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Discussione: Quale indirizzo indicare in fattura? Domicilio civile o fiscale?

  1. #1
    avvocatodubbioso è offline Junior Member
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    Predefinito Quale indirizzo indicare in fattura? Domicilio civile o fiscale?

    Buongiorno a tutti,
    mi scuso in anticipo per la domanda da pivellino, ma ho aperto da qualche mese partita iva in regime forfettario e ho un dubbio.
    Io ho domicilio fiscale a casa, ma nell'intestazione delle fatture indico l'indirizzo del mio studio legale.
    Ora, ai sensi dell'art. 21 dpr 633/1972, nella fattura occorre indicare "domicilio o residenza" di chi la emette. Io inserisco appunto l'indirizzo del domicilio professionale, in quanto ai sensi del codice civile il domicilio è il luogo prevalente dei propri interessi professionali. Vorrei capire se sbaglio, e se devo invece indicare il "domicilio fiscale", ovvero l'indirizzo di casa.
    In parole povere, il domicilio da indicare nell'intestazione delle fatture è il "domicilio civilistico" (es., nel mio caso, lo studio legale) o il "domicilio fiscale" (nel mio caso, indirizzo di abitazione)? Sbaglio ad indicare indirizzo di studio?
    Grazie a chi vorrà rispondere alla mia domanda e sciogliere questo dubbio che mi assilla da giorni.

  2. #2
    zallaaa12 è offline Senior Member
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    In linea generale potresti usare entrambi, ma all'atto pratico l'ufficio in quanto domicilio è la soluzione migliore (ci passi anche la maggior parte del tuo tempo immagino).

  3. #3
    Telempatico è offline Senior Member
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    Predefinito Quale indirizzo indicare in fattura? Domicilio civile o fiscale?

    Citazione Originariamente Scritto da avvocatodubbioso Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti,
    mi scuso in anticipo per la domanda da pivellino, ma ho aperto da qualche mese partita iva in regime forfettario e ho un dubbio.
    Io ho domicilio fiscale a casa, ma nell'intestazione delle fatture indico l'indirizzo del mio studio legale.
    Ora, ai sensi dell'art. 21 dpr 633/1972, nella fattura occorre indicare "domicilio o residenza" di chi la emette. Io inserisco appunto l'indirizzo del domicilio professionale, in quanto ai sensi del codice civile il domicilio è il luogo prevalente dei propri interessi professionali. Vorrei capire se sbaglio, e se devo invece indicare il "domicilio fiscale", ovvero l'indirizzo di casa.
    In parole povere, il domicilio da indicare nell'intestazione delle fatture è il "domicilio civilistico" (es., nel mio caso, lo studio legale) o il "domicilio fiscale" (nel mio caso, indirizzo di abitazione)? Sbaglio ad indicare indirizzo di studio?
    Grazie a chi vorrà rispondere alla mia domanda e sciogliere questo dubbio che mi assilla da giorni.
    Domicilio fiscale (residenza anagrafica per professionisti)
    Domicilio fiscale (sede legale) per gli altri soggetti
    Art. 21 DPR 633/73

    Il domicilio civilistico non è proprio contemplato
    Ultima modifica di Telempatico; 27-11-18 alle 07:36 PM

  4. #4
    zallaaa12 è offline Senior Member
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    In verità l'art. 21 parla di "residenza o domicilio" e non specifica da nessuna parte "fiscale"; credo l'intento sia semplicemente quello di poter localizzare emittente e destinatario, mentre il domicilio fiscale riguarda un discorso di competenza territoriale degli uffici.

  5. #5
    Telempatico è offline Senior Member
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    Predefinito Quale indirizzo indicare in fattura? Domicilio civile o fiscale?

    Citazione Originariamente Scritto da zallaaa12 Visualizza Messaggio
    In verità l'art. 21 parla di "residenza o domicilio" e non specifica da nessuna parte "fiscale"; credo l'intento sia semplicemente quello di poter localizzare emittente e destinatario, mentre il domicilio fiscale riguarda un discorso di competenza territoriale degli uffici.
    Il domicilio fiscale non ha solo funzione di determinare la competenza degli uffici.
    Né è un caso che il domicilio fiscale debba corrispondere, salvo le eccezioni previste, alla residenza anagrafica.
    Nella genericità della previsione dell'art. 21 è proprio l'inadeguatezza del domicilio civilistico che dovrebbe far propendere per il domicilio fiscale, concetto giuridicamente autonomo e aderente al caso.

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  6. #6
    zallaaa12 è offline Senior Member
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    Non capisco perché dovrebbe essere inadeguato il domicilio civilistico; quale sarebbe la particolarità del "domicilio" richiesto dall'art. 21 che rende inadeguato quello civilistico?

  7. #7
    Telempatico è offline Senior Member
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    Predefinito Quale indirizzo indicare in fattura? Domicilio civile o fiscale?

