Ringrazio anticipatamente chi avrà la pazienza di leggersi questa pappardella e darmi supporto per risolvere il mio dubbio.

La situazione è la seguente…

Il Signor X, dopo un periodo di disoccupazione protrattosi per alcuni mesi dal suo ultimo rapporto di lavoro subordinato, viene assunto con un contratto full-time a tempo determinato di 4 mesi il quale prevede 1 mese di prova. Il nuovo rapporto lavorativo decorre dal primo giorno del mese, ma si interrompe appena quindici giorni dopo allorché gli viene notificato il licenziamento per “mancato superamento del periodo di prova”. A questo punto il Signor X si ritrova nuovamente disoccupato, ma, grazie a quest’ultimo rapporto lavorativo durato appena un paio di settimane, ha maturato entrambi i requisiti necessari per percepire l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali (requisito contributivo e assicurativo) e pertanto si appresta a inoltrare autonomamente apposita istanza telematica all’INPS tramite il servizio disciplinato dall’Allegato n. 1 alla Circolare INPS 29/2010.

Il mio quesito riguarda le modalità di calcolo della base su cui quantificare l’importo dell’indennità DS.

Prendendo a riferimento quanto dispone la Circolare INPS 115/2008, qualora la retribuzione teorica mostri un andamento non costante nel tempo, la base di calcolo di questo genere di prestazione viene determinata con riferimento alla retribuzione teorica media dei tre mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, aumentata dell’importo dei ratei delle eventuali mensilità aggiuntive (13° e 14°). La stessa Circolare a titolo di esempio aggiunge inoltre che, nel caso di cessazioni del rapporto di lavoro nel corso del mese, è necessario recuperare dall’eventuale quarto mese precedente il licenziamento un numero di giorni sufficienti a coprire il periodo mancante comunque non eccedenti 30 giorni di calendario; il divisore mensile per la liquidazione della prestazione è infatti sempre pari a 30.

Il fatto che il mancato superamento del periodo di prova di un contratto a termine sia una causa di disoccupazione tutelata dall’INPS è pacifico (vedi l’Allegato summenzionato), ma come si calcola la retribuzione teorica media dell’ultimo trimestre se il Signor X ha lavorato come dipendente subordinato appena 15 giorni nei tre mesi a monte dell’ultimo licenziamento e non risultano neanche periodi utili nei mesi immediatamente precedenti detto trimestre???

L’ultima versione del Manuale INPS intitolato “Documento tecnico per la compilazione dei flussi delle denunce retributive mensili” definisce la retribuzione teorica come la retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito qualora non fossero intervenuti eventi tutelati che possono dar luogo ad accredito figurativo ovvero non tutelati. Tale importo sarà quindi sempre rapportato al mese intero, salvo nei casi di assunzione e/o cessazione in cui sarà riferito al periodo che intercorre tra la data di assunzione e la fine del mese, ovvero tra l’inizio del mese e la data di cessazione ovvero ancora tra la data di assunzione e la data di cessazione (qualora avvengano entro lo stesso mese come nel caso in esame).

Per ragioni di buon senso ESCLUDEREI le seguenti possibilità di risoluzione del quesito:

 A partire dall’ultimo licenziamento si risale a ritroso nel tempo recuperando nella media aritmetica l’imponibile relativo a passati rapporti lavorativi in modo da raggiungere i tre mesi richiesti per fare media. Con questo meccanismo si quantificherebbe l’ammontare dell’indennità di disoccupazione prendendo a riferimento le retribuzioni relative a diversi rapporti lavorativi successivi;

 L’imponibile relativo ai 15 giorni del mese parzialmente lavorato viene diviso per 30, mentre i due mesi precedenti entrano nella media aritmetica attribuendogli un imponibile pari a 0 a numeratore, ma a denominatore resta il 3. Con questo doppio meccanismo di fatto l’ammontare dell’indennità di disoccupazione viene abbattuto ai minimi termini riducendosi a pochi euro anche qualora il contratto a termine del Signor X prevedesse una Retribuzione Annua Lorda stratosferica.

La soluzione che quindi ACCOGLIEREI in merito al mese parzialmente lavorato consiste nella riparametrazione della retribuzione teorica dei 15 giorni lavorati al mese intero dividendo l’imponibile del mese parziale (aumentato dei ratei delle mensilità aggiuntive) per 15 (giorni effettivamente lavorati) per poi moltiplicare la retribuzione teorica giornaliera ottenuta per 30 (divisore mensile previsto per la liquidazione della prestazione). In merito invece alle due mensilità che precedono quella parzialmente lavorata, queste non entrano nella media aritmetica in quanto il Signor X non era sotto contratto e di conseguenza non risulta alcun flusso E-mens.

La soluzione della riparametrazione del mese parziale a mese intero è un meccanismo che ho applicato per analogia al caso in esame in quanto è espressamente previsto dalla Circolare INPS 94/2009 relativa però al pagamento dell’indennità di malattia e maternità per lavoratori dipendenti a tempo pieno non agricoli, mentre il fatto di non conteggiare nella media le mensilità interamente non lavorate nel trimestre a monte del licenziamento è solo una soluzione di buon senso che mi sono dato.

Detto in altri termini, io credo genericamente che, dei tre mesi che precedono il licenziamento, entrano nella eventuale media aritmetica solo i mesi in cui risulta un qualche flusso E-mens eventualmente da riportare a 30 giorni qualora non siano coperte intere mensilità in maniera continuativa. La base di calcolo da cui ricavare la percentuale relativa all’importo dell’indennità a cui il Signor X ha diritto non è quindi altro che lo stipendio lordo mensile contrattualmente previsto aumentato dei ratei delle eventuali mensilità aggiuntive.

CHE DITE? C’E’ QUALCUNO CHE ABBIA ESPRIENZA IN MERITO O CHE MI SAPPIA DARE ALTRI RIFERIMENTI UTILI?

Grazie.