Buongiorno,
premetto che lavoro con un contratto t.i. IV livello Commercio e che, oltre alla normale retribuzione, percepisco un bonus produttività in % sulle pratiche di recupero credito da me evase e dalla mia società fatturate al cliente al 31/12 di ogni anno, per cui esiste regolare contratto siglato a latere del contratto di assunzione.
Ci arriva una comunicazione con la quale l’azienda ci dice che per accordi postumi siglati con le società clienti emetteranno una nota di accredito il cui valore verrà poi considerato in diminuzione sul bonus già erogato di competenza dell’anno precedente.
In parole povere effettueranno delle trattenute in busta paga pari all’importo che han restituito ai clienti.
Il contratto di bonus prevede che al dipendente è riconosciuto un “TOT” calcolato al netto di una serie di cose e maturato al 31/12.
Ora io credo che effettuare delle trattenute “retroattivamente” in virtù di una NC, emessa anche secondo il principio della competenza, non inficia il mio “diritto acquisito” a quel bonus perché calcolato al netto delle pratiche evase al 31/12/2017.
Non posso io dipendente scontare nel 2018 un accordo che l’azienda ha siglato con le società clienti ed i cui effetti si vedono nell’anno successivo.
Per l’anno 2018 specifico che ho già siglato un nuovo contratto relativo al bonus maturato al 31/12 ma fa riferimento a pratiche evase su di un cliente diverso rispetto a quello su cui ho lavorato nel 2017.
In conclusione la mia domanda è:
è legittimo questo comportamento da parte dell’azienda?
può effettuare trattenute in virtù di un accordo di cui il dipendente non ne è stato portato a conoscenza se non dopo la firma del contratto?
Un tale comportamento mi legittimerebbe ad esperire un’azione legale volta alla restituzione di quanto indebitamente (dal mio punto di vista) trattenuto?

P.s. aggiungo che la mia azienda non ha voluto aderire alla tassazione agevolata del 10%

Grazie