Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Determinare il valore dell'avviamento con gli studi di settore?

  1. #1
    melinda Guest

    Predefinito Determinare il valore dell'avviamento con gli studi di settore?

    Il D. P. R. n. 460 del 1996, al quarto comma dell’art. 2, regolamenta dettagliatamente la valutazione dell’avviamento relativamente all’applicazione dell’ imposta di registro. Il valore di avviamento deve essere determinato “sulla base degli elementi desunti dagli studi di settore o, in difetto, sulla base della percentuale di redditività applicata alla media dei ricavi accertati o, in mancanza, dichiarati ai fini delle imposte sui redditi negli ultimi tre periodi d’imposta anteriori a quello in cui è avvenuto il trasferimento, moltiplicata per tre”. Il moltiplicatore è ridotto in casi particolari individuati dalla stessa norma.

    La percentuale di redditività, aggiunge il quarto comma dello stesso articolo, non può essere inferiore al rapporto tra il reddito d’impresa ed i ricavi accertati, o, in mancanza, dichiarati ai fini delle stesse imposte e nel medesimo periodo.

    Dall’analisi letterale della norma emergono due diverse modalità di definizione del valore di avviamento:

    • la prima utilizza lo strumento dello studio di settore;

    • la seconda il fatturato medio moltiplicato per una percentuale di redditività

    Tali diverse modalità di calcolo sono organizzate dalla norma seguendo un diverso grado gerarchico. L’utilizzo del secondo metodo, infatti, è subordinato all’assenza dello studio di settore, che assume un valore cardine nella definizione dell’avviamento.

    Quali sono gli elementi desunti dagli Studi di Settore che l' Amministrazione Finanziaria applica in sede di accertamento, per il calcolo dell'avviamento ?
    In caso di cessione di una ditta individuale alla quale si applicano gli studi di settore, qual'è il calcolo che farà l'ADE per determinare l'avviamento?

  2. #2
    pikkio è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da melinda Visualizza Messaggio
    Il D. P. R. n. 460 del 1996, al quarto comma dell’art. 2, regolamenta dettagliatamente la valutazione dell’avviamento relativamente all’applicazione dell’ imposta di registro. Il valore di avviamento deve essere determinato “sulla base degli elementi desunti dagli studi di settore o, in difetto, sulla base della percentuale di redditività applicata alla media dei ricavi accertati o, in mancanza, dichiarati ai fini delle imposte sui redditi negli ultimi tre periodi d’imposta anteriori a quello in cui è avvenuto il trasferimento, moltiplicata per tre”. Il moltiplicatore è ridotto in casi particolari individuati dalla stessa norma.

    La percentuale di redditività, aggiunge il quarto comma dello stesso articolo, non può essere inferiore al rapporto tra il reddito d’impresa ed i ricavi accertati, o, in mancanza, dichiarati ai fini delle stesse imposte e nel medesimo periodo.

    Dall’analisi letterale della norma emergono due diverse modalità di definizione del valore di avviamento:

    • la prima utilizza lo strumento dello studio di settore;

    • la seconda il fatturato medio moltiplicato per una percentuale di redditività

    Tali diverse modalità di calcolo sono organizzate dalla norma seguendo un diverso grado gerarchico. L’utilizzo del secondo metodo, infatti, è subordinato all’assenza dello studio di settore, che assume un valore cardine nella definizione dell’avviamento.

    Quali sono gli elementi desunti dagli Studi di Settore che l' Amministrazione Finanziaria applica in sede di accertamento, per il calcolo dell'avviamento ?
    In caso di cessione di una ditta individuale alla quale si applicano gli studi di settore, qual'è il calcolo che farà l'ADE per determinare l'avviamento?
    Mi incuriosisce molto questa richiesta, anche perché nella mia esperienza le valutazioni (ed i conseguenti accertamenti) del (maggiore) avviamento ai fini del Registro le ho sempre e solo viste con l'utilizzo del metodo "maccheronico" ... media dei ricavi degli ultimi tre esercizi per tre.
    D.P.
    Dottore Commercialista, Revisore Legale in Varese

    that bastard inside...

