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Discussione: Acconti nel bilancio IV direttiva cee

  1. #1
    giusy78 è offline Member
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    Predefinito Acconti nel bilancio IV direttiva cee

    Buongiorno, vorrei sapere dove vanno collacati nel bilancio riclassificato gli acconti pagati a fornitori.
    Grazie in anticipo

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Gli acconti a fornitori vanno:

    1) in B I 6) se relativi all'acquisto di immobilizzazioni immateriali;
    2) in B II 5) se relativi all'acquisto di immobilizzazioni materiali;
    3) in C I 5) se relativi all'acquisto di beni destinati alla rivendita (merci, materie prime,ecc.).

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    pipelly è offline Senior Member
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    C I 5 ..e quindi dovranno essere ricompresi nelle rimanenze finali?
    Scusate se ho postato nuovamente lo stesso argomento ma non sapevo fare il collegamento con la discussione.

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Si, è così.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  5. #5
    pipelly è offline Senior Member
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    Scusami Enrico, ho appena inserito l'importo dell'acconto fra le rimanenze in C I 5, ma così l'impresa non subisce un danno?
    Nel senso se io acquisto merce per 15.000 euro e mi resta dentro avro' 15.000 fra i costi nel conto economico e 15.000 fra le rimanenze finali così questo importo non influirà sul reddito.
    Ma se io registro 15.000 fra gli acconti e questo importo va tra le rimanenze zvro' un reddito d'esercizio piu' alto di 15.000 euro non avendo imputato in contropartita delle merci.
    Sbaglio?

  6. #6
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Citazione Originariamente Scritto da pipelly Visualizza Messaggio
    Ma se io registro 15.000 fra gli acconti e questo importo va tra le rimanenze zvro' un reddito d'esercizio piu' alto di 15.000 euro non avendo imputato in contropartita delle merci.
    Sbaglio?


    Stiamo parlando di acconti, quindi di importi corrisposti per della merce che non va nelle rimanenze perchè non è ancora entrata in magazzino.
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  7. #7
    pipelly è offline Senior Member
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    E allora che senso ha metterlo fra le rimanenze nello stato patrimoniale?
    Praticamente in bilancio alla voce rimanenze C I avro' un importo che comprende l'acconto.

    Esempio:

    RIMANENZE INIZIALI 01/01/2009 10.000
    ACCONTI 5000
    RIMANENZE FINALI IN C I DEL BILANCIO CEE AVRO' 15.000 CHE SARANNO LE INIZIALI DEL 2010.
    La differenza fra le iniziali e le finali dove va????

    Caspita, non era piu' semplkice considerarla credito verso fornitore?

    Poi da quello che ho letto Enrico dice che vanno fra le rimanenze!!!

  8. #8
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Citazione Originariamente Scritto da pipelly Visualizza Messaggio
    E allora che senso ha metterlo fra le rimanenze nello stato patrimoniale?
    Praticamente in bilancio alla voce rimanenze C I avro' un importo che comprende l'acconto.


    La riclassificazione delo stato patrimoniale viene fatta per destinazione, quindi è coerente con questo spirito che gli acconti di merce vadano a CIU così come gli acconti per acquisto di beni immateriali vanno a B I e queli per acquiusto di beni materiali vadano a B II.




    Citazione Originariamente Scritto da pipelly Visualizza Messaggio
    Caspita, non era piu' semplice considerarla credito verso fornitore?
    Resta sempre un credito, solo che viene messo alla voce CI anzichè alla voce CII come vorresti tu.


    Citazione Originariamente Scritto da pipelly Visualizza Messaggio
    Poi da quello che ho letto Enrico dice che vanno fra le rimanenze!!!
    Non lo dice Enrico, lo dice il Codice Civile ....
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  9. #9
    pipelly è offline Senior Member
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    Danilo, brutta gatta da pelare!!!!!!


    Dunque ho rimanenze iniziali 01/01/2009 10.000
    merce residua da inventario fisico al 31/12/2009 13000
    Valore rimanenze al 31/12/2009 = 13.000
    C I dello S.P. uguale 13.000
    Acconti a fornitori 2000
    C I dello S.P: uguale 15.000
    In bilancio alla voce Rimanenze avro' dunque 15.000 di cui 13.000 merce e 2.000 acconti.
    Nel conto economico invece in B11 ( variazione rimanenze prodotti ) avro' 3000 ( diff. fra iniziali e finali ).e non 5.000. Giusto?

  10. #10
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    La questione è piuttosto complessa e per rendersene conto è sufficiente leggere la relazione governativa al D.lgs. 127/1991 e qualche scritto della dottrina dell'epoca. Prima del recepimento della direttiva comunitaria, l'iscrizione in bilancio degli acconti a fornitori avveniva nella voce residuale dei "Crediti Diversi". Ma già una parte della dottrina dell'epoca riteneva necessaria una distinzione tra crediti pecuniari e crediti in natura e propendendo per un'allocazione degli acconti tra i crediti in natura.

    Per quale motivo il decreto di recepimento della 4° Direttiva CEE li ha inseriti nel Magazzino ? Ci sono due spiegazioni:

    1) la prima è nella natura di questi esborsi che li identifica come quote di costi pagati anticipatamente al fornitore, non già come veri e propri crediti di funzionamento verso i fornitori (esprimendo cosi componenti di natura squisitamente finanziaria). Come qualcuno ha acutamente osservato (V. Antonelli e R. D'Alessio, in Summa Bilancio, ed. 2010. pag. 489) se si trattasse di valori finanziari, infatti, essi dovrebbero includersi tra i crediti, con la necessità di stima del loro realizzo monetario, questione improponibile dal punto di vista concettuale. Trattandosi di costi anticipati, relativi a fattori produttivi non ancora acquisiti nella disponibilità dell'azienda, essi subiscono la stessa sorte degli altri in quanto pertinenti a beni economici, pronti per la vendita, già impiegati o impiegabili. In parole povere, gli acconti a fornitori vengono intesi come diritti ad una cessione di beni.

    La seconda spiegazione prende le mosse dalla funzione che quegli anticipi svolgono nella combinazione produttiva. Il ciclo di acquisto-trasformazione-vendita, in presenza di acconti, è incompiuto e quest'evento pone problemi di "rimanenza" con la conseguente necessità di separare dall'esercizio corrente, il valore di processi economici in corso già avviati.

    Questa seconda spiegazione consente più della prima di separare, nel momento in cui si deve analizzare l'operazione in corso:

    1) la dimensione materiale del bene economico non ancora disponibile;

    2) la dimensione temporale del processo interrotto alla data di redazione del bilancio, secondo la ben nota ipotesi generale di scomposizione dei flussi reddiatuali tra i vari esercizi.

    Tale spiegazione, dunque, giustificherebbe i dubbi avanzati da una parte della dottrina che si chiede se il criterio civilistico di valutazione alternativa basato sul confronto tra il "costo" e il "minor valore di presunto realizzo" possa applicarsi alla posta "acconti".

    Chiedo scusa per la prolissità, ma come dicevo il problema è complesso e ritenerlo sicuramente estraneo al processo di rilevazione delle rimanenze finali iscritte nel Conto Economico, non credo si posizione pacificamente sostenibile.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 10-05-10 alle 09:48 PM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
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