Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Accertamento ADE personale

  1. #1
    daniel@studioinderst.eu è offline Junior Member
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    Predefinito Accertamento ADE personale

    Cari Colleghi espongo raidamente quanto sto affrontando in questo periodo a seguito di accertamento notificatomi il 08/08/2015 (giorno di chiusura studio.......).
    L'agenzia ha estrapolato per l'anno di imposta 2011 tutti i clienti per i quali risultavo depositario delle scritture contabili e tutti i modelli fiscali trasmessi con il mio codice fiscale e non ritenendo congruo quanto da me fatturato ha imbastito un bell'accertamento da art. 39 comm 2 applicando le tariffe professionali per il calcolo dei maggior ricavi.
    Relativamente alla tenuta scritture contabili l'inconguenza che hanno rilevato è dovuta al fatto che parte dei clienti di cui io sono depositario sono stati fatturati con un CED di cui sono rappresentante legale (a mia difesa ho i contratti regolarmente sottoscritti con i clienti nei quali è specificato che la contabilità e la elaborazione delle dichirazioni fiscali poteva essere affidata ad un CED e quest'ultimo avrebbe fatturato direttamente ai clienti).
    Vorrei sottoporvi alcuni quesiti :
    1) relativamente alle dichiarazioni dei redditi nel caso siano state trasmesse con codice 1 (mera trasmissione) ritengo che l'agenzia non possa pretendere fattura poichè, come espongo nella memoria difensiva, ho già fatturato all'Agenzia entrate il compenso riconosciuto dall'amministrazione per la trasmissione (euro 1,83 circa per ogni modello)

    2) L'agenzia sostiene che non posso giustificare la mancata esibizione di fattura per i clienti morosi poichè secondo loro avrei dovuto entro due anni attivare procedura legale. Mi chiedo allora a cosa serva il principio di cassa ??

    3) il problema principale sta nel fatto che nel 2011 ero nel regime dei minimi ed ho dichiarato ricavi per 28000 circa. Se l'accertamento dovesse concludersi con una pretesa tale da portare i ricavi al di sopra dei 30000 euro (basterebbero 2000 euro di maggior ricavi accertati) si applicherebbe automaticamente la fuoriuscita dal regime ed andrei a pagare una cifra considerevole poichè sarei passibile di sanzioni per infedele dichiarazione e dovrei versare IRAP e IVA su tutto il fatturato. E' corretto tale linea operativa dell'agenzia ?

    grazie a chi vorrà rispondere.

    saluti ,Daniel Inders

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da daniel@studioinderst.eu Visualizza Messaggio
    Cari Colleghi espongo raidamente quanto sto affrontando in questo periodo a seguito di accertamento notificatomi il 08/08/2015 (giorno di chiusura studio.......).
    L'agenzia ha estrapolato per l'anno di imposta 2011 tutti i clienti per i quali risultavo depositario delle scritture contabili e tutti i modelli fiscali trasmessi con il mio codice fiscale e non ritenendo congruo quanto da me fatturato ha imbastito un bell'accertamento da art. 39 comm 2 applicando le tariffe professionali per il calcolo dei maggior ricavi.
    Relativamente alla tenuta scritture contabili l'inconguenza che hanno rilevato è dovuta al fatto che parte dei clienti di cui io sono depositario sono stati fatturati con un CED di cui sono rappresentante legale (a mia difesa ho i contratti regolarmente sottoscritti con i clienti nei quali è specificato che la contabilità e la elaborazione delle dichirazioni fiscali poteva essere affidata ad un CED e quest'ultimo avrebbe fatturato direttamente ai clienti).
    Vorrei sottoporvi alcuni quesiti :
    1) relativamente alle dichiarazioni dei redditi nel caso siano state trasmesse con codice 1 (mera trasmissione) ritengo che l'agenzia non possa pretendere fattura poichè, come espongo nella memoria difensiva, ho già fatturato all'Agenzia entrate il compenso riconosciuto dall'amministrazione per la trasmissione (euro 1,83 circa per ogni modello)

    2) L'agenzia sostiene che non posso giustificare la mancata esibizione di fattura per i clienti morosi poichè secondo loro avrei dovuto entro due anni attivare procedura legale. Mi chiedo allora a cosa serva il principio di cassa ??

    3) il problema principale sta nel fatto che nel 2011 ero nel regime dei minimi ed ho dichiarato ricavi per 28000 circa. Se l'accertamento dovesse concludersi con una pretesa tale da portare i ricavi al di sopra dei 30000 euro (basterebbero 2000 euro di maggior ricavi accertati) si applicherebbe automaticamente la fuoriuscita dal regime ed andrei a pagare una cifra considerevole poichè sarei passibile di sanzioni per infedele dichiarazione e dovrei versare IRAP e IVA su tutto il fatturato. E' corretto tale linea operativa dell'agenzia ?

    grazie a chi vorrà rispondere.

    saluti ,Daniel Inders

    L'Agenzia delle Entrate è libera di presumere quello che vuole. Il contribuente,putroppo, può solo difendersi.

