A seguito di una verifica della GdF veniva contestata la scrittura sopravvenienze passive derivante dallo scarto di attrezzature rotte difettose o imperfette. Tutte le attrezzature sono di valore inferiore a 516,47 €
Tutti gli anni consideriamo che tali attrezzature scartate sono tutte le ultime acquistate dato che non sono matricolate e quindi non identificabili singolarmente. Di conseguenza viene spesato l’importo acquistato al netto delle attrezzature scartate. Secondo la GdF questa metodologia non è corretta.
Abbiamo fatto presente che avremmo potuto scaricare le vecchie attrezzature ammortizzate e non fare nessuna sopravvenienza passiva, in tal caso però avremmo spesato l’intero ammontare dell’acquistato ottenendo lo stesso risultato sul reddito. Onestamente la cosa a me sembra veramente molto molto semplice.
Domando: è possibile in caso di ripresa adire al tribunale tributario con probabilità di successo ?
Sempre a seguito della stessa verifica della GdF venivano dichiarate indeducibili nell’esercizio in esame alcune fatture di provvigioni emesse in gennaio/febbraio ma relative all’ultimo trimestre dell’anno precedente, perché imputate a costo e non a diminuzione del rateo passivo appunto dell’esercizio precedente.
Si faceva presente agli incaricati della GdF che alla fine di ogni esercizio per ogni agente si faceva un esatto conteggio delle provvigioni trimestrali di competenza e quindi dell’anno per ognuno di essi e quindi si effettuava una sola registrazione per adeguare il nuovo conto relativo al nuovo rateo passivo provvigioni.
Ogni agente può avere provvigioni diverse o per zona, o per prodotto o per cliente.
Domanda : a vostro avviso c’è possibilità anche in questo caso di accedere in CTP con ricorso ed avere un risultato positivo ?