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Discussione: Beni strumentali in locazione o comodato - ammortamenti

  1. #1
    ergo3 Ŕ offline Senior Member
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    Predefinito Beni strumentali in locazione o comodato - ammortamenti

    Buon giorno a tutti,
    una societÓ di capitali manifatturiera, concede in locazione un suo opificio ind.le ultimato da pi¨ di 10 anni ad un canone annuo pari circa alla metÓ della quota di ammortamento ordinariamente calcolata in base ai coefficienti ministeriali (3%). Tale evenienza deriva dal fatto che, vista la crisi oggettiva e la bassissima domanda di locazione ed essendo praticamente inutilizzabile direttamente, decide di concedere in locazione ad un prezzo comunque in linea con quelli dell'attuale mercato. L'azienda conduttrice, a sua volta non utilizza pienamente l'intero complesso.

    1. Pu˛ la societÓ locataria ridurre, dal punto di vista civilistico, la quota di ammortamento del 50% (in linea con i proventi da fitti attivi) richiamando un principio di inerenza dei costi ai ricavi e di allungamento della vita utile dell'immobile, di fatto utilizzato per la metÓ?

    2. dal punto di vista fiscale tale ammortamento non dedotto pu˛ essere deducibile negli esercizi successivi senza alcun limite (il limite minimo pari al 50% dell'ammortamento ordinario pare sia stato eliminato nel 2003-2005)?

    3. Nel caso di macchinari in comodato, sia da un punto di vista civilistico che fiscale, potrebbe essere interrotta la procedura di ammortamento richiamando la mancanza di introiti corrispondenti diretti (trattasi di impianti infissi al fabbricato?
    "...sentite ragazzi.. la legge Ŕ legge e per quanto possa sembrare strano va rispettata!!"...(Bud Spencer in "Lo chiamavano TrinitÓ")

  2. #2
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto Ŕ offline Administrator
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    A mio parere sý. Per tutte e tre le domande.
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  3. #3
    Enrico Larocca Ŕ offline Senior Member
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    Non sono molto d'accordo con tutte le impostazioni che si vogliono adottare :

    1) sulla prima domanda, fermo restando che gli amministratori scelgono razionalmente il criterio di ammortamento, non credo si possa sostenere che i costi di competenza per ammortamenti sono in funzione di quello che riesco a recuperare come ricavi, perchŔ io potrei sostenere dei costi che non trovano alcuna reintegrazione. Se questi costi sono sospendibili, allora procedo al rinvio degli stessi; diversamente vado in perdita per mancanza di ricavi. In rapporto agli immobili non utilizzati direttamente o non fittati, comunque esiste un processo di senescenza, che va quantificato per consentire la ricostruzione attaverso l'ammortamento del capitale eroso dall'invecchiamento. Quindi, il processo di ammortamento non Ŕ condizionato in modo diiretto dall'uso tramite il contratto di locazione, ma Ŕ svincolato, almeno non vedo questo legame;

    2) sulla seconda domanda, concordo sul fatto che non esistono limiti fiscali inferiori all'ammortamento essendo stato abrogato il comma 3 dell'art. 102 TUIR;

    3) sulla terza domanda, non sono d'accordo da un punto di vista civilistico, in parte per le ragioni giÓ esposte nel punto 1). Da un punto di vista fiscale Ŕ un'opzione praticabile ma pericolosa, perchŔ potrebbe alterare il quadro costi finalizzato allo SdS. Sulla questione dei beni in comodato si vedano la C.M. 90/E/2011 e la R.M. 196/E/2008, nella quale la sintesi Ŕ che i costi per ammortamenti sono posti a carico del comodante che Ŕ il soggetto sostenitore della spesa d'acquisto; mentre il comodatario rileverÓ i beni in comodato nei conti d'ordine. Faccio un esempio, i distributori di gelati danno in comodato i frigoriferi per la conservazione dei prodotti ai bar, ecc.. a condizione che l'esercente (comodatario) si assuma l'obbligo di distribuire il prodotto garantendo all'impresa comodante un esclusiva distributiva. I frigoriferi in comodato subiscono comunque un logorio fisico-tecnico che va tradotto in ammortamento.
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 06-11-12 alle 12:22 PM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno Ŕ artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  4. #4
    ergo3 Ŕ offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Non sono molto d'accordo con tutte le impostazioni che si vogliono adottare :

    1) sulla prima domanda, fermo restando che gli amministratori scelgono razionalmente il criterio di ammortamento, non credo si possa sostenere che i costi di competenza per ammortamenti sono in funzione di quello che riesco a recuperare come ricavi, perchŔ i potrei sostenere dei costi che non trovano alcuna reintegrazione. Se questi costi sono sospendibili, allora procedo al rinvio degli stessi; diversamente vado in perdita per mancanza di ricavi. In rapporto agli immobili non utilizzati direttamente o non fittati, comunque esiste un processo di senescenza, che va quantificato per consentire la ricostruzione attaverso l'ammortamento del capitale eroso dall'invecchiamento. Qui il processo di ammortamento non Ŕ condizionato in modo diiretto dall'uso tramite il contratto di locazione, ma Ŕ svincolato, almeno non vedo questo legame;

    2) sulla seconda domanda, concordo sul fatto che non esistono limiti fiscali inferiori all'ammortamento essendo stato abrogato il comma 3 dell'art. 102 TUIR;

    3) sulla terza domanda, non sono d'accordo da un punto di vista civilistico, in parte per le ragioni giÓ esposte nel punto 1). Da un punto di vista fiscale Ŕ un'opzione praticabile ma pericolosa, perchŔ potrebbe alterare il quadro costi finalizzato allo SdS. Sulla questione dei beni in comodato si vedano la C.M. 90/E/2011 e la R.M. 196/E/2008, nella quale la sintesi Ŕ che i costi per ammortamenti sono posti a carico del comodante che Ŕ il soggetto sostenitore della spesa d'acquisto; mentre il comodatario rileverÓ i beni in comodato nei conti d'ordine. Faccio un esempio, i distributori di gelati danno in comodato i frigoriferi per la conservazione dei prodotti ai bar, ecc.. a condizione che l'esercente (comodatario) si assuma l'obbligo di distribuire il prodotto garantendo all'impresa comodante un esclusiva distributiva. I frigoriferi in comodato subiscono comunque un logorio fisico-tecnico che va tradotto in ammortamento.
    Grazie. Confermi i miei dubbi.
    "...sentite ragazzi.. la legge Ŕ legge e per quanto possa sembrare strano va rispettata!!"...(Bud Spencer in "Lo chiamavano TrinitÓ")

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