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Discussione: Srl in liquidazione - fondi insufficienti a pagare i debiti

  1. #61
    Luca Bi è offline Moderator
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    Segnalo che proprio oggi abbiamo pubblicato una sentenza della CTR di Roma che parla delle tasse dovute dalla società cessata, argomento già dibattuto in questo topic

    La responsabilità del liquidatore

  2. #62
    markarcer è offline Junior Member
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    Riprendo questa discussione, anche perché evergreen

    Ho potuto constatare dalla discussione che tutti quanti noi che facciamo questo lavoro (il liquidatore) oggi siamo sottoposti alla spada di Damocle dell'interpretazione data dal Giudice alla condotta tenuta in termini di colpa (la conferma deriva indirettamente dal fatto che non si sia arrivati ad una posizione condivisa, nonostante siamo più o meno tutti "sul pezzo").

    Non è molto rassicurante ma così è.

    Mi domando e vi domando invece, cosa succede al liquidatore (che provveda o meno a chiudere la società in questo caso non interessa) che si vede dichiarare il fallimento della società in liquidazione (o già chiusa da meno di un anno)?.

    Dato che il fallimento viene pronunciato per conto della società ma in nome degli aministratori e presumo liquidatori (non mi è mai capitato), il liquidatore senza colpa si troverebbe ad essere inserito nelle banche dati come "legale rappresentante della società fallita"?
    Attualmente certamente viene inserito il l'amministratore (non sto parlando del registro dei falliti, quello è stato abolito con la riforma del 2006).

    Tornando alle conseguenze concrete e abbastanza importanti, ad esempio la consegna della corrispondenza, ma anche l'impossibilità per chi "incorso" in un fallimento di ricoprire incarichi di riscossione tributi, ad esempio. O anche l'obbligo di presentarsi quando chiamato, anche dal comitato creditori. Più di un autore - ad esempio professor Labonia- arriva a dire che vi sono effetti giuridici del fallimento che si trasferiscono dalla società alle persone coinvolte (ancora una volta aministratori e in questo caso in discussione liquidatore).

    E' il rischio reputazione che mi preme in particolare affrontare in questa circostanza, visto che di appalti difficilmente un professionista si troverà a farne.

    Se ci capitasse diventeremmo "pregiudicati"?

    Cosa ne pensate?

  3. #63
    robil è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da markarcer Visualizza Messaggio
    Riprendo questa discussione, anche perché evergreen

    Ho potuto constatare dalla discussione che tutti quanti noi che facciamo questo lavoro (il liquidatore) oggi siamo sottoposti alla spada di Damocle dell'interpretazione data dal Giudice alla condotta tenuta in termini di colpa (la conferma deriva indirettamente dal fatto che non si sia arrivati ad una posizione condivisa, nonostante siamo più o meno tutti "sul pezzo").

    Non è molto rassicurante ma così è.

    Mi domando e vi domando invece, cosa succede al liquidatore (che provveda o meno a chiudere la società in questo caso non interessa) che si vede dichiarare il fallimento della società in liquidazione (o già chiusa da meno di un anno)?.

    Dato che il fallimento viene pronunciato per conto della società ma in nome degli aministratori e presumo liquidatori (non mi è mai capitato), il liquidatore senza colpa si troverebbe ad essere inserito nelle banche dati come "legale rappresentante della società fallita"?
    Attualmente certamente viene inserito il l'amministratore (non sto parlando del registro dei falliti, quello è stato abolito con la riforma del 2006).

    Tornando alle conseguenze concrete e abbastanza importanti, ad esempio la consegna della corrispondenza, ma anche l'impossibilità per chi "incorso" in un fallimento di ricoprire incarichi di riscossione tributi, ad esempio. O anche l'obbligo di presentarsi quando chiamato, anche dal comitato creditori. Più di un autore - ad esempio professor Labonia- arriva a dire che vi sono effetti giuridici del fallimento che si trasferiscono dalla società alle persone coinvolte (ancora una volta aministratori e in questo caso in discussione liquidatore).

    E' il rischio reputazione che mi preme in particolare affrontare in questa circostanza, visto che di appalti difficilmente un professionista si troverà a farne.

    Se ci capitasse diventeremmo "pregiudicati"?

