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Discussione: Sentenza CTR Lazio 31/22/2008

  1. #1
    Vinny Gambini è offline Member
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    Predefinito Sentenza CTR Lazio 31/22/2008

    Non riesco a trovarla. C'è qualcuno che ce l'ha?

    Grazie.

  2. #2
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Massima - Le irregolarità nella tenuta dei registri IVA non sono
    suscettibili, all’esito del riscontro della corrispondenza delle annotazioni
    con i dati desumibili dagli altri documenti fiscalmente rilevanti (fatture),
    di comportare il disconoscimento del diritto alla detrazione dell’imposta
    sul valore aggiunto assolta sugli acquisti permanendo tuttavia la
    responsabilità del contribuente e la facoltà dell’Erario di irrogare le
    relative sanzioni.

    Svolgimento Del Processo - XX XX esercente attività di commercio al
    dettaglio di calzature ed accessori in pelle, proponeva tempestivo ricorso
    avverso l'avviso di accertamento n. 880010200181 notificato in data
    12.04.2006, con cui l'Ufficio, Agenzia delle Entrate xx richiedeva al
    ricorrente il pagamento di Euro 6 93.684,67 quale maggiore imposta sul
    valore aggiunto, oltre interessi per Euro 17.813,03 applicando una sanzione
    amministrativa per complessivi Euro 108.399,39 per un importo complessivo di
    Euro 219.647,09 derivante dal Processo verbale di Accertamento (PVA) redatto
    dalla Guardia di Finanza di Rieti data 13.12.2002, richiamato per
    relationem.
    Da quanto rilevato dal processo verbale di constatazione, dalla
    dichiarazione Mod. Unico 2001, sarebbero emerge la presunta presentazione
    annuale per l'anno 2000 con dati inesatti o infedeli e la presunta omessa
    annotazione di tutto le operazioni passive effettuate dal contribuente. In
    conseguenza dell'asserita irregolarità nella registrazione delle fatture,
    l'Ufficio non riconosceva al contribuente il diritto a detrarre ai fini
    dell'imposta sul valore aggiunto un importo pari a Euro 93.685,00 pertanto,
    esigeva il versamento dell'IVA a debito che il contribuente aveva compensato
    in sede di liquidazione periodica con l'importo a credito menzionato, per
    complessivi Euro 72.422,00. L'Ufficio, inoltre. negava al ricorrente la
    possibilità di utilizzo del credito d'imposta derivante dalla dichiarazione
    dell'anno precedente dell'importo di Euro 60.085,00. La protesa impositiva
    ammontava complessivamente a Euro 93.634,67 pari alla somma tra l'IVA a
    debito per l'anno 2000 ed il credito d'imposta derivante dall'anno
    precedente decurtata dell'IVA a debito indicata nel quadro VL 33 della
    dichiarazione. Pertanto, l'Agenzia irrogava le sanzioni per: 1)
    presentazione della dichiarazione "Modello Unico/2001 per i redditi anno
    2000, con imposta inferiore a quella dovuta ex art. 5, c. 4°, D.Lgs. n.
    471/97, per un importo di Euro 93.634,67; 2) illegittima detrazione
    dell'imposta assolta su fatture ai sensi dell'art. 6, c. 6°, D.Lgs. n.
    471/97; 3) mancata o irregolare tenuta, conservazione, rifiuto di esibire,
    dei registri di cui agli artt. 23, e/o 24 e/o 25 e/o 3 9 come previsto
    dall'art. 93 c. l e 3 del D.Lgs. 471/97 per un importo di Euro 1032,00.
    In applicazione del c.d, "cumulo giuridico", tali sanzioni sono state
    ridotte complessivamente in e 108.399,39.
    Il contribuente, pertanto, ritenuto illegittimo l'accertamento,
    eccepisce: 1) l'illegittimità dell'avviso di accertamento nella parte in cui
    si richiede una maggiore imposta già richiesta tramite cartella di
    pagamento, in violazione dell'art. 67 del D.P.R. 600/73, che costituisce
    duplicazione della medesima pretesa d'imposta; 2) spettanza della detrazione
    IVA sugli acquisti in presenza delle fatture di acquisto ricevute nell'anno
    in esame ed a seguito dell'avvenuta registrazione su supporto magnetico; 3)
    mancato annullamento dell'accertamento da parte dell'Ufficio ai sensi
    dell'ultimo comma dell'art. 54 del D.P.R. 633/72 a seguito della
    documentazione prodotta dal ricorrente; 4) illegittima irrogazione delle
    sanzioni per presentazione della dichiarazione con imposta inferiore a
    quella dovuta e per irregolare tenuta dei registri IVA.
    Il contribuente, pertanto, per tali motivi chiedeva l'annullamento
    dell'avviso di accertamento perché infondato ed illegittimo, in quanto
    spettante il credito IVA indicato nel modello Unico 2001 e non dovute, la
    maggiori imposte, interessi e sanzioni, con vittoria di spese di giudizio.
    L'Ufficio XX costituitosi, precisava di aver operato sulla base della
    verifica fiscale effettuata dalla Guardia, di Finanza di Rieti, i cui
    militari sono venuti alle conclusioni dalle quali l'Ufficio non può
    prescindere e con motivazioni relative alla mancata esibizione delle
    scritture contabili, sostituita con la produzione della stampa dei tabulati
    del libro giornale non bollato e l'omessa o presentazione con dati inesatti
    della dichiarazione annuale; chiede la conferma del proprio operato con il
    rigetto del ricorso, la condanna del ricorrente al pagamento delle somme
    indicate nell'avviso, oltre gli interessi di legge e la condanna alle spese
    di giudizio.
    La Commissione Tributaria Provinciale di Rieti, con sentenza n.
    142/01/06 accoglieva parzialmente il ricorso ed annullava l'avviso di
    accertamento n. 880010200181 notificato in data 12.04.2006, confermando le
    sanzioni pecuniarie per l'omessa presentazione della dichiarazione annuale e
    per l'irregolare tenuta delle scritture contabili.
    Nell'appello, l'Ufficio, in opposizione alla sentenza n. 142/01/06 (Dep.
    20.01.07), insistendo che la mancanza di registri dovuta, e suo dire, a
    ragioni ingiustificato e ingiustificabili, l'IVA sugli acquisti non può
    essere detratta ai sensi dell'art. 1 DPR 100/98 e art. 54. e. 2, DPR 630/72,
    cita a suo favore la giurisprudenza di Cassazione, chiede la conferma del
    proprio operato e la trattazione della controversia in pubblica udienza.
    La parte appellata si costituisce chiedendo il rigetto dell'appello
    dell'ufficio e la condanna alle spese.

