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Discussione: contributi partita iva e lavoro dipendente tempo pieno

  1. #1
    Boooooo è offline Junior Member
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    Predefinito contributi partita iva e lavoro dipendente tempo pieno

    Buongiorno a tutti
    Ho partita iva come ditta individuale e dal 1 settembre 2017 anche un contratto da dipendente (settore privato) da 40 ore settimanali; sono nella (fortunata) situazione di poter evitare la doppia contribuzione (bastano i versamenti del mio datore di lavoro)

    Quindi per l'anno 2017 ho avuto la posizione INPS aperta soltanto per i primi 8 mesi dell'anno: per il calcolo dei relativi contributi pensavo bisognasse tener conto soltanto del reddito di questi 8 mesi (2450€ sul reddito minimale rapportato a 8 mesi, ovvero 10.365€, più eventuale saldo per il reddito eccedente) invece il mio commercialista ha calcolato il reddito di tutto l'anno 2017 utilizzandolo poi per ricavarci (giustamente) l' irpef (nel mio caso 5% ho partita iva nel regime dei minimi) e meno giustamente l'inps.
    In questa maniera non vedo il "beneficio" di aver avuto per 4 mesi (settembre-dicembre) i contributi pagati dal mio datore di lavoro (per il 2018 e seguenti il problema non si pone la posizione INPS relativa alla ditta individuale è cessata, è "solamente" questo saldo 2017 che non mi aspettavo di dover pagare)
    Grazie
    Ultima modifica di Boooooo; 09-07-18 alle 03:35 PM

  2. #2
    pietrog80 è offline Member
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    ciao, credo il tuo commercialista abbia sbagliato ma aspettiamo pareri più autorevoli. In particolare se sei iscritto alla gestione separata Inps doveva calcolare i contributi minimi da versare come 8/12 più la parte eccedente del reddito per quel periodo. Mentre i restanti 4/12 andavano versati in una nuova posizione inps che il datore di lavoro doveva aprire all atto dell'assunzione. Sopratutto se hai già versato i contributi per i 4 mesi del 2017 adesso ti troverai una doppia contribuzione che non ti servirà ai fini pensionistici.

  3. #3
    Boooooo è offline Junior Member
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    intanto grazie
    no non sono iscritto alla gestione separata, essendo ditta individuale con iscrizione alla camera di commercio versavo nella cassa commercianti con i 4 classici cedolini annuali da 900€ circa ciascuno (che coprono il reddito minimale di 15.000€ quindi più eventuale saldo se lo eccedevo)

    Poichè il 2017 si è UFFICIALMENTE ridotto a 8 mesi (ho ricevuto la comunicazione inps riguardo la chiusura della posizione) i contributi sul reddito minimale (i 2450€ sul reddito minimale rapportato a 8 mesi ovvero 10.365€) credo di averli versati con tali cedolini; dico "credo" perchè di preciso il periodo a cui si riferisce ogni cedolino non lo conosco PERO' mi arrivò (quello che pensavo fosse) l'ultimo cedolino ridotto a 600€ proprio perchè l'anno si era andato a decurtare cioè ho ricevuto cedolini 900+900+600 = 2400.

    In pratica con la dichiarazione dei redditi di questo periodo mi è arrivato un saldo di quasi 700€ di inps da pagare per il reddito che eccede il minimale (verissimo l'ho ecceduto, ma qualche fattura è stata incassata da settembre a dicembre)

  4. #4
    pietrog80 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Boooooo Visualizza Messaggio
    intanto grazie
    no non sono iscritto alla gestione separata, essendo ditta individuale con iscrizione alla camera di commercio versavo nella cassa commercianti con i 4 classici cedolini annuali da 900€ circa ciascuno (che coprono il reddito minimale di 15.000€ quindi più eventuale saldo se lo eccedevo)

    Poichè il 2017 si è UFFICIALMENTE ridotto a 8 mesi (ho ricevuto la comunicazione inps riguardo la chiusura della posizione) i contributi sul reddito minimale (i 2450€ sul reddito minimale rapportato a 8 mesi ovvero 10.365€) credo di averli versati con tali cedolini; dico "credo" perchè di preciso il periodo a cui si riferisce ogni cedolino non lo conosco PERO' mi arrivò (quello che pensavo fosse) l'ultimo cedolino ridotto a 600€ proprio perchè l'anno si era andato a decurtare cioè ho ricevuto cedolini 900+900+600 = 2400.

