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Discussione: Ordini pervenuti ma non fatturati nel bilancio d'esercizio

  1. #1
    infosrl è offline Junior Member
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    Predefinito Ordini pervenuti ma non fatturati nel bilancio d'esercizio

    Buongiorno a tutti,
    ho una domanda: con la mia ditta mi ritrovo dei contratto per prestazioni future al bilancio d'esercizio, prestazioni che verranno fatturate in futuro. Questa vanno inserite nel bilancio d'esercizio? (es nei ratei attivi?)

    Infatti per queste prestazioni mi trovo ad aver sostenuto nel bilancio d'esercizio dei costi pubblicitari (per trovare il cliente), ma non mi trovo formalmente alcuna fattura di competenza; attualmente sto differendo nel futuro parte di quei costi con una formula, ragionevole ma non certa. Non penso però sia il modo migliore di operare perchè anche verso terzi nel bilancio non mi risultano importanti somme che fatturerò nei mesi successivi.

    Premetto che una parte di questi contratti potrà essere disdetta dai clienti, quindi della cifra contrattualizzata non è certo al 100% il realizzo.

    Penso che sia lo stesso problema che hanno le fabbriche quando prendono ordini e che fatturano solo all'evasione.

    Sapete darmi suggerimenti su come inquadrare questa cosa?

    Su internet ho trovato questo, ma non ho trovato risposte molto esaurienti:
    http://www.odc.prato.it/portale/Docu...ntabili/23.pdf
    MISTER FISCO: I Principi Contabili
    http://www.studioroppo.com/Download/...IN%20CORSO.pdf

    Grazie a tutti.

    ps sono un amm.re, non un commercialista

  2. #2
    Sebas è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da infosrl Visualizza Messaggio
    ..mi ritrovo dei contratto per prestazioni future al bilancio d'esercizio, prestazioni che verranno fatturate in futuro. Questa vanno inserite nel bilancio d'esercizio? (es nei ratei attivi?)
    ..costi pubblicitari..
    ..Sapete darmi suggerimenti su come inquadrare questa cosa?
    Buongiorno,
    il fatto di avere un portafoglio ordini, o contratti per future prestazioni, non sono elementi sufficienti per rilevare in bilancio ricavi (ratei attivi); occorre che l'ordine sia evaso e la merce consegnata, o che la prestazione sia effettuata, ancorché non sia ancora emessa fattura.
    I costi di Pubblicità, se è possibile dimostrarne l'utilità pluriennale, possono essere capitalizzati nelle Immobilizzazioni Immateriali e ammortizzati fino a 5 anni.
    Mi pare poi di capire si ponga più in generale il problema della valutazione delle lavorazioni in corso.
    I metodi suggeriti dai principi contabili richiamati sono sostanzialmente due: "percentuale di completamento" e "commessa completata", occorrerebbe tuttavia avere qualche informazione in più sulla natura dell'attività per vedere eventualmente quale dei due meglio si presta ad una corretta rappresentazione in bilancio.

  3. #3
    infosrl è offline Junior Member
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    Buongiorno,
    grazie intanto della risposta.

    Al momento nel bilancio semestrale abbiamo inquadrato i miei ordini come "Lavori in corso su Ordinazione" utilizzando il metodo delle misurazioni fisiche (al fine di valutare gli ordini al prezzo contrattuale e non al minimo tra prezzo di costo e prezzo contrattuale).

    Per la pubblicità l'effetto "latente" nel mio campo, che ne giustificherebbe un ammortamento, è molto basso e si limita quasi esclusivamente al branding (diffusione del marchi), difficilmente quantificabile.

    Comunque per essere più completo la mia fattispecie di attività è quella di una sorta di mediatore/agente di viaggio. Io concludo con i miei clienti (che acquisisco tramite pubblicità) dei contratti di viaggio per conto di hotel con cui ho dei contratti. Come da contratto i miei clienti pagano direttamente in hotel e solo dopo l'hotel mi riconosce una percentuale provvigionale. (Nota: le agenzie di viaggio tradizionale invece al contrario incassano direttamente dal cliente e pagano all'hotel tale cifra al netto della loro %)

    Al momento della conclusione del contratto con il cliente in tutti i casi invio il contratto (ordine) all'hotel che lo può accettare o meno e in quell'istante sono già definiti i miei compensi su quel contratto (una percentuale dell'importo del contratto/prenotazione/ordine). Per questo motivo penso che la fattispecie in esame dei lavori in corso sia applicabile. In fin dei conti quando il cliente si presenta in hotel per soggiornare e poi pagare è come se la merce fosse consegnata e pagata; no?

