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Discussione: S.n.c.: Compenso amministratore / dipendente socio

  1. #1
    Skyfire è offline Member
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    Predefinito S.n.c.: Compenso amministratore / dipendente socio

    Buona sera a Tutti,

    Sono un lettore del Forum da parecchio tempo e ho trovato sempre molto interessanti i post e le risposte puntuali e molto chiare che sono state date da alcuni di Voi.

    Pongo il mio quesito premettendo di avere fatto delle ricerche nel forum e di essere approdato a dei post inerenti all'oggetto del quesito che andrò ad esporre ma, per i quali, mi è rimasto qualche dubbio.

    Insieme ad un amico abbiamo intenzione di aprire un negozio di vendita a dettaglio di accessori per abbigliamento. Essendo in due opteremo per una SNC e inizieremo con il regime fiscale semplificato. Entrambi lavoreremo in modo continuo ed abituale e non avremo dipendenti.

    L'attività la stiamo aprendo perchè abbiamo “voglia di lavorare” però non ci possiamo permettere di aspettare la chiusura dell'esercizio (31/12/2012) per avere le prime entrate derivanti dagli utili.

    Ho pensato a queste soluzioni:

    1) Lo scrivente eserciterebbe le funzioni di amministratore unico della società, l'altro socio si occuperebbe della vendita (queste specificazioni verranno inserite nell'atto costitutivo). In questa circostanza il mio socio potrebbe essere assunto come dipendente in quanto soggetto alla direzione e coordinamento di un socio gerarchicamente superiore e avere una retribuzione mensile. Il mio emolumento lo gestirei come “compenso per l'amministratore” con cadenza mensile;
    2) Entrambi i soci potrebbero svolgere funzioni di amministratore e percepire il compenso per l'amministratore con cadenza mensile;
    3) Effettuare degli “acconti utili” (non sistematici) redigendo un apposito bilancio infrannuale (soluzione poco ottimale visto il post pubblicato sul Vostro forum).

    Quale è la soluzione migliore per Voi??

    Il compenso per l'amministratore dovrà essere gestito con busta paga mentre se il ruolo viene svolto da un professionista (futuro dottore commercialista!) potrà essere gestito con emissione di fattura (questo sempre previsto nell'atto costitutivo). E' corretto???

    Aggiungo che io opterei per la n.1 in quanto io andrei ad effettuare un conferimento iniziale maggiore rispetto al mio socio (da atto costitutivo) e con lui abbiamo concordato la ripartizione delle competenze proprio per come esplicate nel punto n.1 (al sottoscritto la gestione aministrativa, contabile, burocratica... a lui la responsabilità del settore vendite).

    Saluti.

  2. #2
    cesabas è offline Senior Member
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    edit, mi iscrivo
    Ultima modifica di cesabas; 06-12-11 alle 09:17 PM
    Cesare Basilico
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  3. #3
    mapellone è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Skyfire Visualizza Messaggio
    Buona sera a Tutti,

    Sono un lettore del Forum da parecchio tempo e ho trovato sempre molto interessanti i post e le risposte puntuali e molto chiare che sono state date da alcuni di Voi.

    Pongo il mio quesito premettendo di avere fatto delle ricerche nel forum e di essere approdato a dei post inerenti all'oggetto del quesito che andrò ad esporre ma, per i quali, mi è rimasto qualche dubbio.

    Insieme ad un amico abbiamo intenzione di aprire un negozio di vendita a dettaglio di accessori per abbigliamento. Essendo in due opteremo per una SNC e inizieremo con il regime fiscale semplificato. Entrambi lavoreremo in modo continuo ed abituale e non avremo dipendenti.

    L'attività la stiamo aprendo perchè abbiamo “voglia di lavorare” però non ci possiamo permettere di aspettare la chiusura dell'esercizio (31/12/2012) per avere le prime entrate derivanti dagli utili.

    Ho pensato a queste soluzioni:

    1) Lo scrivente eserciterebbe le funzioni di amministratore unico della società, l'altro socio si occuperebbe della vendita (queste specificazioni verranno inserite nell'atto costitutivo). In questa circostanza il mio socio potrebbe essere assunto come dipendente in quanto soggetto alla direzione e coordinamento di un socio gerarchicamente superiore e avere una retribuzione mensile. Il mio emolumento lo gestirei come “compenso per l'amministratore” con cadenza mensile;
    2) Entrambi i soci potrebbero svolgere funzioni di amministratore e percepire il compenso per l'amministratore con cadenza mensile;
    3) Effettuare degli “acconti utili” (non sistematici) redigendo un apposito bilancio infrannuale (soluzione poco ottimale visto il post pubblicato sul Vostro forum).

    Quale è la soluzione migliore per Voi??

    Il compenso per l'amministratore dovrà essere gestito con busta paga mentre se il ruolo viene svolto da un professionista (futuro dottore commercialista!) potrà essere gestito con emissione di fattura (questo sempre previsto nell'atto costitutivo). E' corretto???

