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Discussione: prescrizione-decadenza opposizione silenzio rifiuto rimborso irpef

  1. #11
    FrancescoG. è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da danilo sciuto Visualizza Messaggio
    Mi dici gli estremi di questa sentenza?

    Comunque la risposta è 10 anni dal 90°.

    ciao
    Ho cercato Sentenze a conferma di quanto sopra ma non ne ho trovato.


    L’art. 21, comma 2, del D.Lgs. 546/1992 dispone che il ricorso avverso il rifiuto tacito “può essere proposto dopo il novantesimo giorno dalla domanda di* restituzione” “e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto”.

    Infatti, il diritto alla restituzione dell’indebito può essere esercitato dal contribuente a partire dal momento stesso in cui l’indebito si è realizzato, dunque, come recita l’ultimo periodo del medesimo comma, “dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione”.* Di conseguenza, il termine di presentazione della domanda di restituzione è assoggettato ad una specifica decadenza che si iscrive nel termine prescrizionale originario, il quale viene interrotto la prima volta proprio dalla domanda di restituzione tempestiva (rispetto alla decadenza).*

    Rispetto ad altri tributi (penso alla contribuzione previdenziale o al caso di mediazione nel procedimento tributario) dove è espressamente previsto che nei 90 giorni vengono sospesi i termini di prescrizione nel caso dell'art. 21 questo non è previsto.

    L'Agenzia ritiene quindi che il diritto alla restituzione nasca al momento il cui si presenta la dichiarazione dei redditi. Quando si richiede il rimborso nei 48 mesi (se lo si chiede c'è già il diritto alla restituzione) il termine di prescrizione decade ed iniziano a decorrere ulteriori 10 anni.

    Fatta eccezione per una sparuta sentenza del 2004 non leggo in nessuna sentenza che il termine decennale decorre dal 90esimo giorno, ovvero dal compimento del silenzio rigetto.

    Le chiedo pertanto su cosa fonda la Sua risposta. Cordialmente.

  2. #12
    Telempatico è offline Senior Member
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    I 10 anni decorrono dal versamento da rimborsare o dal momento della ritenuta da rimborsare. Circolare ministeriale 28 del 17 dicembre 1987

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  3. #13
    Telempatico è offline Senior Member
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    Intendevo dire dalla data del versamento ecc

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  4. #14
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    Non dal 90 quindi

