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Risultati da 1 a 10 di 17

Discussione: cessione quote snc

  1. #1
    PaoloP78 è offline Member
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    Predefinito cessione quote snc

    Buonasera a tutti,

    ho un problema che mi assilla...

    in data 01/01/2010 uno dei 2 soci di una snc (50%) recede dalla società. La società resta viva alcuni mesi e poi confluisce in ditta individuale.

    Il socio uscente vende la propria quota al socio superstite per 8.000 euro.

    Considerato che il capitale sociale iniziale da lui versato ammontava a 2.500 euro e il valore contabile residuo dei cespiti ammonta a 7.000 euro (ovviamente la parte di competenza del socio uscente), emerge una minusvalenza di 1.500 euro (8.000-2.500-7.000). E' corretto questo calcolo? Questa minusvalenza può essere utilizzata per compensare il reddito di lavoro dipendente del 2010? (mi risulta che le perdite derivanti da imprese in contabilità semplificata non sono riportabili ma possono essere portate in detrazione di altri redditi nell'anno di formazione). E come la esporrò in Unico? solo nel quadro H? Per quanto riguarda invece l'unico della società come indicherò la plusvalenza?

    Scusate le tante domande e grazie a chi mi saparà aiutare

    Paolo

  2. #2
    paolab è offline Senior Member
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    Il socio uscente vende la propria quota al socio superstite per 8.000 euro.
    Considerato che il capitale sociale iniziale da lui versato ammontava a 2.500 euro
    ...quanto sopra considerato si ha una plusvalenza da cessione della quota di 5.500 (dò per scontato che gli utili siano sempre stati distribuiti)

  3. #3
    PaoloP78 è offline Member
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    Secondo me bisogna tenere conto anche del valore residuo dei cespiti in quanto si tratta di reinvestimenti di utili già tassati nell'esercizio di formazione e non ancora portati in deduzione attraverso il processo di ammortamento. Tassandoli come plusvalenze avremmo una doppia imposizione.
    Qualsiasi consiglio e parere è ben accetto

  4. #4
    dod
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    in data 01/01/2010 uno dei 2 soci di una snc (50%) recede dalla società. La società resta viva alcuni mesi e poi confluisce in ditta individuale.

    Il socio uscente vende la propria quota al socio superstite per 8.000 euro.
    il recesso dalla società è cosa ben diversa dalla cessione di quote! e ciò sia dal punto di vista civile che fiscale.
    Per determinare in capo al socio uscente la plus/minusvalenza al valore di 8000 euro bisogna contrappore il valore patrimoniale della sua quota; se gli utili sono stati sempre distributi e cioè non ci sono riserve allora nel patrimonio netto figurerà solo il capitale sociale (e mi sembra di capire che sia così).

  5. #5
    PaoloP78 è offline Member
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    Grazie mille!
    effettivamente mi sono reso conto di aver confuso il recesso con la cessione di quote. In questo caso si tratta di una cessione effettuata nei confronti dell'altro socio. Quindi la plusvalenza andrà riportata nel quadro RT. La società fiscalmente è estranea all'operazione. E il socio acquirente? direi che non deve fare nulla.
    Però mi sembra ingiusto non poter portare a riduzione della plusvalenza la parte non ammortizzata dei cespiti... di fatto si tratta di un costo della partecipazione...

  6. #6
    robil è offline Senior Member
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    Grazie mille!
    effettivamente mi sono reso conto di aver confuso il recesso con la cessione di quote. In questo caso si tratta di una cessione effettuata nei confronti dell'altro socio. Quindi la plusvalenza andrà riportata nel quadro RT. La società fiscalmente è estranea all'operazione. E il socio acquirente? direi che non deve fare nulla.
    Però mi sembra ingiusto non poter portare a riduzione della plusvalenza la parte non ammortizzata dei cespiti... di fatto si tratta di un costo della partecipazione...
    In caso di cessione della quota il capital gain è dato dalla differenza tra il corrispettivo conseguito e il costo fiscalmente rilevante della partecipazione (ossia i conferimenti e le riserve di utili conseguiti che nelle snc sono sempre tassati per trasparenza): quindi 8000- conferimento-eventuali riserve di utili.

