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Discussione: (Forse OT) Esportare o aprire filiale all’estero?

  1. #1
    v-day è offline Junior Member
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    Question (Forse OT) Esportare o aprire filiale all’estero?

    Salve a tutti,
    sono nuovo del forum e ho un dubbio particolarmente complesso.
    Ad oggi una società di componenti elettronici e informatici Vende e Distribuisce comprando principalmente da italia e vendendo in italia.
    Pertanto si paga iva in acquisto e in vendita. Fin qui nessun problema.

    Il problema nasce quando arrivano richieste da parte di altri clienti che si trovano in un altro stato cee.
    Cosa fare?

    Cioè, volendo vendere a questi clienti si crea il problema che la vendita avverrà in esenzione e pertanto se in acquisto si paga l’iva e non viene ricevuta sulla vendita ci si rimette.

    Esempio: Acquisto da Italia a 10+iva e quindi si paga 12Euro.
    Vendita a 11+0 iva = 11Euro.
    Risulta che l’Azienda abbia guadagnato 1Euro ma ai fini pratici ne ha perso 1.

    Adesso, la mia domanda è:
    Questa “perdita” di iva che l’azienda subisce, in qualche modo la recupera? Non so, va come costo , come spesa, o altro??

    Inoltre, nel caso in cui sempre per lo stesso bisogno, si volesse aprire una filiale dell’azienda italiana in questo stato, cosa succede con lo spostamento della merce dal magazzino principale in italia all’altro (sempre della stessa azienda) all’estero?
    In questo caso si avrebbero quindi 2 magazzini di 2 società in 2 stati diversi.
    L’azienda italiana compra 100 prodotti e ne tiene 50 in italia per la vendita e 50 li manda alla filiale.
    Può anche succedere che i 50 vengono venduti da quella italiana mentre quella estera li abbia ancora in magazzino. In questo caso, se l’azienda italiana volesse ri-prendere 10 pezzi dalla filiale per venderli sul mercato italiano può farlo?


    Cosa mi consigliate?

    Grazie a tutti per l'attenzione

  2. #2
    Speedy è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da v-day Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,
    sono nuovo del forum e ho un dubbio particolarmente complesso.
    Ad oggi una società di componenti elettronici e informatici Vende e Distribuisce comprando principalmente da italia e vendendo in italia.
    Pertanto si paga iva in acquisto e in vendita. Fin qui nessun problema.

    Il problema nasce quando arrivano richieste da parte di altri clienti che si trovano in un altro stato cee.
    Cosa fare?

    Cioè, volendo vendere a questi clienti si crea il problema che la vendita avverrà in esenzione e pertanto se in acquisto si paga l’iva e non viene ricevuta sulla vendita ci si rimette.

    Esempio: Acquisto da Italia a 10+iva e quindi si paga 12Euro.
    Vendita a 11+0 iva = 11Euro.
    Risulta che l’Azienda abbia guadagnato 1Euro ma ai fini pratici ne ha perso 1.

    Adesso, la mia domanda è:
    Questa “perdita” di iva che l’azienda subisce, in qualche modo la recupera? Non so, va come costo , come spesa, o altro??

    Inoltre, nel caso in cui sempre per lo stesso bisogno, si volesse aprire una filiale dell’azienda italiana in questo stato, cosa succede con lo spostamento della merce dal magazzino principale in italia all’altro (sempre della stessa azienda) all’estero?
    In questo caso si avrebbero quindi 2 magazzini di 2 società in 2 stati diversi.
    L’azienda italiana compra 100 prodotti e ne tiene 50 in italia per la vendita e 50 li manda alla filiale.
    Può anche succedere che i 50 vengono venduti da quella italiana mentre quella estera li abbia ancora in magazzino. In questo caso, se l’azienda italiana volesse ri-prendere 10 pezzi dalla filiale per venderli sul mercato italiano può farlo?
    Cosa mi consigliate?
    Grazie a tutti per l'attenzione
    Che l'iva a credito fosse un costo di esercizio mi era proprio sfuggito fino ad oggi ..

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    l'I.V.A. pagata sugli acquisti costituisce un credito verso l'Erario italiano non una perdita, che il soggetto passivo italiano recupera.