    Cosa ne pensate?
    Sarà sicuramente più autorevole una risposta di un fallimentarista ma la separazione delle sfere di responsabilità in assenza di colpa direi che si rafforzano in capo al liquidatore rispetto a un amministratore. Che responsabilità possiamo imputare ad un liquidatore nominato con mero obiettivo di liquidare appunto il patrimonio sociale quand'anche un creditore insoddisfatto dovesse fare istanza di fallimento? A mio parere nessuna responsabilità. Ovviamente la difficoltà di tracciare il confine tra gestione liquidatoria, eventuale prosecuzione dell'attività con "nuove operazioni" ed il confine tra presenza o meno di colpa negli atti posti in essere espongono anche il liquidatore più diligente e più accorto a rischi di responabilità civile sennon addirittura penale. Molto dipenderà inoltre dalla giurisprudenza dei singoli tribunali coinvolti. Quindi a mio parere la risposta la si può trovare nella lettura di pochi articoli dedicati dalla legge fallimentare all'argomento (r.d. 16 marzo 267/42) ma di fatto la risposta concreta va ricercata caso per caso in funzione delle differenti fattispecie. In particolare sono gli art. 223 e ss. che disciplinano la responsabilità di soggetti diversi dal fallito (amministratori e, sindaci, liquidatori..) ma le norme richiamano sempre la commissione di atti/fatti previste dalle norme per il fallito. Pertanto in assenza di commissione di fatti di bancarotta (fraudolenta e/o semplice) o degli altri reati fallimentari il liquidatore "dovrebbe" rimanere indenne. Il condizionale è d'obbligo per quanto detto sopra sulla difficoltà di tracciare i confini delle decisioni poste in essere e sulla presenza o meno di colpa o dolo.
    Ultima modifica di robil; 07-12-12 alle 03:17 PM

    Roberto Loddo

    Dottore commercialista
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    Soggetto incaricato CAF.Do.C Spa

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  4. #64
    markarcer è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da robil Visualizza Messaggio
    Sarà sicuramente più autorevole una risposta di un fallimentarista ma la separazione delle sfere di responsabilità in assenza di colpa direi che si rafforzano in capo al liquidatore rispetto a un amministratore. Che responsabilità possiamo imputare ad un liquidatore nominato con mero obiettivo di liquidare appunto il patrimonio sociale quand'anche un creditore insoddisfatto dovesse fare istanza di fallimento? A mio parere nessuna responsabilità. Ovviamente la difficoltà di tracciare il confine tra gestione liquidatoria, eventuale prosecuzione dell'attività con "nuove operazioni" ed il confine tra presenza o meno di colpa negli atti posti in essere espongono anche il liquidatore più diligente e più accorto a rischi di responabilità civile sennon addirittura penale. Molto dipenderà inoltre dalla giurisprudenza dei singoli tribunali coinvolti. Quindi a mio parere la risposta la si può trovare nella lettura di pochi articoli dedicati dalla legge fallimentare all'argomento (r.d. 16 marzo 267/42) ma di fatto la risposta concreta va ricercata caso per caso in funzione delle differenti fattispecie.
    Ok, mi posso permettere di cambiare mestiere e fare il giudice?

    Se fossi un giudice direi che la responsabilità specifica del liquidatore è tale che tutto ciò che si è fatto, dopo un ragionevole periodo di tempo ( diciamo 20 giorni per valutare l'impraticabilità della procedura di liquidazione) è certamente colposo. Secondo me ci potrebbe stare , in fondo parliamo di colpa, non di colpa grave.
    E certamente abbiamo visto il diffondersi a macchia d'olio della culpa in vigilando che somiglia molto al meccanismo sopra evidenziato. Ossia colpa dal non agire secondo legge, non di agire contro legge.

    Mi è stato chiesto un parere da collega commercialista che è in questa posizione. non c'è legge specifica a riguardo, ma sono sempre più convinto che convenga presentare le dimissioni e rinunciare al compenso.

  5. #65
    robil è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da markarcer Visualizza Messaggio
    Ok, mi posso permettere di cambiare mestiere e fare il giudice?

    Se fossi un giudice direi che la responsabilità specifica del liquidatore è tale che tutto ciò che si è fatto, dopo un ragionevole periodo di tempo ( diciamo 20 giorni per valutare l'impraticabilità della procedura di liquidazione) è certamente colposo. Secondo me ci potrebbe stare , in fondo parliamo di colpa, non di colpa grave.
    E certamente abbiamo visto il diffondersi a macchia d'olio della culpa in vigilando che somiglia molto al meccanismo sopra evidenziato. Ossia colpa dal non agire secondo legge, non di agire contro legge.