    Quello che ha sommariamente scritto lascia stupefatti.

    Le tariffe professionali minime non esistono più da alcuni anni e senza lettera di incarico è perfettamente inutile presentarsi davanti ad un giudice per chiedere la condanna al pagamento di compensi che non sono stati preventivamente concordati e sottoscritti.

    Non convince affatto, però, la questione che i compensi di trasmissione siano da ricondurre unicamente a quanto erogato dallì'AdE con quel modesto contributo, perchè risulterebbe assolutamente diseconomico farle, tenendo conto dei costi i termini di materiale e lavoro da espletare. Sulla diseconomicità della gestione Cassazione docet non si vince in contenzioso.

    Discorso diverso è quello dell'obbligo di attivare il contenzioso in rapporto ai clienti morosi.

    Perchè e dove è stabilito questo principio ?

    Da nessuna parte. Nè è stabilito che il principio di cassa è derogabile dopo due anni di morosità se non avvio il contenzioso.

    Potrebbe essere che in alcuni casi, avviare il contenzioso non solo non mi permeterebbe di recuperare il mio credito ma dovrei sommarci come danno ulteriore anche le spese legali che sicuramente devo anticipare.

    Dalle mie parti si dice: questi sono matti ! Forse il funzionario di turno era in uno stato di delirio dell'onnipotenza o aveva bevuto qualche cicchetto di troppo.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    bepizomon è offline Senior Member
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    Cari Colleghi espongo raidamente quanto sto affrontando in questo periodo a seguito di accertamento notificatomi il 08/08/2015 (giorno di chiusura studio.......).
    L'agenzia ha estrapolato per l'anno di imposta 2011 tutti i clienti per i quali risultavo depositario delle scritture contabili e tutti i modelli fiscali trasmessi con il mio codice fiscale e non ritenendo congruo quanto da me fatturato ha imbastito un bell'accertamento da art. 39 comm 2 applicando le tariffe professionali per il calcolo dei maggior ricavi.
    Relativamente alla tenuta scritture contabili l'inconguenza che hanno rilevato è dovuta al fatto che parte dei clienti di cui io sono depositario sono stati fatturati con un CED di cui sono rappresentante legale (a mia difesa ho i contratti regolarmente sottoscritti con i clienti nei quali è specificato che la contabilità e la elaborazione delle dichirazioni fiscali poteva essere affidata ad un CED e quest'ultimo avrebbe fatturato direttamente ai clienti).
    Vorrei sottoporvi alcuni quesiti :
    1) relativamente alle dichiarazioni dei redditi nel caso siano state trasmesse con codice 1 (mera trasmissione) ritengo che l'agenzia non possa pretendere fattura poichè, come espongo nella memoria difensiva, ho già fatturato all'Agenzia entrate il compenso riconosciuto dall'amministrazione per la trasmissione (euro 1,83 circa per ogni modello)

    2) L'agenzia sostiene che non posso giustificare la mancata esibizione di fattura per i clienti morosi poichè secondo loro avrei dovuto entro due anni attivare procedura legale. Mi chiedo allora a cosa serva il principio di cassa ??

    3) il problema principale sta nel fatto che nel 2011 ero nel regime dei minimi ed ho dichiarato ricavi per 28000 circa. Se l'accertamento dovesse concludersi con una pretesa tale da portare i ricavi al di sopra dei 30000 euro (basterebbero 2000 euro di maggior ricavi accertati) si applicherebbe automaticamente la fuoriuscita dal regime ed andrei a pagare una cifra considerevole poichè sarei passibile di sanzioni per infedele dichiarazione e dovrei versare IRAP e IVA su tutto il fatturato. E' corretto tale linea operativa dell'agenzia ?

    grazie a chi vorrà rispondere.

    saluti ,Daniel Inders
    1) la mera trasmissione doveva avere un compenso, però se non incassi non lo fatturi né tanto meno lo dichiari. puoi produrre proforma al ced o al cliente, oppure dire che la trasmissione era già compresa in altre prestazioni e quindi a forfait

    2) al massimo può eccepire la mancata esibizione di proforma, ma anche se avessi attivato la procedura legale non sarebbero in alcun modo redditi fino all'incasso. c'è il principio di cassa!! e poi per importi modesti non conviene, come consulente conoscevi bene la situazione del cliente, se non c'è nulla da recuperare perché fare causa??

    3) per uscire dal regime ne servono di più, devi sforare i 45mila nell'anno. strano comunque un accertamento di questo tipo su un regime dei minimi. risultano tanti clienti con scritture presso di te? era meglio assegnarle al CED che fattura sicuramente una parte sostanziosa del compenso. (n.b. tu sei socio del ced?)

