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Discussione: Azienda informatica e risconti su licenze software

  1. #1
    Studium è offline Senior Member
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    May 2008
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    Predefinito Azienda informatica e risconti su licenze software

    Tra le aziende che seguiamo, ci capita il caso di un'azienda che, abitualmente,
    quando acquista licenze software "da rivendere", rivendendole poi subito, rileva
    risconti attivi e passivi, in entrambi i casi. Faccio un esempio per chiarire:

    1. acquisto il 01/07/2012 a euro 100,00 licenza antivirus periodo 01/07/2012-30/06/2013, da rivendere ad altri. L'azienda
    rileva un risconto attivo per la metà del costo a fine anno, riversandolo poi nell'anno successivo.

    2. vendita il 01/07/2012 della stessa licenza per euro 120,00. L'azienda rileva un risconto passivo per la metà del ricavo a fine anno, riversandolo poi
    nell'anno successivo.

    Ora, l'azienda si è posta il problema di cosa fare nell'ipotesi in cui acquisti un pacchetto di 50 licenze annuali, da rivendere poi man mano
    ai propri clienti e, cosa importante, le cui date di decorrenza e termine non sono ancora note, dipendendo ovviamente dal momento della vendita.

    Riflettendoci bene, a noi ci è parso tutto strano. In realtà in questo caso l'azienda nostra cliente compra e vende un bene, dovendo di fatto
    ricadere nell'ipotesi di cui all'art. 109 c.2 lett. a) del TUIR, per cui "i corrispettivi delle cessioni
    si considerano conseguiti, e le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, dalla data della
    consegna o spedizione per i beni mobili
    ". Infatti, l'azienda non fa che acquistare un bene e rivenderlo,
    non fornisce direttamente un servizio "a corrispettivo periodico" (cioè art. 109 c.2 lett. b), cui la
    nostra azienda si è sempre riferita) come potrebbe essere un servizio annuale di manutenzione, ad esempio (discorso diverso
    per l'ipotetico cliente del nostro cliente, il quale giustamente fruisce di un servizio a cavallo di due anni, e dunque provvederà a calcolare i propri risconti).

    Sbagliamo qualcosa nel dare questa impostazione? No, perché ci sembra francamente assurdo ogni anno
    riscontare costi e ricavi di decine di licenze e, oltretutto, ci sembra addirittura impossibile calcolare alcun risconto nei casi
    in cui la decorrenza e la durata della licenza non fossero note. Sembrerebbe, a naso, più logico poi, se a fine anno rimangono licenze,
    inserirle nelle rimanenze di merci, in luogo di qualsivoglia approssimativo risconto, quindi ricadendo ancora nell'ipotesi di cui all'art. 109 c.2 lett. a),
    in modo naturale e spontaneo.

    Grazie per chi avrà la pazienza di leggere e scusate la poca chiarezza o le eventuali imprecisioni.

  2. #2
    Vale_123 è offline Junior Member
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    1

    Predefinito

    ciao,
    ho lo stesso problema e lo stesso dubbio. Per me dovrebbero essere contabilizzate tra le rimanenze finali ma allo stesso tempo mi si apre un altro quesito. Possono dei beni immateriali come le licenze essere contabilizzate tra le rimanenze di magazzino? per di piu in un azienda di "consulenza informatica" che per sua natura non dovrebbe avere "magazzino"?
    Posso chiederti come hai risolto il problema?

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    8,576

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Studium Visualizza Messaggio
    Tra le aziende che seguiamo, ci capita il caso di un'azienda che, abitualmente,
    quando acquista licenze software "da rivendere", rivendendole poi subito, rileva
    risconti attivi e passivi, in entrambi i casi. Faccio un esempio per chiarire:

    1. acquisto il 01/07/2012 a euro 100,00 licenza antivirus periodo 01/07/2012-30/06/2013, da rivendere ad altri. L'azienda
    rileva un risconto attivo per la metà del costo a fine anno, riversandolo poi nell'anno successivo.

    2. vendita il 01/07/2012 della stessa licenza per euro 120,00. L'azienda rileva un risconto passivo per la metà del ricavo a fine anno, riversandolo poi
    nell'anno successivo.

    Ora, l'azienda si è posta il problema di cosa fare nell'ipotesi in cui acquisti un pacchetto di 50 licenze annuali, da rivendere poi man mano
    ai propri clienti e, cosa importante, le cui date di decorrenza e termine non sono ancora note, dipendendo ovviamente dal momento della vendita.

    Riflettendoci bene, a noi ci è parso tutto strano. In realtà in questo caso l'azienda nostra cliente compra e vende un bene, dovendo di fatto
    ricadere nell'ipotesi di cui all'art. 109 c.2 lett. a) del TUIR, per cui "i corrispettivi delle cessioni
    si considerano conseguiti, e le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, dalla data della
    consegna o spedizione per i beni mobili
    ". Infatti, l'azienda non fa che acquistare un bene e rivenderlo,
    non fornisce direttamente un servizio "a corrispettivo periodico" (cioè art. 109 c.2 lett. b), cui la
    nostra azienda si è sempre riferita) come potrebbe essere un servizio annuale di manutenzione, ad esempio (discorso diverso
    per l'ipotetico cliente del nostro cliente, il quale giustamente fruisce di un servizio a cavallo di due anni, e dunque provvederà a calcolare i propri risconti).

    Sbagliamo qualcosa nel dare questa impostazione? No, perché ci sembra francamente assurdo ogni anno
    riscontare costi e ricavi di decine di licenze e, oltretutto, ci sembra addirittura impossibile calcolare alcun risconto nei casi
    in cui la decorrenza e la durata della licenza non fossero note. Sembrerebbe, a naso, più logico poi, se a fine anno rimangono licenze,
    inserirle nelle rimanenze di merci, in luogo di qualsivoglia approssimativo risconto, quindi ricadendo ancora nell'ipotesi di cui all'art. 109 c.2 lett. a),
    in modo naturale e spontaneo.

    Grazie per chi avrà la pazienza di leggere e scusate la poca chiarezza o le eventuali imprecisioni.
    Secondo me, il software cosidetto "pacchettizzato" (il pacchetto del Sistema Windows 10 ovvero il Microsoft Office) è da considerarsi un bene (immateriale) che produce rimanenze di magazzino se rimane invenduto a fine anno. I pacchetti sigillati restano inattivi (la confezione deve garantire l'autenticità e la necessità di inizializzazione) fino a quando non sono venduti. Anche per l'antivirus dovrebbe valere la stessa considerazione poichè la stringa di inizializzazione (che ne autorizza l'uso in via esclusiva) viene fornita o nel pacco o successivamente al primo collegamento con la casa produttrice. Per i pacchetti acquistabili via downloading secondo i più si tratta di servizi di fornitura e vanno secondo la durata del contratto in genere annuale.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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