Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: piccola attrezzatura

  1. #1
    L'avatar di roby
    roby è offline Senior Member
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    Predefinito piccola attrezzatura

    sto registrando le fatture di acquisto dalle varie utensilerie e ferramente della zona soprattutto negli ultimi mesi abbiamo comprato diversi utensili di consumo e accessori vari. Qual’e’ l’importo sotto il quale devo stare per non dover registrare il costo come bene ammortizzabile???
    euro 25,82??

  2. #2
    Speedy è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da roby Visualizza Messaggio
    sto registrando le fatture di acquisto dalle varie utensilerie e ferramente della zona soprattutto negli ultimi mesi abbiamo comprato diversi utensili di consumo e accessori vari. Qual’e’ l’importo sotto il quale devo stare per non dover registrare il costo come bene ammortizzabile???
    euro 25,82??
    Secondo me bisogna tenere conto dei criteri civilistici e non di quelli tributari, per cui:
    = se l'utensile ha vita annuale va registrato come materiale da consumo
    = se l'utensile ha vita pluriennale va registrato come bene strumentale nella categoria di appartenenza (attrezzature, ecc.) ed ammortizzato secondo il presunto periodo di utilizzo
    = ai fini tributari gli utensili vengono ammortizzati con regole diverse, cioè a seconda del valore (sotto a 516,46 quota ammortamento 100% - sopra a 516,46 secondo la percentuale fiscale di ammortamento) attivando il quadro EC per le differenze tributarie rispetto a quelle civili

    Nella pratica, ho dovuto affrontare un problema simile per alcune aziende cartotecniche che fanno largo uso di forme e fustelle le quali, pur avendo un valore veramente esiguo, hanno sovente un utilizzo pluriennale.

    Ciao

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    sono d'accordo con SPEEDY ! Un conto è l'impostazione civilistica del problema, un altro è l'impostazione fiscale.

    Nella classificazione e contabilizzazione dei costi per beni strumentali di importo inferiore a 516,46 Euro, occorre rispettare le regole civilistiche e i principi contabili, sebbene questo comporti problemi di raccordo tra valori civilistici e fiscali.

    E' evidente che l'importo non cambia la natura del cespite che seppur di importo limitato resta un bene strumentale e come tale va trattato.

    Considerarlo un bene di consumo (tale risulterebbe se lo spesassimo tutto a costi d'esercizio) appare una forzatura che va giustificata.

    Meglio trattare la questione con un doppio piano di ammortamento e con rilevazione corretta delle imposte differite. Il tutto raccordato dal quadro EC della dichiarazione dei redditi, i cui dati poggieranno sul doppio piano di ammortamento che rileverà la quota di ammortamento civilisticamente ammessa e la quota di ammortamento valevole ai fini fiscali che ben potrebbe essere del 100%.

    Saluti

  4. #4
    nic
    nic è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Salve,

    sono d'accordo con SPEEDY ! Un conto è l'impostazione civilistica del problema, un altro è l'impostazione fiscale.

    Nella classificazione e contabilizzazione dei costi per beni strumentali di importo inferiore a 516,46 Euro, occorre rispettare le regole civilistiche e i principi contabili, sebbene questo comporti problemi di raccordo tra valori civilistici e fiscali.

    E' evidente che l'importo non cambia la natura del cespite che seppur di importo limitato resta un bene strumentale e come tale va trattato.

    Considerarlo un bene di consumo (tale risulterebbe se lo spesassimo tutto a costi d'esercizio) appare una forzatura che va giustificata.

    Meglio trattare la questione con un doppio piano di ammortamento e con rilevazione corretta delle imposte differite. Il tutto raccordato dal quadro EC della dichiarazione dei redditi, i cui dati poggieranno sul doppio piano di ammortamento che rileverà la quota di ammortamento civilisticamente ammessa e la quota di ammortamento valevole ai fini fiscali che ben potrebbe essere del 100%.