    Aggiungo che io opterei per la n.1 in quanto io andrei ad effettuare un conferimento iniziale maggiore rispetto al mio socio (da atto costitutivo) e con lui abbiamo concordato la ripartizione delle competenze proprio per come esplicate nel punto n.1 (al sottoscritto la gestione aministrativa, contabile, burocratica... a lui la responsabilità del settore vendite).

    Saluti.
    Io opterei per la soluzione degli acconti sugli utili. Soluzione molto più snella e soprattutto più economica. Sia il compenso dell'amministratore che la retribuzione del socio-dipendente comporterebbero il versamento dei contributi, senza contare quanto già dovuto (almeno per il socio non dipendente) alla gestione commercianti.

    Ciao...

  4. #4
    cesabas è offline Senior Member
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    i soci cmq devono entrambi iscriversi alla gestione commercianti, a meno che uno dei due non abbia già una contribuzione da dipendente
    Cesare Basilico
    Dottore Commercialista

  5. #5
    mapellone è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da cesabas Visualizza Messaggio
    i soci cmq devono entrambi iscriversi alla gestione commercianti, a meno che uno dei due non abbia già una contribuzione da dipendente
    infatti l'ho specificato... ciao...

  6. #6
    Skyfire è offline Member
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    Buongiorno a tutti,

    Grazie per le risposte.

    La soluzione dell'acconto su utili in effetti è quella più "snella" però rischia di prestare il fianco ad eventuali controlli, secondo me anche in presenza di regolari delibere dei soci.

    Saluti.

  7. #7
    Enrico Larocca è online Senior Member
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    Se il prelievo dei soci in conto utili è attuato nel rispetto dell'art. 2303 del cod. civ. non vedo problemi, sopratutto in una Snc, dove a garanzia delle obbligazioni sociali, in via sussidiaria, esiste la responsabiltà personale dei soci.

    Questo è il senso della norma che impone la distribuzione degli utili solo se effettivamente conseguiti, per evitare che ci sia un depauperamento del patrimonio, a scapito delle ragioni dei creditori sociali.

    C'è anche un altro aspetto di criticità, a mio giudizio superabile, nella correlazione con l'art. 2262 del cod. civ. che impone che la distribuzione degli utili avvenga solo dopo l'approvazione del rendiconto.


    Di conseguenza coordinando le due norme, quella che prevede la possibilità di percepire solo utili effettivamente conseguiti (2303) e quella che prevede che la distribuzione segua al rendiconto approvato (2262) rileviamo che:

    1) l'art. 2262 parte con l'inciso: salvo patto contrario, il diritto alla percezione degli utili, consegue all'approvazione del rendiconto, per cui in via pattizia possiamo definire una regola diversa (stante la responsabilità sussidiaria personale e illimitata dei soci);

    2) il rendiconto al quale fa riferimento l'art. 2262 del cod. civ. non possiede riferimenti temporali (la norma non parla di rendiconto annuale, ma di rendiconto sic et simpliciter) per cui è possibile procedere alla redazione di un rendiconto infruannuale, redatto secondo i criteri del bilancio d'esercizio, che copra il periodo che va dall'inizio dell'esercizio alla data di redazione del rendiconto infrannuale, il cui utile se approvato (e ricordiamo che nelle Snc non esiste un procedimento formale di approvazione del bilancio per cui l'approvazione può risultare anche da fatti concludenti) potrebbe essere distribuito in perfetta sintonia con l'art. 2262, che richiede che l'utili risultino da rendiconto approvato.

    Se poi, l'anno finisce in perdita (e la tassazione avviene in base a rendiconto annuale non periodale) o con minor utile rispetto a quanto prelevato in conto anticipo, vuole dire la i soci hanno definanziato la società e dovranno provvedere a rifinanziare la società nelle forme di legge e di statuto; nè può parlarsi di compenso ad amministratore "mascherato" come si sostiene in un articolo pubblicato sulla rivista di Fisco Oggi, poichè il compenso va contrattualmente concordato, definendo: tempi, importo, modalità di erogazione, ecc. non si può presumere.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 11-12-11 alle 01:38 PM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  8. #8
    Skyfire è offline Member
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    Grazie per la preziosa risposta.

    Il problema sarebbe superato facendo si che periodicamente (ad esempio trimestralmente!) vengano redatti dei rendiconti ed in base a questi suddividere l'utile realizzato.

    Il rendiconto al 30/06 deve sempre partire dallo 01/01/2011 e riportare in diminuzione l'"utile prelevato" del 31/03????

    Alla luce della domanda sopra esposta, il 31/12 si redigerà l'ultimo rendiconto (utile per la tassazione!) con periodo di riferimento 01/01 - 31/12 e che, se non comprendo male, dovrebbe mettere in evidenza la tassazione intera dell'anno e rilevare, invece, l'utile rimasto. è corretto?

    Distinti saluti.

  9. #9
    Enrico Larocca è online Senior Member
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    L'utile da tassare in capo alla società e per trasparenza in capo ai soci sarà quello riferito all'intero anno; quello distribuibile sempre l'utile fino a quel momento al netto degli acconti già pagati.

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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