    Se nel corso della gestione la società ha conseguito utili non distribuiti ma utilizzati per l'acquisto di cespiti, quindi questi utili non distribuiti rappresentano costo della partecipazione da sottrarre al corrispettivo ottenuto dalla cessione della quota, di fatto equivale a dire che l'investimento in cespiti è stato dedotto dal reddito del socio nel momento in cui determino la materia imponibile derivante dalla cessione della quota. Quindi gli eventi successivi riguardanti l'ammortamento o meno dei cespiti è ininfluente sugli aspetti reddituali in capo al socio cedente. Non c'è doppia imposizione.
    Ultima modifica di robil; 20-07-11 alle 05:52 PM

    Roberto Loddo

    Dottore commercialista
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    Soggetto incaricato CAF.Do.C Spa

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  7. #7
    PaoloP78 è offline Member
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    Ti ringrazio per la risposta, ma la seconda parte non mi è ben chiara.
    Il mio dubbio è legato al fatto che il socio è tassato per trasparenza anche sugli utili reinvestiti in azienda e utilizzati per l'acquisto di cespiti.
    Con l'ammortamento i beni immobilizzati vengono mandati a costo, si abbatte l'utile, e di fatto nel tempo i soci "recuperano" le imposte versate sugli utili reinvestiti.
    Dal momento che per il socio cedente il processo di ammortamento si arresta prima di giungere a termine, costui resta fiscalmente "inciso" per il valore residuo dei cespiti. Per questo motivo mi sembrerebbe equo ricomprendere nel costo della partecipazione anche tale valore residuo dei beni ammortizzabili, al fine di evitare che utili reinvestiti (quindi non distribuiti) già tassati per trasparenza vengano nuovamente tassati come capital gain.
    Chiedo scusa per l'insistenza...

  8. #8
    robil è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da PaoloP78 Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio per la risposta, ma la seconda parte non mi è ben chiara.
    Il mio dubbio è legato al fatto che il socio è tassato per trasparenza anche sugli utili reinvestiti in azienda e utilizzati per l'acquisto di cespiti.
    Con l'ammortamento i beni immobilizzati vengono mandati a costo, si abbatte l'utile, e di fatto nel tempo i soci "recuperano" le imposte versate sugli utili reinvestiti.
    Dal momento che per il socio cedente il processo di ammortamento si arresta prima di giungere a termine, costui resta fiscalmente "inciso" per il valore residuo dei cespiti. Per questo motivo mi sembrerebbe equo ricomprendere nel costo della partecipazione anche tale valore residuo dei beni ammortizzabili, al fine di evitare che utili reinvestiti (quindi non distribuiti) già tassati per trasparenza vengano nuovamente tassati come capital gain.
    Chiedo scusa per l'insistenza...
    Proviamo a osservare la questione da un altro punto di vista. Consideriamo unicamente la posizione del socio A nella società X. A conferisce in X 100 (pari al 50% delle quote) di capitale sociale. All'anno 1 X consegue un utile per 20 che non distribuisce ma che vengono tassati in capo ad A (imponibile 10). Nell'anno 2 A cede la quota al prezzo di 110. Fiscalmente A non subisce nessuna tassazione perchè il corrispettivo incassato 110 deve essere assunto al netto del valore fiscalemnte rilevante della partecipazione, ossia 100 (conferimento) piu risverve gia tassate ma non distribuite 10. Come vedi se prima A ha subito imposizione pur non percependo nessuna somma successivamente ha "un recupero" fiscale. Quindi l'operazione è per A fiscalmente neutra.
    Dal punto di vista della società il sostenimento di investimenti sarà seguito dai normali processi di ammortamento. Sono corsie separate. Soggetti "diversi". Certo è che l'adozione di una determinata veste societaria e l'assunzione di determinate scelte di gestione (distribuzione o meno di utili etc) ha conseguenze fiscali e finanziarie ed è qui che il buon consulente deve "consigliare" il cliente ma nella fattispecie di questa discussione di fatto non si ha nessun aggravio di imposizione semplicemnte per il fatto che le riserve di utili tassati ma non distribuiti rapprresentano un valore fiscalmente rilevante in sede di determinazione del capital gain (di fatto consentendo il recupero delle imposte gia versate).
    Ultima modifica di robil; 20-07-11 alle 11:04 PM

    Roberto Loddo

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  9. #9
    PaoloP78 è offline Member
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    Ti ringrazio per la gentilezza e la pazienza! adesso credo di aver capito. Dunque tornando al mio caso concreto, secondo quanto mi hai detto, non emergerebbe alcuna plusvalenza e io nella dichiarazione del socio cedente non dovrei compilare il quadro RT. Ho capito bene?

  10. #10
    robil è offline Senior Member
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    Ti ringrazio per la gentilezza e la pazienza! adesso credo di aver capito. Dunque tornando al mio caso concreto, secondo quanto mi hai detto, non emergerebbe alcuna plusvalenza e io nella dichiarazione del socio cedente non dovrei compilare il quadro RT. Ho capito bene?
    Occorre analizzare la natura fiscale delle voci di patrimonio netto. Prezzo di cessione della quota meno i valori fiscalmente riconosciuti (conferimento iniziale, riserve tassate etc etc): di certo il valore residuo dei cespiti non è una grandezza "diretta" di riferimento per il calcolo dei capital gain. Al limite ha un senso nella valutazione della società.

    Roberto Loddo

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