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Discussione: revoca ad nutum amministratore srl unipersonale

  1. #1
    Avv.Stefania è offline Member
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    Predefinito revoca ad nutum amministratore srl unipersonale

    Caro Danilo, e cari amici del commercialista telematico, la revoca ad nutum da parte di una società unipersonale srl, del suo amministratore , comporta - in assenza di congruo preavviso - il diritto alla risarcibilità del danno . Secondo laSuprema Corte (Cass. civ., sez. I, 21 marzo 2000, n.3312 ), si applica, infatti, la disciplina prevista per il mandato a titolo oneroso a tempo indeterminato disciplinato dall’art. 1725 comma 2 c.c. .

    Danno quantificabile nel mancato preavviso in sei mensilità .

    E' mia premura, tuttavia, chiedere la vostra attenzione sul contratto di lavoro in essere da parte dell'amministratore con predetta società.

    L'amministratore risulta percipienti di buste paga con contratto atipico co.co.pro , sebbene il contratto non sia mai stato stipulato in forma scritta -come espressamente richiesto dalla legge- ad probationem dell' intercorso rapporto.

    Tuttavia , non sembra essere vincolante l' esistenza di un progetto , le collaborazioni rese dai componenti di organi di amministrazione e controllo società .

    Pensate sia auspicabile opporre dinanzi al giudice anche l'accertamento per l'invalidità del contratto a progetto e quindi il riconoscimento di lavoro dipendente , talchè addivenire alla corresponsione di differenze retributive per compensi inferiori ai minimi contrattuali, relativo trattamento di fine rapporto, ferie,permessi maturati - sulla base del mancata stipula in forma scritta del contratto atipico?


    Auguro a tutti un buon fine settimana.

    Stefania
    Ultima modifica di Avv.Stefania; 11-06-11 alle 06:57 PM

  2. #2
    g.t
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    come hai detto tu la co.co.co. resa dai componenti degli organi di amministratori e controllo di una società esula dall'esistenza del progetto o programma. la forma scritta ad probationem è richiesta nel sole ipotesi residuali in cui la collaborazione è da ricondursi ad un progetto o programma, e vale come presunzione dell'esistenza del progetto , per cui incombe sul lavoratore che chieda contestare la qualficazione del rapporto di lavoro dimostrare che il progetto pur presente sulla carta nei fatti è fittizio.
    premesso questo e stabilito quindi che nei casi diversi dalla collaborazione a progetto la forma del contratto è libera, la co.co.co per essere tale deve presentare comunque degli elementi qualificanti quali l'autonomia nell'organizzazione dei modi e dei tempi della prestazione, l'obbligazione al raggiungimento di un risultato, l'assenza del vincolo di subordinazione intesa come soggezione al potere direttivo e disciplinare del committente, nonchè il coordinamento con le finalità del committente. l'assenza di tali elementi nel concreto svolgimento del rapporto costituisce sicuramente il presupposto per impugnare il contratto davanti al giudice, secondo i nuovi termini decadenziali previsti dall'art. 32 del Collegato Lavoro, tenendo presente che incombe sul lavoratore l'onere di provare l'esistenza del vincolo di subordinazione.

  3. #3
    Avv.Stefania è offline Member
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    Ciao, benissimo è tutto chiaro e come presumevo. Difatti, anche la forma scritta ha solo valenza probatoria(e non di sostanza) che puo' essere superata in altri modi.

    Ancora un piccolissimo chiarimento sul collegato del lavoro di cui all'art. 32 della legge 183/2010, sin d'ora ho sempre impugnato entro 60 gg (con semplice raccomandata A.R.), con unica eccezione il quinquennio prescrizionale per ricorrere in giudizio (previo tentativo obbligatorio di conciliazione); predetta legge introduce dal 24 novembre 2010 anche per i precari un termine di 60 gg(dalla revoca nel caso che ci occupa) del contratto di co.co.co ritenuti illegittimo e nei successivi 270 gg dal ricorso o dalla comunicazione di conciliazione- cio' che non mi è chiaro:

    1) per i contratti conclusi prima del del 24 novembre 2010 , si deve ritenere nulla l'impugnazione oltre il 22 gennaio 2011?
    2)mi confermi che all'amministratore con contratto co.co.co spetta l'assegno per il figlio?
    potresti gentilmente indicarmi il relativo modellino INPS?

