveva firmato il mandato non puoi eccepire nulla...
    Immagino e spero comunque (e non voglio pensare altro) che correttamente il sindacalista abbia riportato l'intera cifra del tfr "come da busta" anche se c'è l'errore di calcolo che, visto l'accordo transattivo, non può più essere contestato.
    Ultima verifica che puoi fare è quella del deposito alla dpl dopodichè... niente da fare
    Ciao
    la ragazza si è decisa a denunciare. la loro avarizia sarà il loro punto debole. nell premessa del verbale di conciliazione ci sono tutte le pretese della ragazza...e fin qui ci siamo. la cosa che farà valutare al giudice che l'atto è viziato sta proprio nel fatto che si presuppone che una lavoratrice ricorra all'assistenza di un sindacato per farsi tutelare........ visto che in sede di conciliazione non solo alla ragazza non è stato riconosciuto niente per quanto riguarda il maggior lavoro svolto all'interno dell'azienda ma addirittura è stato fatto un taglio al TFR maturato (è cmq frutto di un calcolo viziato). quindi a questo punto il conciliatore assistente dovrà far capire quale è stato il suo aiuto nei confronti del dipendente. manderò copia del verbale alla sede centrale della CGIL oltre che alla guardia di finanza per quanto concerne i reati fiscali che venivano commessi in modo continuativo all'interno dell'azienda....... penso che queste cose non siano in genera da farsi ma quando il datore di lavoro pensa di poter fare dei suoi dipendenti quello che meglio crede allora è necessaria una lezione.

  8. #8
    alvin è offline Member
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    Premetto che concordo con te sull'uso distorto che si fa delle transazioni a volte anche con l'ausilio di "pseudo-sindacalisti" reclutati all'istante tramite "amicizie datoriali".
    In linea generale non conoscendo i termini della transazione ti ho naturalmente detto il modus operandi nel fare e disfare gli accordi transattivi.
    Se lei ha denunciato credo che avrà fatto vedere l'accordo ad un legale e mi auguro che le abbia dato il giusto consiglio in quanto è vero che nulla osta impugnare "comunque" l'atto ma in sede di giudizio un accordo ex art 411 cpc assume una veste differente rispetto ad un atto transattivo semplice anche nella valutazione del giudice che dovrà esaminere in modo veramente approfondito gli istituti contrattuali oggetti della transazione e verificare che ci sia stata correttezza da entrambi le parti altrimenti in caso di rigetto del giudice il datore potrà addirittura richiedere un risarcimento alla lavoratrice (caso estremo)
    Questo perchè altrimenti le transazioni e conciliazioni 410 e 411 non avrebbero motivo di esistere.
    Se solo si fosse resa conto o si fosse informata prima della transazione che il tfr era palesemente errato a quest'ora poteva agire diversamente.
    Comunque sono queste situazione che ti fanno capire dove viviamo e dove si arriva per fregare il prossimo.
    Comunque ha fatto bene a procedere.
    Ciao

  9. #9
    f.p
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    Premetto che concordo con Alvin, circa la difficoltà di impugnare l'accordo transattivo, posto che è nello spirito di una transazione rinunciare a "qualcosa" al fine di evitare un contenzioso.
    Ma .. pensavo che, se c'è a monte un'errata quantificazione del TFR, questa potrebbe essere addotta quale causa che indotto in errore la dipendente, o che l'ha comunque determinata ad un consenso "viziato", in quanto non avrebbe transatto alla cifra poi pattuita se avesse conosciuto l'esatto e maggiore ammontare del suo credito.
    "Alcune persone sognano cose importanti, altre stanno sveglie e le fanno".

  10. #10
    alvin è offline Member
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    Condivido quello che dici e potrebbe essere, secondo me, l'unico appiglio del legale per impugnare l'atto viziato, la cosa che sinceramente mi fa riflettere (oltre che sul piano morale) è la valutazione del giudice dell'atto stipulato con l'assistenza sindacale... nel senso che potrebbe comunque valutare l'atto inoppugnabile vista la presenza del sindacalista (che avrebbe dovuto gestire gli interessi dell'iscritta).
    In questo caso sta al giudice valutare se questa assistenza sia stata idonea o meno.

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