  4. #4
    daniel@studioinderst.eu è offline Junior Member
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    grazie intanto per l'interessamento, Enrico Larocca purtroppo condivido quanto dici relativamente alla antieconomicità anche se non ho realmente preteso nulla per varie dichiarazioni già compilate (cud e spese sanitarie) o di conoscenti / amici (errori di inesperienza!!) e mi sa che su queste dichiarazioni dovrò pagare qualcosa, ma quanto ? in che modo possono stabilire il compenso per ogni dichiarazione ?

    Bepizomon sul punto 3 (uscita dal regime) sono d'accordo ma espongo la situazione paradossale che si va a creare :
    sono uscito dai minimi dal 2014 poichè nel 2013 ho superato i 30.000 rimanendo al di sotto dei 45.000. Se l'accertamento si conclude con lo sforamento nel 2011 (periodo accertato) al di sotto dei 45.000 significherebbe uscire dal regime nel 2012, come si concilia con la fuoriuscita già esercitata? E cosa farebbe l'agenzia mi invierebbe un ulteriore accertamento per il 2012 ??

  5. #5
    daniel@studioinderst.eu è offline Junior Member
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    scusa, si sono socio e legale rappresentante del CED ma ho comunque sottoscritto con tutti i clienti il mandato in cui evidenziavo la possibilità che le prestazioni contabili fossero delegate ad un CED e che quest'ultimo avrebbe emesso direttamente fattura al cliente.

    NB. tutto ciò nei primi anni di attività in cui ho seguito alcuni consigli..... dal 2013 rendendomi conto della situazione poco lineare ho preferito dismettere il CED e fatturare tutto personalmente.

  6. #6
    bepizomon è offline Senior Member
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    grazie intanto per l'interessamento, Enrico Larocca purtroppo condivido quanto dici relativamente alla antieconomicità anche se non ho realmente preteso nulla per varie dichiarazioni già compilate (cud e spese sanitarie) o di conoscenti / amici (errori di inesperienza!!) e mi sa che su queste dichiarazioni dovrò pagare qualcosa, ma quanto ? in che modo possono stabilire il compenso per ogni dichiarazione ?
    Mostra all'Agenzia delle proforma, se non hai incassato non devi dichiarare.

    Citazione Originariamente Scritto da daniel@studioinderst.eu Visualizza Messaggio
    Bepizomon sul punto 3 (uscita dal regime) sono d'accordo ma espongo la situazione paradossale che si va a creare :
    sono uscito dai minimi dal 2014 poichè nel 2013 ho superato i 30.000 rimanendo al di sotto dei 45.000. Se l'accertamento si conclude con lo sforamento nel 2011 (periodo accertato) al di sotto dei 45.000 significherebbe uscire dal regime nel 2012, come si concilia con la fuoriuscita già esercitata? E cosa farebbe l'agenzia mi invierebbe un ulteriore accertamento per il 2012 ??
    Sì, potrebbero aprire poi un fascicolo sul 2012, a meno che tu non presenti integrativa oltre i termini dove tu ricalcoli le imposte sulla base del regime normale.

  7. #7
    dan
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    CIRCOLARE ADE 17/E 2012 -
    <4.2.2 A seguito di accertamento.
    Ai sensi del comma 114, il regime fiscale di vantaggio può cessare anche
    a seguito di un avviso di accertamento divenuto definitivo. Anche in tal caso il
    regime cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui è
    accertato in via definitiva il venir meno di una delle condizioni di cui al comma
    96, ovvero il realizzarsi di una delle ipotesi elencate nel comma 99.
    Il regime cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui
    l’accertamento è divenuto definitivo, nel caso in cui i ricavi o i compensi
    accertati eccedano la soglia di 45.000 euro.
    Il superamento del limite dei ricavi o compensi oltre la soglia del 50 per
    cento implica l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni.[/I][/I]

    Relativamente alla circolare in oggetto chiedo quale sia la vostra interpretazione alla fuoriuscita dal regime. A mio parere l'agenzia entra in contraddizione poichè prima indica la fuoriuscita dal regime dall’anno successivo a quello in cui è
    accertato in via definitiva il venir meno di una delle condizioni
    , successivamente scrive : dall’anno stesso in cui
    l’accertamento è divenuto definitivo

    Ora, nel mio caso hanno accertato il 2011 imputandomi compensi oltre 45.000 e applicano la fuoriuscita da regime dallo stesso anno. Leggendo la circolare però sembrerebbe che la fuoriuscita dal regime avvenga dall'anno stesso in cui l'accertamento è divenuto definitivo che quindi è il 2015.

    qual'è il vostro parere ? grazie

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