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Discussione: mobilità e tempo determinato

  1. #1
    sixlaneve è offline Member
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    Predefinito mobilità e tempo determinato

    Ho un dubbio relativamente alla gestione dei tempi determinati in caso di licenziamenti per riduzione di personale.
    Nel dettaglio, in caso si decidesse di rescindere il contratto prima della scadenza prevista dovrà essere comunque pagato, come mancato preavviso, il periodo che va dal licenziamento alla scadenza del contratto, o “solo” il normale preavviso come per i dipendenti a tempo indeterminato?
    Inoltre, la rescissione anticipata del contratto è da conteggiarsi nei 5 licenziamenti oltre i cui deve essere aperta procedura di mobilità e relative conseguenze (precedenza nelle assunzioni?)

  2. #2
    jahred Guest

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    Ho un dubbio relativamente alla gestione dei tempi determinati in caso di licenziamenti per riduzione di personale.
    Nel dettaglio, in caso si decidesse di rescindere il contratto prima della scadenza prevista dovrà essere comunque pagato, come mancato preavviso, il periodo che va dal licenziamento alla scadenza del contratto, o “solo” il normale preavviso come per i dipendenti a tempo indeterminato?
    Inoltre, la rescissione anticipata del contratto è da conteggiarsi nei 5 licenziamenti oltre i cui deve essere aperta procedura di mobilità e relative conseguenze (precedenza nelle assunzioni?)
    Secondo il mio modesto parere, nel caso di licenziamento di un tempo determinato il dipendente può vantare il diritto al risarcimento fino alla data di scadenza del contratto, ma nulla è dovuto fino alla sua richiesta anche perchè lo stesso potrebbe rioccuparsi, e da tale risarcimento dovrebbe essere detratto quanto successivamente percepito da altro rapporto. Trattasi di una sorta di garanzia per i compensi che avrebbe dovuto percepire per quel periodo. Se li percepisce da altro rapporto non è dovuto niente.
    Non si parla di prevviso in quanto non è un istituto contemplato nel t.d.
    Per quanto riguarda il caso in questione, nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo non è possibile ricomprendere i tempi determinati in quanto sono spressamente esclusi dall'ambito di tali procedure, quindi non è possibile licenziarli per motivazioni inerenti l'organizzazione aziendale.

  3. #3
    sixlaneve è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da jahred Visualizza Messaggio
    Secondo il mio modesto parere, nel caso di licenziamento di un tempo determinato il dipendente può vantare il diritto al risarcimento fino alla data di scadenza del contratto, ma nulla è dovuto fino alla sua richiesta anche perchè lo stesso potrebbe rioccuparsi, e da tale risarcimento dovrebbe essere detratto quanto successivamente percepito da altro rapporto. Trattasi di una sorta di garanzia per i compensi che avrebbe dovuto percepire per quel periodo. Se li percepisce da altro rapporto non è dovuto niente.
    Non si parla di prevviso in quanto non è un istituto contemplato nel t.d.
    Per quanto riguarda il caso in questione, nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo non è possibile ricomprendere i tempi determinati in quanto sono spressamente esclusi dall'ambito di tali procedure, quindi non è possibile licenziarli per motivazioni inerenti l'organizzazione aziendale.
    Per essere insistente, come ti comporteresti in una situazione simile?
    LIcenziare i tempi determinati per riduzione di personale senza erogare nessuna indennità di preavviso?

  4. #4
    jahred Guest

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    Per essere insistente, come ti comporteresti in una situazione simile?
    LIcenziare i tempi determinati per riduzione di personale senza erogare nessuna indennità di preavviso?
    Bè per prima cosa la cosa più ovvia, ossia considererei di tenerli fino alla fine del contratto, se non troppo oneroso, comunque escludendoli dalla procedura di riduzione
    Poi propenderei per una procedura di cassa integrazione o cassa integrazione in deroga (se possibile non conoscendo il settore) fino alla scadenza del contratto;
    Se non possibile, vista la situazione di "crisi" con prospettiva di recesso anticipato, considererei una congrua proposta (per il dipendente e l'azienda) di dimissioni incentivate;
    In ultimo se nessuna delle ipotesi è applicabile, a quel punto li licenzierei senza corrispondergli nessun compenso aggiuntivo per il recesso anticipato, ed attenderei l'eventuale richiesta del dipendente, ma comunque nessuna indennità di preavviso in quanto non contemplato da tale tipologia di contratto, salvo particolari condizioni del contratto individuale.

  5. #5
    sixlaneve è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da jahred Visualizza Messaggio
    Bè per prima cosa la cosa più ovvia, ossia considererei di tenerli fino alla fine del contratto, se non troppo oneroso, comunque escludendoli dalla procedura di riduzione
    Poi propenderei per una procedura di cassa integrazione o cassa integrazione in deroga (se possibile non conoscendo il settore) fino alla scadenza del contratto;
    Se non possibile, vista la situazione di "crisi" con prospettiva di recesso anticipato, considererei una congrua proposta (per il dipendente e l'azienda) di dimissioni incentivate;
    In ultimo se nessuna delle ipotesi è applicabile, a quel punto li licenzierei senza corrispondergli nessun compenso aggiuntivo per il recesso anticipato, ed attenderei l'eventuale richiesta del dipendente, ma comunque nessuna indennità di preavviso in quanto non contemplato da tale tipologia di contratto, salvo particolari condizioni del contratto individuale.
    Grazie, diciamo che la situazione è un po' ingarbugliata e non è possibile aspettare la fine del contratto (che tra l'altro a scadenza tra più di un'anno).
    Tra l'altro mantenere in forza un contratto a tempo determinato mentre è in atto una procedura di mobilità per lo stesso ruolo, non è un controsenso?

    Per questo mi viene più logico prima licenziare un tempo determinato e poi un'indeterminato......
    Tra l'altro i tempo determinati sono "parecchi" e una rescissione anticipata ridurrebbe in parte il problema degli esuberi.

  6. #6
    jahred Guest

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    Grazie, diciamo che la situazione è un po' ingarbugliata e non è possibile aspettare la fine del contratto (che tra l'altro a scadenza tra più di un'anno).
    Tra l'altro mantenere in forza un contratto a tempo determinato mentre è in atto una procedura di mobilità per lo stesso ruolo, non è un controsenso?

    Per questo mi viene più logico prima licenziare un tempo determinato e poi un'indeterminato......
    Tra l'altro i tempo determinati sono "parecchi" e una rescissione anticipata ridurrebbe in parte il problema degli esuberi.
    Il criterio logico riguardo il licenziamento del t.d. sarebbe giusto per come vengono gestiti nella prassi i tempi determinati.
    Tuttavia il ricorso al t.d. dovrebbe essere considerato per particolari esigenze, quali situazioni non sopperibili con i lavoratori "normali". Si pensi all'utilizzo di personale più qualificato a t.d. rispetto a quelli in forza, oppure per far fronte a un maggior lavoro.
    Quindi se prima di ha un bisogno "straordinario" di personale può non si può invocare il licenziamento per procedure ordinarie.
    Non me ne volere, ma sarebbe stata necessaria una valutazione più accurata prima della stipula di tali contratti.

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