Salve,
Pongo a Vs interpretazione la normativa in materia di Lavoro riguardante l'assunzione del coniuge convivente del'unico socio di una srl artigiana.
Vista la lacunosa normativa e il relativo comportamento anche in fase di giudizio in casi di contenzioso in merito al disconoscimento del lavoro subordinato in questi casi.
Atteso che, tra parenti e affini in ambito di impresa familiare, ditta individuale, i rapporti di lavoro autonomo si reputano salva fatta prova contraria a titolo gratuito, il dubbio nasce nelle società di capitali, considerato che in questo caso il rapporto di lavoro non è tra i soggetti (soci) ma tra la società in quanto persona giuridica e il relativo dipendente.
Vero anche che la norma non esclude nessun caso in modo tassativo quando è convalidato o meno il rapporto, io credo che in caso di Srl non puo' configurarsi tale disconoscimento, alla luce anche del fatto che per le società di capitali piu grandi non sono previste forme di gratuità di lavoro.
Si richiedono lumi sulla questione
Grazie e buon lavoro