    Non far comparire in bilancio questi ordini che sono solo in attesa che i clienti vadano in hotel creerebbe delle notevoli distorsioni in bilancio (a maggior ragione considerando che spesso i clienti prenotato 60/90 giorni prima e la competenza delle pubblicità non può che essere quella del periodo relativo alla chiusura del contratto)

    Ho trovato anche la risoluzione 8 agosto 2005 n. 115/E che anche essendo un po affine ha in realtà un'esito opposto a quello che sto seguendo.

    Grazie per eventuali nuovi feedback su questo scoglio che ho incontrato

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    per poter dare una risposta concreta alla sua domanda bisogna partire da dal tipo di rapporto contrattuale che la sua società presta agli albergatori.

    Partendo da quello che lei dice che si tratta di un rapporto di mediazione o agenzia di viaggio occorre partire dalla regolamentazione civilistica.

    Chi è il mediatore ? Il codice civile all'art. Art. 1754 stabilisce che il Mediatore:

    E' mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

    Quindi nel suo caso non è sufficiente acquisire l'ordine per considerare contrattualmente dovuta la provvigione di mediazione, occorre che le parti concludano l'affare, fatto che coincide con l'inizio del soggiorno turistico. Da questo momento per il mediatore l'affare si considera concluso e quindi il ricavo è di competenza, indipendentemente dalla fatturazione che segue per i servizi il pagamento della provvigione di mediazione.

    Se invece si trattasse di agenzia di viaggio (prescindo per motivi di spazio da una esame compiuto della normativa speciale) allora bisogna chiedersi: chi è l'agente ?

    L'art. 1742 definisce il contratto di agenzia quello in cui una parte assume stabilmente l'incarico di promuovere, per conto di un'altra, verso retribuzione, la conclusione di contratti in una determinata zona.

    Quindi anche in questo caso la certezza dei credito provvigionale è condizionata si dall'attività promozionale svolta per conto del preponente ma anche dalla circostanza che la promozione si concluda con il perfezionamento del contratto tra preponente e terzo, senza del quale non può esistere un diritto alla provvigione e quindi un ricavo di competenza per la sua società.

    La gestione dei ricavi relativamente alle prestazioni concluse deve avvenire con l'utilizzo di una conto accesso a crediti da liquidare (simile al conto Ratei Attivi) .

    L'art. 109 del TUIR citato nel post va correttamente letto nel passaggio in cui afferma che per le prestazioni di servizi è rilevante il momento di utlimazione della prestazione, ultimazione che è condizionata dalla conclusione del contratto tra albergo e cliente terzo.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 12-08-11 alle 11:12 AM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  5. #5
    infosrl è offline Junior Member
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    Salve,
    grazie dell'esauriente risposta.

    Formalmente non siamo dei mediatori in quanto non percepiamo nessuna commissione dai ns clienti che prenotano (ma solo dagli hotel), non c'è alcun rimborso spese etc. Non siamo neanche agenzie di viaggio in quanto formalmente il contratto il contratto avviene tra hotel e cliente che prenota e inoltre il ns lavoro è fondamentalmente promuovere l'hotel inserendo una sua descrizione nel ns sito web, comprare pubblicità per rendere visibile questa pagina e poi inviare all'hotel tutte le prenotazioni che il cliente effettua attraverso il nostro sito web. In seguito al soggiorno in hotel fatturiamo all'albergo la nostra commissione.
    Voi come inquadrereste questa attività? Dal nostro punto di vista è un'attività di servizi pubblicitari con condivisione dei profitti (guadagnamo una percentuale del prenotato)

    Al di là di questo abbiamo che ogni mese ci sono tante prenotazioni per i mesi successivi e non penso sia civilisticamente e fiscalmente corretto non avere nessuna traccia in bilancio di questi importi che sono solo in attesa di essere finalizzati/fatturati.

    In merito all'art. 109 TUIR si fa comunque riferimento a delle rimanenze (I ricavi, gli altri proventi di ogni genere e le rimanenze concorrono a formare il reddito anche se non risultano imputati al conto economico). Nel ns caso le prenotazioni che sono state "prodotte" non possono essere considerate come rimanenze / lavori in corso su ordinazione? in fondo tecnicamente tutto il lavoro da parte nostra è stato fatto e si è in attesa solo che il cliente vado in hotel, non c'è più alcuna ns futura lavorazione su quel contratto (se non la fatturazione). E' come se il prodotto fosse stato creato e lavorato e sia solo in attesa di consegna.

    Grazie per i vs feedback.

  6. #6
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    la fattispecie che lei ha esposto ha caratteri spuri a diverse tipologie contrattuali per cui le suggerisco di approfondire la questione con un commercialista della sua zona.

    A ogni modo cerco di formulare una risposta avendo riguardo ai chiarimenti ulteriori che ha fornito.

