Buona sera a tutti/e e grazie agli admin per aver accettato la mia richiesta di iscrizione.
Lavoro da sei settimane in un call center (dobbiamo fissare appuntamenti con dei potenziali clienti da una lista che l’azienda ci fornisce settimanalmente). Il primo mese (secondo lunedì di ottobre) sono stato assunto con un contratto di prestazione d’opera “ai sensi e per gli effetti degli artt.2222 e segg., 2229 e segg. del Codice Civile”.
Al secondo punto del contratto (Durata) si dice che “la prestazione non supererà i trenta giorni lavorativi nell’arco di tutto l’anno 2018 e inizierà a decorrere dal giorno X e terminerà il giorno Y”.
Trascorso il primo mese ho sottoscritto un altro contratto, anche questa volta come prestatore d’opera, con la stessa dicitura “la prestazione non supererà i trenta giorni lavorativi nell’arco di tutto l’anno 2018”. Aggiungo che non c’è stato nessun giorno di interruzione tra il primo e il secondo contratto.
La retribuzione, nel contratto, è indicata al netto della ritenuta d’acconto del 20%.

La cosa che mi lascia perplesso è che mi trovo in una situazione nella quale ho una prestazione che durerà almeno sessanta giorni con lo stesso committente quest’anno quando è il contratto stesso a stabilire che la prestazione non può durare più di trenta giorni nell’anno stesso.

Data questa premessa vi vorrei chiedere :
- una situazione del genere è legale?
- in caso non lo fosse, si può diciamo impugnare il contratto (anche se temo che un’eventuale impugnazione avrebbe come conseguenza il licenziamento immediato – con il dovuto preavviso)?
- dato che è il committente a versare la ritenuta d’acconto, l’F24 con cui effettuerà il versamento sarà comunque intestato a me, agendo quindi come sostituto d’imposta? Se la risposta fosse affermativa ho diritto ad avere copia del versamento o l’anno prossimo mi verrà rilasciata un certificazione unica?

Spero di non essermi dilungato troppo.
Grazie a chi mi risponderà.