Salve a tutti.
Apro la discussione su questo attualissimo tema dell'accertamento bancario e sull'inversione dell'onere della prova.

Nell’ambito di un accertamento bancario, avente a oggetto la contestazione di movimentazioni di denaro sul conto corrente del contribuente, l’Amministrazione finanziaria non è onerata a fornire alcuna prova circa la sua pretesa. Al contrario, spetta al contribuente provare, con giustificazioni precise e analitiche, l’irrilevanza, ai fini reddituali, delle movimentazioni contestate.
Questo, in sintesi, il principio di diritto desumibile dalla sentenza della Cassazione n.18339, del 17 agosto 2009.

Sulla base di questo, vorrei conoscere l'esperienza avuta da altri colleghi in simili casi quando ci si presenta a colloquio con l'ADE.
In particolare per la prova delle uscite di denaro dal conto corrente (es. pagamento di fatture o bollette tramite RID, ecc.) è stato sufficiente esibire la copia dell'estratto conto dove si legge chiaramente la causale dell'operazione oppure è stata richiesta la copia della fattura?

Vi siete avvalsi dell' Art. 6 comma 4 L. 212/00: “Al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente. Tali documenti ed informazioni sono acquisiti ai sensi dell’art. 18, commi 2 e 3, della legge 7 agosto 1990 n. 241, relativi ai casi di accertamento d’ufficio di fatti, stati e qualità del soggetto interessato dall’azione amministrativa.

Ringrazio tutti per gli interventi.