    Motivi della decisione - Il Collegio osserva che, in relazione alla
    detrazione delle fatture di acquisto, la Giurisprudenza della Commissione di
    Giustizia Europea in applicazione dell'art. 18, c. 1, lett, a) della VI
    Direttiva n. 388 del 1977, consente la detrazione dell'IVA sugli acquisti,
    non solo in assenza, di presentazione di dichiarazione annuale, ma anche
    qualora un soggetto passivo non abbia tenuto regolarmente i registri IVA.
    Nella specie si rileva dal Processo Verbale, che i dati contabili su
    supporto informatico e l'esame effettuato dai militari hanno rilevato
    l'esatta corrispondenza tra questi dati e quanto indicato nelle fatture
    ricevute nel periodo d'imposta in argomento.
    Si conclude, pertanto, che le violazioni della tenuta dei registri IVA
    come indicato nel P.V, non può comportare la perdita in capo al ricorrente
    del diritto alla detrazione sull'IVA assolto sugli acquisti, atteso che
    l'Ufficio ha riconosciuto quanto non viene documentato successivamente.
    Per quanto riguarda le sanzioni comminato, si confermano quelle per
    l'omessa presentazione della dichiarazione annuale e per l'irregolare tenuta
    delle scritture contabili
    Pertanto, si respinge l'appello dell'Ufficio e si compensano le spese.

    P.Q.M. - Respinge l'appello Spese compensate.
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  3. #3
    Vinny Gambini è offline Member
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