In una società di persone (3 soci al 33,33%) i soci hanno effettuato prelevamenti in eccesso rispetto agli utili conseguiti (so che ciò è in palese violazione delle norme del codice civile e che tale situzione potrebbe aprire scenari allarmanti dal punto di vista fiscale...tuttavia questa è la situazione creatasi seppur in presenza di numerosi avvertimenti.

Uno dei tre soci decide di vendere la propria quota, gravata appunto da questo debito verso la società stessa.
L'acquirente (anzi gli acquirenti soci superstiti) sono naturalmente!!!!! consapevoli e decidono di acquistare entrambi per una quota pari al 50% la quota del socio uscente.

Mi domando se sotto il profilo fiscale l'operazione non risulti evasiva, cioè se in questo modo non venga occultata una plusvalenza realizzata dal venditore.

Faccio un esempio molto semplificato:

- situazione patrimoniale della società con 3 soci che hanno ciascuno il 33,33%:

SP ATTIVO
Soci c/prelevamenti 60
Altre attività 90
SP PASSIVO
Capitale 15
Altre passività 135

Supponiamo che un socio vende la sua quota per un prezzo di 5 (pari apppunto a 1/3 del capitale risultante a bilancio)

- tale socio calcolerà l'eventuale plusvalenza realizzata su 5 e cioè sulla somma ricevuta dall'acquirente, ma in realtà si sarà anche liberato del debito di 20 che aveva nei confronti della società!!!


Le strade mio avviso sono due:

1) il cedente vende la quote al prezzo di 5 euro o superiore e nel caso calcolerà la pluvalenza sul valore di 5 ma resterà debitore nei confronti della società;

2) in atto espliciterà che la vendita è èffettuata a 5 + accollo del debito di euro 20 (pari al debito ch egli ha con la società) ma in questo caso calcolerà la pluvalenza su quanto versato + il debito che si accollano i cessionari?

Sto sbagliando?