una sas neo costituita ( maggio 2010 ) con 2 accomandatari e 1 accomandante ( tutti parenti ) ,con sede presso il loro stesso indirizzo di abitazione, con le quote in parti uguali ( 34 + 33 + 33 di 1.000 euro c.s. ) ha già un problema di chiusura prima ancora di aprire. A causa di un litigio uno degli accomandatari è sparito. Partito per l'estero non si sa dove nè per quanto. Gli accomandatari hanno tutti i poteri di firma per operazioni ordinarie e straordinarie con firma disgiunta. L'attività non è ancora partita e non sanno come girarsela. Posto che occorre andare tutti dal notaio per scioglierla e un socio è irreperibile, pensavo che forse gli altri due potevano mandare una raccomandata per esercitare l diritto di recesso, anche se occorerebbe una giusta causa. Ammettendo di trovarla, resta il fatto che la sede della ditta è in sostanza a casa ( di tutti e tre, che sono fratelli ) e uno dei soci manca all'appello e quindi non lo saprà mai fino a quando non torna. Ipotizzando che si arrenda all'evidenza si va tutti dal notaio e tanti saluti. Se invece le cose non andassero così liscia, per uscirne, io rimarrei sull'ipotesi della raccomandata per recedere in ogni caso, comunicando al commercialista la pubblicazione alla CCIA per cominciarne a venirne fuori. Quando poi il socio che manca, torna, al limite prende nota che non ha altra scelta che chiuderla per mancanza della pluralità dei soci. Farei così anche perchè hanno tutti un'attività precisa, hanno fatto una società per la stessa attività, e come se non bastasse hanno lasciato mettere al notaio la clausola della non concorrenza. Ovvero si stavano facendo concorrenza prima di mettersi insieme e continuano anche adesso che sono soci, ma non potrebbero, o sbaglio ? Non vorrei che al ritorno del socio mancante denunciasse gli altri due per concorrenza e magari gli chiedesse anche i danni.
Consigli ?
Pensavo anche alla possibilità di eslcudere il socio sparito, ma mi sa che è più lunga come pratica.