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  5. #15
    VALENTINAMOLIT è offline Junior Member
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    Buonasera, rispondo in quanto ho affrontato anche io il caso (presentazione dell'istanza di rimborso IRAP - Ricorso presentato nel termine decennale - L'A.F. sosteneva che il termine decorresse dalla data di presentazione dell'istanza, io dal novantesimo giorno successivo alla presentazione, ossia quando è maturato il silenzio rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria - NB ricorso vinto in CTP Campobasso)
    Ti riepilogo il risultato delle mie ricerche:
    L’ordinario termine di prescrizione decennale ex art. 2946 del codice civile decorre ai sensi dell’art. 2935 c.c. “dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
    L’art. 21 D.Lgs. 546/92 stabilisce che il ricorso davanti al giudice tributario avverso il rifiuto tacito di restituzione può essere proposto “dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto”; in caso di comportamento inerte dell’amministrazione, solo l'intervenuto decorso dei novanta giorni ed il conseguente formarsi del silenzio-rigetto legittima il ricorso ai sensi degli artt.19 lett. g) e 21 comma 2.
    Pertanto, ricollegandosi all’art. 2935 del codice civile per il caso di silenzio rifiuto, il giorno in cui il diritto può essere fatto valere è quello in cui detto silenzio può ritenersi maturato, ossia il novantesimo giorno successivo alla presentazione dell’istanza, e non, come erroneamente sostenuto dall’ufficio, la data di presentazione dell’istanza che diversamente rappresenta il momento in cui viene manifestata la volontà di ricevere il rimborso.
    In altri termini, contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione finanziaria, è dalla formazione del silenzio che decorrono i termini di prescrizione decennale, in quanto in assenza di un espresso diniego da parte dell’Amministrazione è solo il formarsi del silenzio rifiuto che costituisce veicolo d’accesso alla giurisdizione. Ed in effetti, il ricorso è improcedibile se presentato prima del decorso dei novanta giorni, per assenza di un provvedimento impugnabile .
    In tal senso:
    Cass. civ. Sez. V, Ord., 16-09-2010, n. 1963 richiama il “consolidato principio secondo il quale il ricorso del contribuente al giudice tributario per ottenere il rimborso di somme che egli assume indebitamente versate può essere proposto soltanto nei confronti di un provvedimento di diniego del rimborso esplicito o implicito (vale a dire, in tale ultima ipotesi, qualora sia decorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda di restituzione, previsto dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21, comma 2), la cui inesistenza comporta l'inammissibilità del ricorso per difetto dell'atto impugnabile, e cioè di un presupposto processuale, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio (Cass. n. 6724 del 2008)”.
    Analogamente Cassazione, Sez. Tributaria, sentenza n. 16477/2004: “Il termine decadenziale per la presentazione della domanda di restituzione dell'IVA risultante a credito non toglie, poi, che, ove si formi il silenzio rifiuto sulla domanda impeditiva della decadenza, inizi a decorrere, dalla data della sua formazione, cioè dalla scadenza del termine di 90 giorni, la prescrizione decennale ex art. 2946 c.c.”.
    In prassi e dottrina. In caso di rifiuto tacito, “non venendo a configurarsi un atto impugnabile, ma riconoscendo comunque una rilevanza processuale al silenzio, la norma stabilisce che non può essere proposto ricorso alla Commissione tributaria, prima che siano trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione dell'istanza di rimborso, senza porre alcun termine per ricorrere, se non quello della prescrizione decennale del relativo diritto” (BIG SUITE, Banca dati IPSOA). Analogamente, “Il ricorso può essere proposto presso la competente Commissione Provinciale entro il termine di prescrizione decennale decorrente dalla formazione del silenzio-rifiuto (C.M. 23.04.1996 n. 98/E)” (fonte RATIO N . 7/2000 - 2529).
    E più di recente, A. MARCHESELLI in Contenzioso Tributario IPSOA 2015, Cap. 29 – Liti di Rimborso, pag 524: “Qualora l’Amministrazione finanziaria abbia posto in essere un comportamento inerte, l’iter processuale può essere in tal modo riassunto:
    • presentazione dell’istanza di rimborso entro i termini previsti dalla singola legge d’imposta all’ufficio territorialmente competente;
    • decorso di novanta giorni dalla data di notifica della domanda;
    • impugnazione del silenzio-rifiuto entro il termine di prescrizione decennale decorrente dalla formazione del suddetto silenzio”.

    Spero di esserti stata utile

    Valentina M.

  6. #16
    VALENTINAMOLIT è offline Junior Member
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    Non dal 90 quindi

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    Dal novantesimo, leggi mia risposta