    In pratica con la dichiarazione dei redditi di questo periodo mi è arrivato un saldo di quasi 700€ di inps da pagare per il reddito che eccede il minimale (verissimo l'ho ecceduto, ma qualche fattura è stata incassata da settembre a dicembre)
    Beh, allora è corretto. Inps ti ha mandato anche la comunicazione di chiusura ed il cedolino più basso. Se hai fatturato in eccesso fai il calcolo del tuo incasso e degli importi dovuti. Dovresti arrivare all'importo versato

  5. #5
    Boooooo è offline Junior Member
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    ho fatturato in eccesso ma quello che cercavo di capire era se si dovesse tener conto della data di incasso, se rientra nel periodo che avevo la posizione inps aperta oppure no.

    Faccio un esempio "estremo":
    -ho avuto per il 2017 la posizione INPS aperta soltanto per GENNAIO, dal 1 febbraio assunzione dipendente tempo pieno (ricordo che la p.iva rimane aperta ma non la relativa posizione inps)
    -il reddito derivante da p.iva per TUTTO il 2017 pari a 15000

    per il calcolo dell' "irpef" è ok considerare il reddito gennaio-dicembre ma per il calcolo dei contributi devo vedere quanti di quei 15.000 sono stati fatti nel mese di gennaio soltanto, perchè per il periodo da febbraio-dicembre alla contribuzione ci ha pensato il datore di lavoro. Altrimenti se così non fosse con i 15.000 bisogna pagare i 3600€ annuali, cioè quello che mi è stato applicato (e il datore di lavoro ha versato anche lui)
    sono arrivato alla conclusione che non è una "colpa" del commercialista che non può stare a verificare le date di incasso delle fatture e differenziare il reddito per calcolare l'irpef e quello per calcolare i contributi ma semplicemente "il primo anno ci si attacca al tram" poi a cominciare dal nuovo anno pieno i contributi del datore di lavoro sono sufficienti a "sostituire" quelli che si sarebbero dovuti pagare con la p.iva
    Ultima modifica di Boooooo; 10-07-18 alle 12:16 PM

  6. #6
    pietrog80 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Boooooo Visualizza Messaggio
    ho fatturato in eccesso ma quello che cercavo di capire era se si dovesse tener conto della data di incasso, se rientra nel periodo che avevo la posizione inps aperta oppure no.

    Faccio un esempio "estremo":
    -ho avuto per il 2017 la posizione INPS aperta soltanto per GENNAIO, dal 1 febbraio assunzione dipendente tempo pieno (ricordo che la p.iva rimane aperta ma non la relativa posizione inps)
    -il reddito derivante da p.iva per TUTTO il 2017 pari a 15000

    per il calcolo dell' "irpef" è ok considerare il reddito gennaio-dicembre ma per il calcolo dei contributi devo vedere quanti di quei 15.000 sono stati fatti nel mese di gennaio soltanto, perchè per il periodo da febbraio-dicembre alla contribuzione ci ha pensato il datore di lavoro. Altrimenti se così non fosse con i 15.000 bisogna pagare i 3600€ annuali, cioè quello che mi è stato applicato (e il datore di lavoro ha versato anche lui)
    sono arrivato alla conclusione che non è una "colpa" del commercialista che non può stare a verificare le date di incasso delle fatture e differenziare il reddito per calcolare l'irpef e quello per calcolare i contributi ma semplicemente "il primo anno ci si attacca al tram" poi a cominciare dal nuovo anno pieno i contributi del datore di lavoro sono sufficienti a "sostituire" quelli che si sarebbero dovuti pagare con la p.iva
    Credo ci sia un problema di fondo. Tu la partita iva l'hai tenuta aperta tutto l'anno ed essendo in regime dei minimi gli importi incassati sono su base annua e non mensile. Per quanto riguarda i contributi, il tuo datore di lavoro li avrà versati nel periodo di assunzione ma ciò non vuol dire che se incassi soldi da lavoro autonomo non paghi i contributi perché già qualcuno li versa per te. Vale comunque la regola del fatturato. Se hai incassato 15000 paghi su 15000 non su 15000*8/12