    Ti ringrazio infinitamente
    Stefania
    Ultima modifica di Avv.Stefania; 12-06-11 alle 12:30 PM

  4. #4
    paolab è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Avv.Stefania Visualizza Messaggio


    Pensate sia auspicabile opporre dinanzi al giudice anche l'accertamento per l'invalidità del contratto a progetto e quindi il riconoscimento di lavoro dipendente , talchè addivenire alla corresponsione di differenze retributive per compensi inferiori ai minimi contrattuali, relativo trattamento di fine rapporto, ferie,permessi maturati - sulla base del mancata stipula in forma scritta del contratto atipico?


    Stefania[/I]
    secondo me no...
    - "l'invalidità del contratto a progetto": l'amministratore di società non ha contratto a progetto
    - "e quindi il riconoscimento di lavoro dipendente": l'amministratore non è un lavoratore dipendente ma ha un mandato dai soci della società
    - "talchè addivenire alla corresponsione di differenze retributive per compensi inferiori ai minimi contrattuali": non ci sono minimi contrattuali da rispettare se non l'equo compenso, al limite stabilito dal giudice se si arriva in giudizio
    - "relativo trattamento di fine rapporto": si applica solo se previsto in sede contrattuale di nomina

    cosa ne pensi?

  5. #5
    Avv.Stefania è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da paolab Visualizza Messaggio
    secondo me no...
    - "l'invalidità del contratto a progetto": l'amministratore di società non ha contratto a progetto
    - "e quindi il riconoscimento di lavoro dipendente": l'amministratore non è un lavoratore dipendente ma ha un mandato dai soci della società
    - "talchè addivenire alla corresponsione di differenze retributive per compensi inferiori ai minimi contrattuali": non ci sono minimi contrattuali da rispettare se non l'equo compenso, al limite stabilito dal giudice se si arriva in giudizio
    - "relativo trattamento di fine rapporto": si applica solo se previsto in sede contrattuale di nomina

    cosa ne pensi?
    Ciao Paola , ringrazio anche te per l'interesse .
    Diciamo che è esattamente quello che ha sostenuto anche l'utente g.t. detto in altri termini.
    Penso che possiamo tutti convenire che:

    1)l'amministratore puo' avere contratto a progetto , ovvero essere assunto co.co.co- ma nel contempo non è previsto l'obbligo di un progetto specifico .
    2) in riguardo alla forma scritta ha solo valore probatorio e non di sostanza che puo' essere agevolmente superato in altri modi
    3) Se l'amministratore dimostra il vincolo di subordinazione , il contratto diventa subordinato con le relative tutele ; in difetto , restando un contratto atipico, in sede giudiziaria di risarcimento per revoca senza giusto preavviso, puo' sempre chiedere al giudice compensi adeguati alla qualità e quantità del lavoro prestato alla ditta
    4) in riguardo al trattamento di fine rapporto, come è risaputo non spetta ai co.co.co, e quindi nello specifico poteva trattarsi di un trattamento di fine mandato - ma doveva essere espressamente previsto alla nomina avvenuta nell'atto costitutivo

    In definitiva penso che la giusta strada da percorrere sia la richiesta di risarcimento per mancato preavviso per sei mensilità (secondo pacifica dottrina e giurisprudenza), gli ulteriori danni diretti correlati alla revoca senza giusta ,e la determinazione del giusto compenso in relazione alla qualità e quantità del lavoro prestato ...

    ne sapete qualcosa in relazione al modello da presentare all'inps per l'assegno familiare?

  6. #6
    g.t
    g.t è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Avv.Stefania Visualizza Messaggio
    Ciao, benissimo è tutto chiaro e come presumevo. Difatti, anche la forma scritta ha solo valenza probatoria(e non di sostanza) che puo' essere superata in altri modi.