  7. #17
    FrancescoG. è offline Junior Member
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    Buonasera, rispondo in quanto ho affrontato anche io il caso (presentazione dell'istanza di rimborso IRAP - Ricorso presentato nel termine decennale - L'A.F. sosteneva che il termine decorresse dalla data di presentazione dell'istanza, io dal novantesimo giorno successivo alla presentazione, ossia quando è maturato il silenzio rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria - NB ricorso vinto in CTP Campobasso)
    Ti riepilogo il risultato delle mie ricerche:
    L’ordinario termine di prescrizione decennale ex art. 2946 del codice civile decorre ai sensi dell’art. 2935 c.c. “dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
    L’art. 21 D.Lgs. 546/92 stabilisce che il ricorso davanti al giudice tributario avverso il rifiuto tacito di restituzione può essere proposto “dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto”; in caso di comportamento inerte dell’amministrazione, solo l'intervenuto decorso dei novanta giorni ed il conseguente formarsi del silenzio-rigetto legittima il ricorso ai sensi degli artt.19 lett. g) e 21 comma 2.
    Pertanto, ricollegandosi all’art. 2935 del codice civile per il caso di silenzio rifiuto, il giorno in cui il diritto può essere fatto valere è quello in cui detto silenzio può ritenersi maturato, ossia il novantesimo giorno successivo alla presentazione dell’istanza, e non, come erroneamente sostenuto dall’ufficio, la data di presentazione dell’istanza che diversamente rappresenta il momento in cui viene manifestata la volontà di ricevere il rimborso.
    In altri termini, contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione finanziaria, è dalla formazione del silenzio che decorrono i termini di prescrizione decennale, in quanto in assenza di un espresso diniego da parte dell’Amministrazione è solo il formarsi del silenzio rifiuto che costituisce veicolo d’accesso alla giurisdizione. Ed in effetti, il ricorso è improcedibile se presentato prima del decorso dei novanta giorni, per assenza di un provvedimento impugnabile .
    In tal senso:
    Cass. civ. Sez. V, Ord., 16-09-2010, n. 1963 richiama il “consolidato principio secondo il quale il ricorso del contribuente al giudice tributario per ottenere il rimborso di somme che egli assume indebitamente versate può essere proposto soltanto nei confronti di un provvedimento di diniego del rimborso esplicito o implicito (vale a dire, in tale ultima ipotesi, qualora sia decorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda di restituzione, previsto dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21, comma 2), la cui inesistenza comporta l'inammissibilità del ricorso per difetto dell'atto impugnabile, e cioè di un presupposto processuale, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio (Cass. n. 6724 del 2008)”.
    Analogamente Cassazione, Sez. Tributaria, sentenza n. 16477/2004: “Il termine decadenziale per la presentazione della domanda di restituzione dell'IVA risultante a credito non toglie, poi, che, ove si formi il silenzio rifiuto sulla domanda impeditiva della decadenza, inizi a decorrere, dalla data della sua formazione, cioè dalla scadenza del termine di 90 giorni, la prescrizione decennale ex art. 2946 c.c.”.
    In prassi e dottrina. In caso di rifiuto tacito, “non venendo a configurarsi un atto impugnabile, ma riconoscendo comunque una rilevanza processuale al silenzio, la norma stabilisce che non può essere proposto ricorso alla Commissione tributaria, prima che siano trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione dell'istanza di rimborso, senza porre alcun termine per ricorrere, se non quello della prescrizione decennale del relativo diritto” (BIG SUITE, Banca dati IPSOA). Analogamente, “Il ricorso può essere proposto presso la competente Commissione Provinciale entro il termine di prescrizione decennale decorrente dalla formazione del silenzio-rifiuto (C.M. 23.04.1996 n. 98/E)” (fonte RATIO N . 7/2000 - 2529).
    E più di recente, A. MARCHESELLI in Contenzioso Tributario IPSOA 2015, Cap. 29 – Liti di Rimborso, pag 524: “Qualora l’Amministrazione finanziaria abbia posto in essere un comportamento inerte, l’iter processuale può essere in tal modo riassunto:
    • presentazione dell’istanza di rimborso entro i termini previsti dalla singola legge d’imposta all’ufficio territorialmente competente;
    • decorso di novanta giorni dalla data di notifica della domanda;
    • impugnazione del silenzio-rifiuto entro il termine di prescrizione decennale decorrente dalla formazione del suddetto silenzio”.

    Spero di esserti stata utile

    Valentina M.
    Ottimo, la sentenza è quella che ho trovato io. Tra l'altro oggi ho trovato un'altra sentenza interessante. Domani è il 90esimo giorno + 10 anni dalla presentazione. In teoria la prescrizione l'ho interrotta con un reclamo proposto all'agenzia un mese fa ma nel dubbio meglio depositare. Peccato che essendo ante 2012 non possiamo adire alla mediazione ma solo ricorrere.

  8. #18
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    Non è in discussione l'art.2935, né la 546, ma proprio perché il giudizio che segue all'impugnazione non è impugnatorio, perché non è finalizzata ad annullare il diniego, ma ad accertare il credito, che do ragione all'ade

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  9. #19
    FrancescoG. è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Telempatico Visualizza Messaggio
    Non è in discussione l'art.2935, né la 546, ma proprio perché il giudizio che segue all'impugnazione non è impugnatorio, perché non è finalizzata ad annullare il diniego, ma ad accertare il credito, che do ragione all'ade

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    In realtà formalmente si impugna il silenzio rifiuto/rigetto.

  10. #20
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    In sintesi:davanti una contestazione del genere farei ricorso anch'io ma mettendomi nei loro panni non fatico a comprendere la presa di posizione.Prassi contraria ministeriale o Ade non mi pare ci sia... giurisprudenza e dottrina servono a noi per fare ricorso.

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