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da melinda Visualizza Messaggio
    Il D. P. R. n. 460 del 1996, al quarto comma dell’art. 2, regolamenta dettagliatamente la valutazione dell’avviamento relativamente all’applicazione dell’ imposta di registro. Il valore di avviamento deve essere determinato “sulla base degli elementi desunti dagli studi di settore o, in difetto, sulla base della percentuale di redditività applicata alla media dei ricavi accertati o, in mancanza, dichiarati ai fini delle imposte sui redditi negli ultimi tre periodi d’imposta anteriori a quello in cui è avvenuto il trasferimento, moltiplicata per tre”. Il moltiplicatore è ridotto in casi particolari individuati dalla stessa norma.

    La percentuale di redditività, aggiunge il quarto comma dello stesso articolo, non può essere inferiore al rapporto tra il reddito d’impresa ed i ricavi accertati, o, in mancanza, dichiarati ai fini delle stesse imposte e nel medesimo periodo.

    Dall’analisi letterale della norma emergono due diverse modalità di definizione del valore di avviamento:

    • la prima utilizza lo strumento dello studio di settore;

    • la seconda il fatturato medio moltiplicato per una percentuale di redditività

    Tali diverse modalità di calcolo sono organizzate dalla norma seguendo un diverso grado gerarchico. L’utilizzo del secondo metodo, infatti, è subordinato all’assenza dello studio di settore, che assume un valore cardine nella definizione dell’avviamento.

    Quali sono gli elementi desunti dagli Studi di Settore che l' Amministrazione Finanziaria applica in sede di accertamento, per il calcolo dell'avviamento ?
    In caso di cessione di una ditta individuale alla quale si applicano gli studi di settore, qual'è il calcolo che farà l'ADE per determinare l'avviamento?
    La lettura della norma, a mio giudizio, è questa:

    1) se l'impresa è congrua e ha ricavi dichiarati o accertati maggiori dei ricavi determinati secondo le rilevazioni degli Settore di Settore, occorre procedere al calcolo dell'avviamento moltiplicando la media triennale di questi ricavi per il coefficiente di redditività per il coefficiente moltiplicativo di 3 (o 2 in alcuni casi);

    2) se l'impresa non è congrua rispetto agli SdS, nè ha ricevuto accertamenti che hanno modificato i ricavi dichiarati, allora utilizzerà per il calcolo del maggior avviamento gli elementi desunti dagli SdS per: ricavi di congruità, costi rilevanti ai fini dello studio di settore. In altri termini, la ricostruzione delle variabili che sono utilizzate ai fini della quantificazione del maggior avviamento, saranno normalizzati alla luce degli elementi di ricavo e di costo desunti dallo SdS dell'impresa cedente.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  4. #4
    melinda Guest

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    La lettura della norma, a mio giudizio, è questa:

    1) se l'impresa è congrua e ha ricavi dichiarati o accertati maggiori dei ricavi determinati secondo le rilevazioni degli Settore di Settore, occorre procedere al calcolo dell'avviamento moltiplicando la media triennale di questi ricavi per il coefficiente di redditività per il coefficiente moltiplicativo di 3 (o 2 in alcuni casi);

    2) se l'impresa non è congrua rispetto agli SdS, nè ha ricevuto accertamenti che hanno modificato i ricavi dichiarati, allora utilizzerà per il calcolo del maggior avviamento gli elementi desunti dagli SdS per: ricavi di congruità, costi rilevanti ai fini dello studio di settore. In altri termini, la ricostruzione delle variabili che sono utilizzate ai fini della quantificazione del maggior avviamento, saranno normalizzati alla luce degli elementi di ricavo e di costo desunti dallo SdS dell'impresa cedente.

    Saluti
    Sei mitico !!!!! Il tuo ragionamento non fa una grinza !!!!
    Grazie
    Ciao

  5. #5
    niron21 è offline Member
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    83

    Predefinito

    1)Se il contratto scade tra 11 mesi ma il proprietario lo rinnoverà secondo voi rientro nei casi che moltiplico per 2

    2)indice di redditività come lo calcolate? il rapporto tra ricavi dichiarati e reddito d'impresa di quale anno? l'ultimo?


    grazie
    Ultima modifica di niron21; 17-10-11 alle 11:30 PM

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