    Semplicemente perché il domicilio civilistico è molto più ampio e non necessariamente corrispondente al domicilio fiscale e alla sua ratio.
    Ciò detto ,nella mia esperienza non ho mai trovato, anche per i professionisti, in fattura qualcosa di diverso dalla sede legale dell'attività professionale(valenza civilistica e fiscale).
    Ad ogni modo nessuno contesterà mai una scelta piuttosto che l'altra.
    Non la voglio convincere,dico soltanto che, tra le due scelte, mi sembra più opportuna quella che attiene all'uso fiscale.
    L'art. 21 parla di residenza o domicilio, non di domicilio o residenza.
    Citazione Originariamente Scritto da zallaaa12 Visualizza Messaggio
    Non capisco perché dovrebbe essere inadeguato il domicilio civilistico; quale sarebbe la particolarità del "domicilio" richiesto dall'art. 21 che rende inadeguato quello civilistico?
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    Ultima modifica di Telempatico; 27-11-18 alle 11:30 PM

  8. #8
    avvocatodubbioso è offline Junior Member
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    Grazie ad entrambi per le esaurienti risposte. Facendo un riassunto, sebbene le vostre posizioni siano in parte divergenti, sembrerebbe che un punto sia chiaro: nessuna irregolarità della fattura discende dall'indicazione dell'uno o dell'altro indirizzo. Giusto?
    In ogni caso, a mio modestissimo avviso, il fatto che il dpr parli di "domicilio" dovrebbe riferirsi alla nozione civilistica. Laddove il legislatore avesse inteso fare riferimento alla nozione fiscale, avrebbe dovuto specificarlo, in quanto, secondo i principi del diritto, le norme codicistiche prevalgono sulle altre, ove non diversamente specificato. Ad ogni buon conto, il nome e la p.iva del professionista (e magari il c.f.) fanno venire meno ogni dubbio sulla provenienza della fattura. L'indirizzo potrebbe essere uno qualsiasi, purché riconducibile a lui (residenza-domocilio fiscale) o alla sua attività (domicilio civilistico, sede dell'attività). Siete d'accordo?

  9. #9
    Telempatico è offline Senior Member
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    Predefinito Quale indirizzo indicare in fattura? Domicilio civile o fiscale?

    Citazione Originariamente Scritto da avvocatodubbioso Visualizza Messaggio
    Grazie ad entrambi per le esaurienti risposte. Facendo un riassunto, sebbene le vostre posizioni siano in parte divergenti, sembrerebbe che un punto sia chiaro: nessuna irregolarità della fattura discende dall'indicazione dell'uno o dell'altro indirizzo. Giusto?
    In ogni caso, a mio modestissimo avviso, il fatto che il dpr parli di "domicilio" dovrebbe riferirsi alla nozione civilistica. Laddove il legislatore avesse inteso fare riferimento alla nozione fiscale, avrebbe dovuto specificarlo, in quanto, secondo i principi del diritto, le norme codicistiche prevalgono sulle altre, ove non diversamente specificato. Ad ogni buon conto, il nome e la p.iva del professionista (e magari il c.f.) fanno venire meno ogni dubbio sulla provenienza della fattura. L'indirizzo potrebbe essere uno qualsiasi, purché riconducibile a lui (residenza-domocilio fiscale) o alla sua attività (domicilio civilistico, sede dell'attività). Siete d'accordo?
    Collega, si pone un problema di gerarchia delle fonti quando c'è un contrasto tra le stesse.
    Qui a mio modestissimo parere non c'è.
    Buon lavoro a tutti

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  10. #10
    zallaaa12 è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da avvocatodubbioso Visualizza Messaggio
    Grazie ad entrambi per le esaurienti risposte. Facendo un riassunto, sebbene le vostre posizioni siano in parte divergenti, sembrerebbe che un punto sia chiaro: nessuna irregolarità della fattura discende dall'indicazione dell'uno o dell'altro indirizzo. Giusto?
    In ogni caso, a mio modestissimo avviso, il fatto che il dpr parli di "domicilio" dovrebbe riferirsi alla nozione civilistica. Laddove il legislatore avesse inteso fare riferimento alla nozione fiscale, avrebbe dovuto specificarlo, in quanto, secondo i principi del diritto, le norme codicistiche prevalgono sulle altre, ove non diversamente specificato. Ad ogni buon conto, il nome e la p.iva del professionista (e magari il c.f.) fanno venire meno ogni dubbio sulla provenienza della fattura. L'indirizzo potrebbe essere uno qualsiasi, purché riconducibile a lui (residenza-domocilio fiscale) o alla sua attività (domicilio civilistico, sede dell'attività). Siete d'accordo?
    Mi trovi d'accordo. A parer mio, l'intento dell'art. 21 DPR 633/72 è quello di far indicare dove può essere trovata la persona che emette il documento e il destinatario dello stesso e per questo serve il domicilio ai sensi del c.c.
    Oltretutto l'art. 58 del DPR 600/73 ("Domicilio Fiscale") parla sempre e solo di "comune" e menziona l'indirizzo solo quando espressamente richiesto in relazione ad atti da presentare agli uffici finanziari.
    In tal senso, direi che l'intento informativo voluto dall'art. 21 è meglio soddisfatto dal domicilio ex c.c. in quanto luogo specifico.
    Comunque, finché ti fai trovare, difficile ti contestino l'utilizzo dell'uno o dell'altro

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