    Saluti
    Condivido pienamente le due risposte date, ma a me,nella pratica,accade spesso che alcuni clienti (fabbri, carpentieri) effettuano degli acquisti "massicci" di questa utensileria minuta (che poi non si sa nemmeno di preciso quanto tempo sarà effettivamente utilizzata) e, così, si ritrovano dei libri cespiti infiniti!!!!
    Mi sono chiesta se fosse opportuno ogni tanto eliminare con una vendita per autoconsumo questi cespiti (nella fattispecie martelli, pinze, cesoie etc.) che talvolta vengono smarriti e non si sa più nemmeno dove siano!!!! Non è tanto infrequente!!!
    E poi, per le contabilità semplificate, ritenete che sia sempre necessario inserire tali beni nel libro cespiti o più semplicemente farli passare dai costi?

  5. #5
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da nic Visualizza Messaggio
    Condivido pienamente le due risposte date, ma a me,nella pratica,accade spesso che alcuni clienti (fabbri, carpentieri) effettuano degli acquisti "massicci" di questa utensileria minuta (che poi non si sa nemmeno di preciso quanto tempo sarà effettivamente utilizzata) e, così, si ritrovano dei libri cespiti infiniti!!!!
    Mi sono chiesta se fosse opportuno ogni tanto eliminare con una vendita per autoconsumo questi cespiti (nella fattispecie martelli, pinze, cesoie etc.) che talvolta vengono smarriti e non si sa più nemmeno dove siano!!!! Non è tanto infrequente!!!
    E poi, per le contabilità semplificate, ritenete che sia sempre necessario inserire tali beni nel libro cespiti o più semplicemente farli passare dai costi?
    Salve,

    una risposta pratica alla sua riflessione porterebbe a dire: non c'è nessun problema a spesare a conto economico tutti i costi del beni strumentali di costo inferiore a 516,46 Euro, purchè si riconosca ad essi la natura di beni di consumo e non di beni strumentali.

    Poi, facendo un esempio, se il giraviti che costa 5 Euro lo utilizzo per 5 anni come la mettiamo con la classificazione fatta come bene di consumo ?

    Il pratico risponderebbe: ammesso che ci sia stata una forzatura nella classificazione, chi me la contesta in una ditta semplificata ?

    risposta: Nessuno !

    Quindi la forzatura la faccio non perchè sia corretta in punto di diritto ma perchè nessuno mi solleverà l'eccezione.

    Poi comunque la classificazione tra i beni di consumo e non tra i beni strumentali ha una coda velenosa. Quale ? Il plafond delle manutenzioni e riparazioni deducibili si calcolerebbe, includendo anche i beni strumentali di piccolo importo, su un limite più alto che porterebbe a maggiori manutenzioni e riparazioni deducibili, Escludendoli, purtroppo, il plafond di deducibilità si ridurrebbe.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 13-08-14 alle 09:38 PM

  6. #6
    enzo54 è offline Member
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    aggiungerei anche che, una non corretta contabilizzazione di tali costi, produce un risultato falsato anche sugli studi di settore
    CIAO

  7. #7
    Red Cat è offline Member
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    Buongiorno,
    se commetto peccato riprendendo una discussione un po' vecchiotta chiedo scusa in anticipo!!
    Quanto sopra scritto trova la mia piena condivisione … in linea teorica … nella pratica dopo anni e anni di puntigliosa rilevazione di cespiti da pochi euro mi ritrovavo con un numero spropositato di voci nel registro cespiti e quel che è peggio la maggior parte delle quali riferite a beni cestinati o persi.
    Conoscete un elettricista che si ricorda di dirvi che ha perso il cacciavite e che quindi è da eliminare dal libro cespiti?
    Tenendo conto che dedurrei comunque tutto nell’esercizio dovendo scegliere, fra i due mali, quello minore mi sono messa a rilevare l’acquisto direttamente a costo; il risultato di bilancio non cambia ed evito di gonfiare i cespiti con beni che non ci sono più.
    So che non è corretto ma sapendo di non riuscire a fare la cosa giusta penso di commettere un errore meno grave … o no?
    Buon ferragosto !!

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