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Discussione: avviso accertamento notificato all'erede

  1. #1
    GRAZIA è offline Member
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    Predefinito avviso accertamento notificato all'erede

    Buongiorno a tutti,
    vorrei sapere voi come vi comportereste.
    Avviso di accertamento per il recupero di un inesistente credito iva notificato alla moglie del de cuius, la quale ha provveduto dopo la notifica a fare la rinuncia all'eredita ( non si è in presenza di beni e quindi non esiste alcuna eredità succeduta).
    Ora l'avviso verte su un inesistente credito iva peraltro non verificabile in quanto non si è in possesso dei documenti.
    Voi fareste un'istanza di annullamento con quali motivazioni?
    Grazie per le risposte che spero saranno numerose.
    Grazia

  2. #2
    GRAZIA è offline Member
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da GRAZIA Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti,
    vorrei sapere voi come vi comportereste.
    Avviso di accertamento per il recupero di un inesistente credito iva notificato alla moglie del de cuius, la quale ha provveduto dopo la notifica a fare la rinuncia all'eredita ( non si è in presenza di beni e quindi non esiste alcuna eredità succeduta).
    Ora l'avviso verte su un inesistente credito iva peraltro non verificabile in quanto non si è in possesso dei documenti.
    Voi fareste un'istanza di annullamento con quali motivazioni?
    Grazie per le risposte che spero saranno numerose.
    Grazia
    Nessuno può darmi un parere?
    Grazie

  3. #3
    Macula è offline Junior Member
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    L'articolo 28, II comma, D. Lgs. 31 ottobre 1990 n. 346 ritiene obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione "i chiamati all'eredità" intendendosi per tali coloro che sono legittimati a subentrare nelle posizioni giuridiche attive e passive del de cuius.
    Quindi, alla denuncia , sono obbligati i semplici chiamati all'eredità, che restano tali sino all'accettazione (anche tacita) o alla rinunzia.
    E' bene specificare che la dichiarazione di successione ha valore prevalentemente fiscale e non è qualificabile come titolo di acquisto della proprietà (in merito controlla Cass, 5275/1986). pertanto, neanche il pagamento dell'imposta di successione fa acquistare la qualità di erede.

    La Corte Suprema ha riconosciuto che "la denuncia di successione ed il pagamento della relativa imposta, con riferimento al valore del patrimonio relitto dichiarato nella predetta denuncia, non comportano accettazione tacita dell'eredità, trattandosi di adempimenti fiscali che, in quanto diretti ad evitare l'applicazione di sanzioni, hanno solo scopo conservativo e rientrano, quindi, tra gli atti che il chiamato a succedere può compiere in base ai poteri conferitigli dall'articolo 460 c.c." (Cass., 5463/1995).
    Nella stessa sentenza appena indicata, è stato aggiunto, però, che "implicano, invece, accettazione tacita dell'eredità il ricorso alla commissione tributaria contro l'avviso di accertamento del maggior valore notificato dall'amministrazione finanziaria e la successiva stipulazione di un concordato per la definizione della controversia perchè questi atti, indipendentemente dalle specifiche intenzioni del chiamato all'eredità, non sono meramente conservativi, ma tendono alla definitiva soluzione della questione fiscale".
    Secondo i giudici di legittimità, solo chi intende accettare assume l'onere di adire gli organi del contenzioso tributario e di accordarsi con l'amministrazione finanziaria per definire la controversia pendente, atto quest'ultimo dal quale deriva - altresì - l'effetto della liberazione dei beni ereditari dal privilegio su di essi gravante, per il credito dello Stato relativo all'imposta di successione (art. 2772 c.c.), la quale non potrebbe dipendere da un atto a scopo meramente cautelare. L'acquisto mortis causa ricorre anche con la voltura catastale (Cass. 6574/2005; in termini, già Cass. 5226/2002 e Cass. 7075/1999).
    Per converso, chi abbia già provveduto a rinunciare all'eredità è carente di legittimazione passiva non potendo egli proporre o spiegare difese su un diritto che non possiede ed il relativo ricorso in Commissione Tributaria verrebbe dichiarato inammissibile.
    in conclusione
    varrebbe la pena di formulare una istanza in autotutela all'Agenzia delle Entrate indicando che:
    1- alla data di notifica dell'atto la contribuente non rivestiva ancora la qualifica di erede ma solo quella di "chiamato all'eredità" e pertanto è obbligato solo al versamento delle imposte ipotecarie e catastali;
    2- che, in ogni caso, la medesima contribuente ha provveduto a rinunciare all'eredità e che risulta, quindi, carente di legittimazione passiva.

    Giova ancora aggiungere che, l'unica ipotesi di ammissibilità di un ricorso in Commissione Tributaria è quella relativa alla contestazione della qualifica rivestita dalla contribuente da parte dell'Ente impositore (vedi Cass., 23884/2007).

    Spero di esserti stato utile.
    Ciao ^^

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