Buongiorno, lavoro da circa 1 anno e mezzo presso una grossa multinazionale che si occupa di outsourcing paghe in qualità di semplice impiegato. Pochi giorni fa ho ricevuto da un responsabile la comunicazione che probabilmente riceverò una lettera di richiamo per un errore verificatosi nel ciclo paghe di Agosto. Il problema è che questo errore non è direttamente a me imputabile e che si è sviluppato a seguito di una serie di altri eventi che hanno portato alla gestione delle attività in maniera assolutamente caotica. L’errore è stato compiuto da un altro impiegato (interinale senza adeguata competenza) che mi è stato affiancato per svolgere dei lavori di inserimento dati , ma che non avendo competenza e conoscenza degli strumenti aziendali ha causato un rallentamento delle attività non indifferente portando alla necessità (per poter rispettare le scadenze) dell’eliminazione di alcune fasi di controllo.
Tutto questo inoltre è maturato in un contesto dove le esigenze dei clienti da me gestiti (chiusura aziendale, ferie del responsabile dell’ufficio personale, etc) hanno portato al bisogno di ridurre ad 1/3 i tempi per la consegna della documentazione.
Naturalmente all’atto della comunicazione (circa a fine Giugno) da parte del responsabile del servizio di queste tempistiche avevo più volte manifestato i miei dubbi sulla possibilità di gestire una mole di lavoro standard in tempi cosi ridotti.
Il mio dubbio è legato al fatto che non soltanto vorrei rispondere alla lettera ma far capire all’azienda che il procedimento risulta palesemente ingiusto ed ingiustificato per vari motivi tra i quali su tutti il fatto che non era mio responsabilità farmi carico di formare il nuovo assunto e tantomeno dover correggere i suoi errori (cosa che è stata comunque fatta ad eccezione dell’errore in questione).
Ad ulteriore mia discolpa risultano l’eccellenza raggiunta nella documentazione consegnata agli altri clienti gestiti in quel periodo e la disponibilità in termini orari che mi ha portato, solo nella prima settimana di Agosto, a svolgere oltre 20 ore di lavoro aggiuntivo (che come da prassi mai vedrò transitare nella mia busta paga).
Ho come la sensazione, in quanto ultimo assunto del mio gruppo, che l’azienda voglia utilizzarmi per dare l’esempio a tutti e far capire che con la nuova organizzazione aziendale il “modus operandi” sarà questo.
Visto quanto sopra indicato mi consigliate di agire fin da subito tramite i sindacati?