    Dal mio punto di vista potreste essere dei procacciatori d'affari (figura del tutto similare a quella degli agenti di commercio) perchè è tramite il vostro sito che i clienti prenotano i viaggi ed è tramite il vostro intervento e alle prenotazioni che i clienti fanno sul vostro sito che i clienti terzi giungono agli hotel convenzionati.

    Il trattamento civilistico - tributario sarebbe analogo a quello degli agenti.

    Potreste però essere anche delle semplice agenzia di pubblicità e il trattamento civilistico tributario cambierebbe.

    Una cosa è certa, finchè non c'è un contratto stipulato tra l'hotel convenzionato e il cliente prenotatario non esite provvigione per voi, quindi non ci sono ricavi da contabillizzare non esistendo alcun credito da parte vostra verso gli alberghi convenzionati.

    E fino a questo momento non esistendo partite finanziarie da gestire in contabilità non va rilevato nulla se non i costi che sopportate per svolgere il servizio, la cui capitalizzazione non è affatto scontata; anzi il più delle volte non sarà giustificata.

    A mio giudizio non è applicabile al vostro caso la disciplina dei lavori in corso nè annuali (art. 92 TUIR) nè ultrannuali (art. 93 TUIR), non sussistendone le condizioni.

    In conclusione, aggiungo, che se si tratta di pubblicità agli alberghi sic et simpliciter la clausola contrattuale stipulata finisce con l'essere penalizzante per la sua società poichè il servizio è ultimato nel momento stesso in cui la prenotazione è fatta dal cliente terzo. Condizionare il suo credito alla condizione di inizio del soggiorno, non modifica l'obbligo della società di iscrivere il ricavo, essendo ultimato il servizio pubblicitario, con la semplice operazione di raccolta degli ordini.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
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  7. #7
    infosrl è offline Junior Member
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    Salve,
    grazie ancora.
    Chiarisco solo una sua affermazione non del tutto corretta nella nostra fattispecie, lei dice "Una cosa è certa, finchè non c'è un contratto stipulato tra l'hotel convenzionato e il cliente prenotatario non esite provvigione per voi, quindi non ci sono ricavi da contabillizzare non esistendo alcun credito da parte vostra verso gli alberghi convenzionati. "

    Questo in realtà non è vero in quanto nel momento in cui il cliente fa la prenotazione sul nostro sito web sta stipulando un contratto online con l'hotel (in quel preciso istante, non quando va in hotel). Questo contratto si configura come un'ordine, che va solo consegnato (l'arrivo in hotel). In quel preciso istante sappiamo il valore del contratto e il valore della nostra provvigione, e quindi il credito che dovremo incassare una volta che il cliente arriva in hotel (per questo usiamo il metodo dei lavori in corso con il metodo delle misurazioni fisiche: perchè valutiamo i prodotti (prenotazioni) realizzate ai prezzi contrattuali, ovvero alle commissioni concordate).
    Per generare questi ordini noi acquistiamo della pubblicità, quindi esiste una partita finanziaria di costo, ma senza creare in bilancio una rimanenza si crea una totale dissociazione tra i periodi di esercizio dei costi e ricavi.

    Inoltre non facciamo pubblicità agli alberghi sic et simpliciter perchè gli alberghi non ci pagano per questa pubblicità: in teoria potremmo spendere 1000 di pubblicità e non generare alcuna prenotazione; in quel caso l'hotel non ci paga alcunchè. Inoltre alla fine del rapporto di collaborazione (senza alcuna esclusiva e vincolo geografico) non esiste alcun rimborso per i clienti procacciati.

    La stessa fattispecie si applica a molti siti di viaggio e di prenotazione voli, auto etc che esistono in giro. Tutti questi incassano un ammontare X per ogni prenotazione effettuata e questo ammontare lo fatturano e incassano solo dopo che il cliente ha usufruito della prestazione del venditore/hotel/compagnia aerea.

    In realtà mi sto consultando con altri commercialisti di zona, ma la materia è un po ostica ed atipica e stiamo riscontrando molte difficoltà a inquadrarla in un preciso quadro normativo.

    Grazie di tutti i feedback, spero che le informazioni fornite in più possano essere utili per ulteriori spunti o feedback.

    Cordiali Saluti
    Ultima modifica di infosrl; 12-08-11 alle 06:14 PM

  8. #8
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    anche lei continua a parlare di provvigioni per gli affari conclusi (conclusi on line) e la mancanza di un'area di esclusiva fa propendere per la figura del procacciatore d'affari da me già ipotizzata nel precedente post.

    Il modello dei lavori in corso, secondo me, a primo acchito, non è applicabile al vostro caso.

    Non si può parlare di rimanenza di magazzino (perchè tali sono i lavori in corso sia annuali che ultrannuali) perchè non esiste un prodotto o un servizio a formazione progressiva.

    Si potrebbe parlare di costi sospesi (rimanenze contabili) solo se esiste una differibilità degli effetti economici dei costi per correlazione con i corrispondenti ricavi.

