Gent.li Colleghi,
mi rivolgo a voi e agli esperti giuristi del forum per una questione molto particolare. Invoco in proposito il prezioso aiuto di Daniele Sciuto e lo invito a voler fare interessare alla questione qualche esperto giurista del sito, perchè la vicenda è più di loro che di mia competenza.
Giunge al cliente un avviso di vendita immobiliare ex art. 78 DPR 29.09.73 n.602 dall'agente di riscossione in data 9.09.2010.

Si indica all'interno: i tributi per cui si procede (imposta - derivante dalla somma di 8 imposte, il maggiore di 14 mila euro e rotti - per un totale di 15 mila euro e rotti; interessi di mora: oltre 4 mila euro; compensi riscossione: oltre 751 euro; diritti e spese di procedura: 1125 e rotti)
- che i suddetti carichi d'imposta sono stati regolamente notificati e che il contribuente ha fatto inutilmente decorrere i termini di cui all'art. 50 del DPR 602/73 (in realtà non sono certo sia mai state correttamente notificate tutte le cartelle di pagamento! Sto provvedendo a chiedere per questo copia delle cartelle di pagamento oltre che eventuali atti interruttivi e relate di notifica [anni di riferimento: 2001, 2002, 2005, 2006 è il maggiore dei carichi, 2007, e 3 del 2008])
- che a garanzia del credito d'imposta è stata iscritta ipoteca legale nel 2009 (mai ricevuta dal cliente, di questo sono certo, notifica della trascrizione dell'ipoteca legale: non doveva essere notificata? e la mancata notifica non comporta nullità della procedura di espropriazione?)
- che si procede all'espropriazione forzata mediante vendita all'asta di cui vengono indicate le tre date (la prima a metà dicembre, la seconda a metà gennaio 2011, la terza a metà febbraio 2011).

Vengono invece notificate le intimazioni di pagamento, relative alle cartella oggetto dell'ipoteca e della procedura di cui all'avviso di vendita immobiliare, in data 26.08.2010.
Non dovevano essere notificate le intimazioni prima dell'iscrizione dell'ipoteca legale?

Altro profilo: per gli stessi tributi è già in corso pignoramento presso terzi (il cliente è dipendente pubblico) del quinto dello stipendio, notificato il 23.02.2010, e quindi da quella data vi è il prelievo suddetto.
Può procedersi, nonostante il già intervenuto pignoramento del quinto dello stipendio, per il medesimo importo, a pignoramento immobiliare?

Ulteriore profilo: viene messa all'asta la proprietà di 1/3 di abitazione con tutti i diritti spettanti al debitore.
Tuttavia l'immobile è di proprietà indivisa tra 3 fratelli e la madre (successione ereditaria).
E' di tutta evidenza quindi che la quota parte del contribuente sottoposto a pignoramento, unico debitore delle imposte oggetto del pignoramento, non è di 1/3 (1/3 spetta alla madre e tra i 3 fratelli vanno divisi i 2/3, da cui, con la contabilità me la cavo meglio, 3/9 la madre, 2/9 a ciascuno dei tre fratelli; da cui 2/9 è la proprietà del contribuente pignorato e non 1/3).
La messa in vendita quindi di una quota pari ad 1/3 lede i diritti degli altri fratelli sulla propria quota parte o no? direi di sì. Siete d'accordo? Può vendersi allora 1/3 di proprietà quando tale quota non appartiene totalmente al contribuente, tenuto conto peraltro che il giudice in questa procedura non interviene se non al momento successivo della distribuzione del ricavato dalla vendita della quota, cioè a lesione intervenuta in danno dei fratelli, nel momento in cui c'è un acquirente che subentra per titolo acquistato all'asta in 1/3 di proprietà che non appartiene tutta al contribuente?
Come reagire?