  7. #7
    Boooooo è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da pietrog80 Visualizza Messaggio
    Credo ci sia un problema di fondo....Per quanto riguarda i contributi, il tuo datore di lavoro li avrà versati nel periodo di assunzione ma ciò non vuol dire che se incassi soldi da lavoro autonomo non paghi i contributi perché già qualcuno li versa per te.
    E invece vuol dire proprio questo, come "esordivo" sono certo di essere
    "nella (fortunata) situazione di poter evitare la doppia contribuzione (bastano i versamenti del mio datore di lavoro)"

    Non sto più versando i contributi della p.iva (è il motivo per cui non l'ho chiusa) si può dire che tutto quello che ne viene fuori è "tanto di guadagnato" (al netto delle spese, le prime che mi vengono in mente: commercialista, pec, camera di commercio, "irpef")

    Al termine del 2018 se il reddito da p iva è 5000 pago le sole spese di cui sopra e 0 di versamenti autonomi INPS, ovviamente il lavoro dipendente deve essere prevalente (non posso guadagnare 8000 da dipendente e 15000 da p iva)

    Ripeto, il mio dubbio rimane solo nel primo anno di assunzione


    edit:
    "essendo in regime dei minimi gli importi incassati sono su base annua e non mensile"
    "temo" sia qui la risposta il commercialista non può stare a vedere le date di incasso delle fatture se sono prima o dopo l'assunzione e quindi per il primo anno "ci si attacca al tram"
    Ultima modifica di Boooooo; 10-07-18 alle 05:14 PM

  8. #8
    pietrog80 è offline Member
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    Questo esempio può essere chiarificatore. La cassazione ha dato torto al professionista che non si è iscritto alla gestione separata e non ha versato contributi per la quota di lavoro professionale.
    https://www.lavoripubblici.it/news/2...s-o-Inarcassa-

  9. #9
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    boh per me stiamo confondendo le mere con le pere...

    avevo (ho) una attività lavorativa con partita iva (regime dei minimi) inquadrata come ditta individuale con versamento dei contributi nella cassa commercianti (i 4 cedolini da 900€ annuali, PIU' eventuale saldo se eccedevo il reddito minimale). (nessun libero prefessionismo, nessuna inarcassa, nessuna gestione separata inps)
    Con l'inizio del lavoro da (dipendente 40 ore settimanali) ho lo sconto TOTALE di questi contributi (l'inps mi ha mandato la lettera di posizione cessata, e non mi stanno più arrivando questi cedolini, la partita iva è viva e vegeta e continuo a fatturare, poco perchè non è lavoro prevalente, ma continuo)

  10. #10
    pietrog80 è offline Member
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    boh per me stiamo confondendo le mere con le pere...

    avevo (ho) una attività lavorativa con partita iva (regime dei minimi) inquadrata come ditta individuale con versamento dei contributi nella cassa commercianti (i 4 cedolini da 900€ annuali, PIU' eventuale saldo se eccedevo il reddito minimale). (nessun libero prefessionismo, nessuna inarcassa, nessuna gestione separata inps)
    Con l'inizio del lavoro da (dipendente 40 ore settimanali) ho lo sconto TOTALE di questi contributi (l'inps mi ha mandato la lettera di posizione cessata, e non mi stanno più arrivando questi cedolini, la partita iva è viva e vegeta e continuo a fatturare, poco perchè non è lavoro prevalente, ma continuo)
    OK. Se la tua attività autonoma non è prevalente non paghi le quote minime inps della cassa commercianti perchè già versi i contributi obbligatori.
    Ma mi chiedo se hai un reddito da lavoro dipendente di 90000 euro annui e un reddito da 50000 annui per l'attività autonoma presumo che dovrai pagare comunque qualcosa su quei 50000.

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