    Ancora un piccolissimo chiarimento sul collegato del lavoro di cui all'art. 32 della legge 183/2010, sin d'ora ho sempre impugnato entro 60 gg (con semplice raccomandata A.R.), con unica eccezione il quinquennio prescrizionale per ricorrere in giudizio (previo tentativo obbligatorio di conciliazione); predetta legge introduce dal 24 novembre 2010 anche per i precari un termine di 60 gg(dalla revoca nel caso che ci occupa) del contratto di co.co.co ritenuti illegittimo e nei successivi 270 gg dal ricorso o dalla comunicazione di conciliazione- cio' che non mi è chiaro:

    1) per i contratti conclusi prima del del 24 novembre 2010 , si deve ritenere nulla l'impugnazione oltre il 22 gennaio 2011?
    2)mi confermi che all'amministratore con contratto co.co.co spetta l'assegno per il figlio?
    potresti gentilmente indicarmi il relativo modellino INPS?

    Ti ringrazio infinitamente
    Stefania
    il decreto milleproroghe ha differito al 31/12/2011 l'entrata in vigore dell'art. 32 del collegato lavoro, per i contratti scaduti dopo il 24/11/2010 e per i quali i termini di 60 giorni non erano scaduti alla data del 27/02/2011 o che scadranno in corso d'anno. per i contratti conclusi prima del 24/11/2010, per i quali il termine per l'impugnazione scadeva il 24 gennaio 2011, non è ben chiaro se il termine slitta al 31 dicembre posto che in assenza di una esplicita previsione di retroattività del decreto milleproroghe, questo non potrebbe sanare una decadenza che si è già verificata. parimenti si deve dire per quei contratti scaduti dopo il 24 novembre ma per i quali i 60 giorni per l'impugnazione sono inutilmente scaduti prima del 27/02/2011. Secondo un altro orientamento invece la retroattività si deve ritenere implicita nella locuzione "in sede di prima applicazione" usata dal legislatore. Confermo la corresponsione dlel'assegno per il co.co.co. il modello da usare è il ANF/Gest. Sep.

  7. #7
    Avv.Stefania è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da g.t Visualizza Messaggio
    il decreto milleproroghe ha differito al 31/12/2011 l'entrata in vigore dell'art. 32 del collegato lavoro, per i contratti scaduti dopo il 24/11/2010 e per i quali i termini di 60 giorni non erano scaduti alla data del 27/02/2011 o che scadranno in corso d'anno. per i contratti conclusi prima del 24/11/2010, per i quali il termine per l'impugnazione scadeva il 24 gennaio 2011, non è ben chiaro se il termine slitta al 31 dicembre posto che in assenza di una esplicita previsione di retroattività del decreto milleproroghe, questo non potrebbe sanare una decadenza che si è già verificata. parimenti si deve dire per quei contratti scaduti dopo il 24 novembre ma per i quali i 60 giorni per l'impugnazione sono inutilmente scaduti prima del 27/02/2011. Secondo un altro orientamento invece la retroattività si deve ritenere implicita nella locuzione "in sede di prima applicazione" usata dal legislatore. Confermo la corresponsione dlel'assegno per il co.co.co. il modello da usare è il ANF/Gest. Sep.
    Sei un pozzo di sapienza al servizio dell'umanità e/o meglio degli utenti del commercialista telematico .
    Ti ringrazio di cuore, a buon rendere!
    Stefania

  8. #8
    mapellone è offline Senior Member
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    Riguardo al disconoscimento del co.co.co. in luogo di un contratto di lavoro subordinato bisogna dimostrare l'insussistenza del primo e i profili caratterizzanti il secondo. In particolare qualora si riuscissse a dimostrare la subordinazione e l'assoggettamento al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro resta comunque da dimostare chi in realtà eserciti la funzione di datore di lavoro stesso. A mio avviso quindi al di la di qualsiasi prova scritta, necessaria nel co.co.pro. ma non nel co.co.co., sarebbe comunque difficile dimostrare la effettiva esistenza di un contratto di lavoro subordinato senza la previa dimostrazione che i poteri datoriali, in rappresentanza della società, siano esperiti da un terzo (amministratore occulto).

  9. #9
    g.t
    g.t è offline Junior Member
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    mi sembra di capire che l'amministratore non coincide con il socio unico della srl.

  10. #10
    mapellone è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da g.t Visualizza Messaggio
    mi sembra di capire che l'amministratore non coincide con il socio unico della srl.
    credo proprio di si. Bisogna quindi dimostrare l'esercizio dei poteri datoriali da parte del socio (amministratore occulto) nei confronti dell'apparente amministratore.

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