    Mi è stato chiesto un parere da collega commercialista che è in questa posizione. non c'è legge specifica a riguardo, ma sono sempre più convinto che convenga presentare le dimissioni e rinunciare al compenso.
    In linea teorica o di principio l'amministratore e/o il liquidatore esenti da colpa non rispondono di alcunchè. Purtroppo non dobbiamo dimenticarci che abbiamo a che fare con al giustizia italiana e chi ha frequentato qualche tribunale può ben capire a cosa mi riferisco. Esiste poi una giustizia costruita sulla base delle verità "false" scusando lo scontro dei termini creata ad arte da molti legali. Per questi motivi nella generalità dei casi effettivamente i rischi in capo ai liquidatori esistono e quindi l'assunzione dell'incarico può presentare molte criticità. Non sono d'accordo invece sul termine richiamato. Possono esistere casi di liquidazione complessi che possono richiedere anche anni per ultimare la liquidazione. Ne è prova l'esistenza di una disciplina specifica sui bilanci intermedi di liquidazione.
    Ultima modifica di robil; 07-12-12 alle 03:38 PM

    Roberto Loddo

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  6. #66
    Luca Bi è offline Moderator
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    Io valuterei attentamente le responsabilità del liquidatore anche alla luce della ulteriore riforma delle procedure concordatarie (di cui abbiamo parlato nella videoconferenza del 29/119.

    Come detto in videoconferenza, credo che tale riforma incentiva le procedure concorsuali da Legge Fallimentare e disincentiva le soluzioni stragiudaziali.

    Credo che un liquidatore accorto, in carenza di attivo, dovrà tentare un “concordato” per soddisfare i creditore pro quota, in modo da mettersi al riparo da eventuali contestazioni.

  7. #67
    robil è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Bi Visualizza Messaggio
    Io valuterei attentamente le responsabilità del liquidatore anche alla luce della ulteriore riforma delle procedure concordatarie (di cui abbiamo parlato nella videoconferenza del 29/119.

    Come detto in videoconferenza, credo che tale riforma incentiva le procedure concorsuali da Legge Fallimentare e disincentiva le soluzioni stragiudaziali.

    Credo che un liquidatore accorto, in carenza di attivo, dovrà tentare un “concordato” per soddisfare i creditore pro quota, in modo da mettersi al riparo da eventuali contestazioni.
    In assenza di attivo ed in presenza dei presupposti di fallibilità se i creditori non dovessero accettare transazioni (come si suol dire chiusura a stralcio) la conseguenza logica è il fallimento ossia procedura esecutiva collettiva con par condicio creditorum. Anche solo 1 creditore insoddisfatto potrebbe fare istanza di fallimento. Tuttavia le transazioni extragiudiziali (fuori anche da concordato preventivo) possono benissimo avere differenti % di soddisfazione dei crediti posto che ogni singolo creditore è libero di decidere sui suoi crediti. Questa soluzione tuttavia è percorribile solo nel caso in cui il debitore riesce a chiudere tutte le sue pendenze con accordo stragiudiziale. In caso contrario ovvero nel caso di contestazione sulla soddisfazione di un creditore a svantaggio di altri si rischia l'accusa di bancarotta preferenziale.

    Roberto Loddo

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  8. #68
    Luca Bi è offline Moderator
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    Proprio per evitare queste problematiche, l'accesso ai nuovi concordati mi sembra una scelta opportuna. Nel caso il concordato non andasse a buon fine, probabilmente le responsabilità del liquidatore sarebbero minime.

  9. #69
    markarcer è offline Junior Member
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    Sono d'accordo per il concordato, è la soluzione più sicura. Ma è molto costoso. poi ci vuole anche l'asseverazione.

    tuttavia il rischio di cui paventa Roberto mi sembra molto concreto. Se anche transi con tutti, ma no riesci a transare con un solo creditore potresti passare dei guai, anche per le transazioni fatte fuori dalla par condicio.

    La liquidazione dunque diventa assai insidiosa, da prendere alla leggera solo in caso di società robuste patrimonialmente (che è poi il contrario di quello che accade normalmente), altrimenti ....

  10. #70
    Luca Bi è offline Moderator
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    Visto l'interesse per l'argomento (data la grigia situazione economica in giro), pubblichiamo un parere sul corretto comportamento del liquidatore di una società depatrimonializzata: Srl in liquidazione e patrimonio netto negativo

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