    Quindi il problema sollevato non c'è.

    Semmai il soggetto passivo in Italia potrebbe trovarsi costantemente a credito di IVA se vende esclusivamente all'estero.

    Data comunque la complessità della materia, le consiglio di rivolgersi ad un commercialista del luogo in cui opera, per evitare di incorrere in brutte soprese.

    Gli adempimenti fiscali relativi al commercio estero sono particolarmente delicati e vanno affrontati nelle sedi apposite con professionisti abilitati, che la seguano passo per passo.

    In questa materia l'autogestione non paga.

    Saluti

  4. #4
    v-day è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Speedy Visualizza Messaggio
    Che l'iva a credito fosse un costo di esercizio mi era proprio sfuggito fino ad oggi ..

    Scusami ma se io la pago al fornitore e non la recupero nella vendita non è un credito iva... Cioè io la verso all'erario senza che il cliente l'abbia a me pagata.
    O no?

  5. #5
    v-day è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Salve,

    l'I.V.A. pagata sugli acquisti costituisce un credito verso l'Erario italiano non una perdita, che il soggetto passivo italiano recupera.

    Quindi il problema sollevato non c'è.

    Semmai il soggetto passivo in Italia potrebbe trovarsi costantemente a credito di IVA se vende esclusivamente all'estero.

    Data comunque la complessità della materia, le consiglio di rivolgersi ad un commercialista del luogo in cui opera, per evitare di incorrere in brutte soprese.

    Gli adempimenti fiscali relativi al commercio estero sono particolarmente delicati e vanno affrontati nelle sedi apposite con professionisti abilitati, che la seguano passo per passo.

    In questa materia l'autogestione non paga.

    Saluti

    Bene,
    fin qui ci sono. Però ai fini pratici se io il prodotto lo pago 10+iva , spendo euro 12. Se nella vendita faccio 11+iva (a 0) ne recupero 11 euro... quindi il guadagno dov'è?

  6. #6
    cinzia2642 è offline Senior Member
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    l' Iva non è un costo.
    Pertanto l'1 pagato in più va a detrarre l'iva da pagare ogni mese o ogni trimestre, a seconda se le liquidazioni vengono fatte mensili o trimestrali.
    saluti

  7. #7
    v-day è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da cinzia2642 Visualizza Messaggio
    l' Iva non è un costo.
    Pertanto l'1 pagato in più va a detrarre l'iva da pagare ogni mese o ogni trimestre, a seconda se le liquidazioni vengono fatte mensili o trimestrali.
    saluti
    Perfetto, quindi se l'azienda oggi nella vendita ci perde 1 euro poi lo recupera, giusto?

    Questo era quello che volevo sentirmi dire.

    Invece nel caso si aprisse una succursale come funziona con lo spostamento della merce da un magazzino all'altro? Basta un ddt oppure occorre fare fattura?

  8. #8
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Lo spostamento della merce da un magazzino all'altro non è una vendita, quindi niente fattura.

    ciao

    Citazione Originariamente Scritto da v-day Visualizza Messaggio
    Perfetto, quindi se l'azienda oggi nella vendita ci perde 1 euro poi lo recupera, giusto?

    Questo era quello che volevo sentirmi dire.

    Invece nel caso si aprisse una succursale come funziona con lo spostamento della merce da un magazzino all'altro? Basta un ddt oppure occorre fare fattura?

  9. #9
    v-day è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da danilo sciuto Visualizza Messaggio
    Lo spostamento della merce da un magazzino all'altro non è una vendita, quindi niente fattura.

    ciao

    Scusatemi ma ho dei dubbi..
    il mio commercialista asserisce che se la merce dall'italia viene spostata in altro stato cee occorre la fattura e quindi lui dice che con il pagamento dell'imposta questo spostamento non è più conveniente...

    Infatti anche a me è venuto il dubbio che non avesse capito molto...

    Quindi ai fini pratici emetto normale ddt e poi l'iva viene pagata direttamente dalla filiale all'atto della vendita, giusto? se cosi fosse come giustificare il pagamento della merce che avviene fuori? Cioè, se questa merce viene pagata all'estero io che ho la sede principale posso spostare i soldi dal conto estero a quello italiano per comprare altra merce, giusto?

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