    Ma non credo che faccia al vostro caso.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
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  9. #9
    infosrl è offline Junior Member
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    Salve,
    ho analizzato un po la disciplina concernente gli agenti e il procacciatore d'affari; mi sembra che queste discipline siano in realtà più applicabili a soggetti singoli, piccole aziende di persone che a società di capitali con tanti dipendenti e grossi investimenti pubblicitari e tecnologici (il concetto di differenza tra reddito d'impresa e reddito professionale); mi sbaglio? Normalmente il procacciatore d'affari utilizza la propria opera personale per procacciare i clienti, senza fare grossi investimenti pubblicitari o di personale.

    Noi ci qualifichiamo come società che offre servizi pubblicitari agli hotel e che basa le proprie spettanze in proporzione ai risultati ottenuti, con una formula zero rischi.

    Sicuramente utilizzare la rimanenza di magazzino è un po forzata come cosa. Però in fondo il prodotto (virtuale) che noi produciamo è una prenotazione/contratto che si produce dopo tante visite di utenti alle pagine degli hotel sul nostro sito, in seguito a investimenti pubblicitari e tecnologici e che si materializza nell'istante in cui il cliente decide di prenotare. In quel momento la nostra prestazione è ultimata e il reddito è certo e oggettivamente determinabile (rif art 109 tuir 2b per definire l'esercizio di competenza). La fatturazione di quel reddito però avverrà solo in futuro.

    In passato abbiamo analizzato l'utilizzo di costi sospesi, ma in realtà e in teoria, i costi si possono sospendere se questi producono un effetto anche futuro. Es io oggi compro la pubblicità, la pago oggi, me la fatturano oggi ma questa mi viene erogata per anche i mesi futuri (non è il ns caso).

    Può avere un senso, in caso di contenzioso col fisco, avere esplicitamente indicato nei contratti con gli hotel che la nostra prestazione si considera ultimata nel momento in cui inviamo la segnalazione della prenotazione all'hotel? (sempre per rientrare nella definizione dell'art 109 comma 2b del tuir)

    C'è qualche altra idea/suggerimento?

    Grazie e Saluti.

  10. #10
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    la disciplina del procacciamento d'affari non ha limiti soggettivi (tipologia e natura giuridica del soggetto cui si riferisce) per cui è applicabile sia a ditte individuali sia a società di qualunque dimensione. D'altronde non esiste una norma che ne vieti l'applicazione anche alle società di medie e grandi dimensioni.

    Voi però vi qualificate come una società di servizi pubblicitari (via internet n.d.r.) che matura il diritto alla remunerazione del servizio pubblicitario solo nel momento in cui pervengono le prenotazioni tramite il vostro sito, con una sorta "di star del credere" (clausola che in passato, nel contratto di agenzia, collegava il diritto alla provvigione all'incasso del credito dell'operazione procacciata dall'ausiliario).

    Credo che inserire nei contratti di sponsorizzazione/pubblicità che la vostra prestazione si considera ultimata solo nel momento in cui inviate la segnazione della prenotazione all'hotel, possa fornirvi una copertura piuttosto debole in un possibile contenzioso con l'AdE sulla competenza di costi e ricavi ex art. 109 TUIR, poichè il servizio di pubblicità è reso (ultimato) con la semplice apposizione del banner pubblicitario sul sito che reclamizza gli hotel convenzionati.

    Se si riflette, il vostro banner pubblicitario potrebbe aver prodotto comunque effetti di reclamizzazione che hanno spinto il cliente terzo ad effettuare prenotazioni anche direttamente, saltando il vostro sito.

    Quindi il servizio di pubblicità è stato reso (ultimato) con il sostenimento dei costi necessari per predisporre la struttura di reclamizzazione, ha prodotto i suoi effetti procacciando prenotazioni dirette all'albergo, ma per voi non è maturato nulla poichè le prenotazioni non sono transitate dal vostro sito.

    Se tecnicamente si individua una soluzione che impedisca una prenotazione diretta all'albergo che salti il vostro apparato, allora quella condizione che considera il servizio concluso all'atto della trasmissione della segnalazione di prenotazione fatta tramite il vostro sito, potrebbe ritornare utile in sede di contenzioso sulla competenza.

    Ma in questo caso resterebbe aperta la questione dell'assegnazione dei costi sia strutturali sia gestionali all'esercizio di competenza per i quali non vedo altre soluzioni se non l'utilizzo della tecnica dei costi sospesi, poichè tutto quello che ho speso (costi di gestione e strutturali) produce gli effetti nell'anno in cui si correla ai ricavi di segnalazione delle prenotazioni, che potrebbero arriva anche a distanza di molti anni.

    Questa è la mia opinione.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 18-08-11 alle 02:58 PM
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