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  • 1 Post By danilo sciuto

Discussione: Restituzione somme versate in pendenza di giudizio

  1. #1
    MrDike è offline Senior Member
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    Predefinito Restituzione somme versate in pendenza di giudizio

    A seguito dell'accoglimento di due ricorsi avverso avvisi di rettifica e liquidazione dell'imposta con sentenze, tra l'altro, passate in giudicato e compensazione delle spese , ho inoltrato all'Agenzia delle Entrate istanza di rimborso per le somme versate in pendenza di giudizio (1/3).

    Ad oggi sono passati più di 90 giorni dal deposito dell'istanza ed il ritardo nella lavorazione, a parere della funzionaria preposta, è dovuto a contestuali incombenze con maggiore priorità.

    In ogni caso, l'Ufficio sembrerebbe intenzionato a rimborsare dette somme.

    Mi pongo, tuttavia, il problema dell'eventuale azione da seguire innanzi al giudice tributario in caso di inottemperanza dell'Ufficio: giudizio di ottemperanza (le procedure esecutive non sono più ammesse dall'01/01/2016) o ricorso avverso il silenzio-rifiuto?

    Da un'attenta analisi della sentenza della Corte di Cassazione, sez. V Civ., del 18 dicembre 2013 n. 28286 (pubblicata anche su Commercialista Telematico), l'azione corretta sarebbe la seconda, poichè "il ricorso alla procedura di ottemperanza alla sentenza emessa dal giudice tributario, prevista dal D. Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, art. 70, è consentito unicamente in presenza di una sentenza esecutiva, che decidendo nel merito una controversia tra contribuente ed erario abbia impartito specifiche prescrizioni da eseguire. Ne consegue che è inammissibile il ricorso alla suddetta procedura per ottenere un rimborso d'imposta, ove il giudice tributario non abbia deciso in ordine ad un'istanza di rimborso, ma si sia limitato ad accertare l'illegittimità di un avviso di rettifica...".

    Pertanto, in caso di accoglimento del ricorso con compensazione delle spese, l'unica via sarebbe quella del ricorso per far dichiarare l'illegittimità del silenzio-rifiuto, mentre il giudizio di ottemperanza è ammesso solo in caso di condanna dell'Ufficio alle spese di lite, ovvero nell'ipotesi in cui la sentenza abbia accolto, in via definitiva, il ricorso inteso ad ottenere il rimborso di un tributo corrisposto mediante versamento o ritenuta diretta, atteso che tale ipotesi si differenzia da quelle in cui in cui si è in presenza dell'impugnazione di un atto impositivo, rispetto al quale il contenuto della sentenza è costituito dall'accoglimento dell'impugnazione.

    Cosa ne pensate?

  2. #2
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    danilo sciuto è offline Administrator
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    Concordo; ma sono abbastanza ottimista sul rimborso.
    MrDike likes this.
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  3. #3
    MrDike è offline Senior Member
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    Vorrei aggiungere che per i nuovi giudizi e per quelli ancora pendenti il Decreto Riforma (D. Lgs. 24 settembre 2015 n. 156) ha modificato il comma 2 dell'articolo 68 del D. Lgs. n. 546/1992, che tratta delle decisioni favorevoli al contribuente e stabilisce che, in ipotesi di accoglimento del ricorso, il tributo corrisposto in eccedenza con i relativi interessi deve essere rimborsato d'ufficio, nel termine di novanta giorni dalla notificazione della sentenza.

    La riforma ha infatti aggiunto al comma 2 il seguente periodo: "In caso di mancata esecuzione del rimborso il contribuente può richiedere l'ottemperanza a norma dell'articolo 70 alla commissione tributaria provinciale ovvero, se il giudizio è pendente nei gradi successivi, alla commissione tributaria regionale".

    Si viene pertanto a colmare una lacuna, che vedeva il contribuente del tutto privo di rimedi giuridici di fronte all'inerzia dell'ente impositore, che all'esito di una sentenza - anche non definitiva - favorevole al contribuente, ometteva di eseguire in suo favore il rimborso delle somme medio tempore riscosse.

    Il rimedio prescelto dal legislatore delegato è il giudizio di ottemperanza disciplinato dal successivo articolo 70 del D. Lgs. n. 546/1992, attivabile decorso il termine indicato nel comma 2 dell’articolo 68, ovvero "novanta giorni dalla notificazione della sentenza", senza che l'Ufficio abbia provveduto al rimborso.

    La notificazione della sentenza (necessaria anche ove penda appello proposto dall'Ufficio) e il decorso dei novanta giorni costituiscono quindi condizioni per la presentazione del ricorso in ottemperanza.

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