Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Acquisti extra comunitari

  1. #1
    flower è offline Junior Member
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    Predefinito Acquisti extra comunitari

    Salve a tutti,
    Una domanda secca:
    Dovrei effettuare alcuni acquisti in paesi extracomunitari (usa, russia, cina), per la mia attività.
    Che tipo di documenti ho bisogno dai fornitori per la tenuta corretta della contabilità?
    Grazie

  2. #2
    flower è offline Junior Member
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    Scusate, forso sono stata poco chiara.
    Acquistando su internet da diverse nazioni spesso trovo venditori che producono fattura ma non hanno partita iva (vat code). Questo succede per gli acquisti intracomunitari. Dovrei contestare ogni acquisto per fatture che sono poste all'interno degli scatoli e che, ai fini contabili, non hanno alcun valore perche non c'è la partita iva del venditore? Bene, lo faccio! Contesto via mail, e non ricevo nessuna risposta. Nell'ultimo acquisto fatto in Germania, attraverso ebay, il venditore dichiarava di non essere un privato, e, quindi, di poter emettere fattura. Ricevuta la fattura vedo subito che si trattava solamente di una ricevuta, senza distinzione dell'iva. Contestando questo fatto al venditore via email, egli mi ha risposto che in germania c'è la possibilità di avere una piccola azienda senza possedere un codice IVA. Così i miei acquisti si accumulano (spesso acquisto per necessità all'estero) e, se da un lato non abbiamo la possibilità di scaricare questi che per noi sono costi, dall'altro spesso temo di non rispettare la normativa vigente in Italia in merito.

    Adesso dovrei acquistare alcune cose negli USA ed ho individuato il venditore che non capisco se sia un privato o un'azienda.
    Da cosa posso distinguere il privato dall'azienda statunitense? In europa abbiamo il codice IVA, negli States cosa hanno?
    In questo caso, il venditore aziendale e un privato non si distinguono? Mi emettono entrambi una fattura (invoice) che poi in dogana viene integrata dalla bolla ( con aggiunta dell'IVA) che io posso portare al mio commercialista perchè possa annoverarla tra le altre fatture?

    Insomma, il mondo di internet per un'azienda che necessità (per settore di appartenenza) di acquistare (sia in italia che all'estero) sembra una giungla dove non esistono o non vengono fatte rispettare le regole.
    Le vendite che girano tra i forum e tra i siti di vendite come ebay , etc, nascondono tanto di quel nero che non si capisce nulla. Tantissimi vendono a ruota libera da privati.
    Un'azienda seria che necessita di acquistare ripetutamente oggetti e materiali che solo li si vendono (come la mia) è costretta ad adeguarsi, oltretutto con un danno economico per il fatto che non si possono scaricare gli acquisti, ed ed un disorientamento etico dato che sembrerebbe di essere, in questo giro di cose, complici di evasione di IVA a ruota libera. Ma quanti milioni di euro girano ogni anno su internet? Quanti movimenti finanziari vengono effettuati tramite ricariche postepay, paypal, etc etc sfuggendo ai controlli fiscali?

    Scusate la divagazione che potrebbe comunque aprire una bella discussione in altra sede, ma ritorno alla mia richiesta di aiuto. Spero che qualcuno possa dirmi che tipo di documenti mi servono per fare acquisti "contabilmente scaricabili" con paesi non comunitari.
    Grazie in anticipo

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Purtroppo operare su un mercato internazionale comporta la conoscenza della legislazione del Paese dal quale si compra o si vende. Cosa per la verità difficile per molti piccoli operatori e-commerce.

    Senza un'adeguata struttura organizzata è una mera chimera pensare di poter svolgere senza rischi quest'attività.

    Poi è ovvio che c'è il furbo di turno che pensa che l'e-commerce è un'area di commercio incontrollato.

    E sbaglia di sicuro, specie considerando che le transazioni finanziarie che regolano gli scambi commerciali sono tutte tracciate perchè coinvolgono le banche o strutture similari.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  4. #4
    flower è offline Junior Member
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    Grazie, quanto meno, per la risposta sulla problematica in genere.

    Comunque, per quanto riguarda il problema degli acquisti in USA, ho trovato la risposta che cercavo.
    Ci vuole la fattura emessa dal venditore statunitense (senza IVA) + la bolla doganale, che è, in pratica, la fattura del corriere, che comprende IVA, dazi ed eventuali bolli.
    Questi documenti, in caso di acquirente aziendale o professionale, possono essere presentati al consulente fiscale e i relativi importi portati in detrazione.

    Mi resta solo un dubbio:
    Cosa si intende per fattura di un venditore americano?
    La normativa statunitense prevede per le aziende che vendono l'emissione di fattura di vendita (con delle caratteristiche ben precise, tipo codice attività, codice fiscale, etc) e per i privati l'emissione di una ricevuta?
    Dal punto di vista dell'acquirente italiano, il fatto che si tratti di venditore privato o azienda, non cambia niente?
    Domande alle quali cerco tuttora risposta. Grazie

  5. #5
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Visto che si tratta di importazione, appare non rilevante che tipo di documento si presenta in dogana, visto che l'IVA la pagherà l'importatore in dogana.

    Questo per i beni ovviamente suscettibili di transitare dalla dogana.

    Resta l'area grigia dei servizi che andranno comunque autofatturati dal committente italiano soggetto IVA, a prescindere dal documento che li documenta (fattura o ricevuta).

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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