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Discussione: Coniugi in regime di comunione e quota Srl

  1. #1
    Clexidra è offline Junior Member
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    Predefinito Coniugi in regime di comunione e quota Srl

    Buongiorno, volevo il vostro parere in merito a soci di Srl e regime di comunione dei beni.
    La situazione riguarda l'inserimento nel registro delle imprese del coniuge in comunione legale quale contitolare della quota sociale del 50% posseduta dall'altro coniuge.
    La quota della S.r.l. è stata acquisita dal coniuge dopo il matrimonio e non vi sono patti sociali che vietano questo inserimento in contitolarietà.

    I coniugi sono d'accordo nel far si che la titolarietà della quota sia di tutti e due, volevo sapere se per caso questo è un diritto acquisito del coniuge che desidera essere contitolare o se per caso uno degli altri soci della Srl si può opporre a questa contitolarietà, pur non essendo questa contitolarietà vietata nei patti sociali.

    Grazie in anticipo.

  2. #2
    paolab è offline Senior Member
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    Predefinito

    Mah... Secondo me trattandosi di acquisto di quota avvenuto dopo il matrimonio la quota stessa e' già in comunione di beni.
    Ma non credo che il registro imprese possa trascrivere questo.... Per avere tale iscrizione temo pretenda la cessione/donazione della metà della quota

  3. #3
    Clexidra è offline Junior Member
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    Predefinito

    Ho trovato questo girovagando in rete che è relativo ad un aggiornamento del 2009 emanato dopo la soppressione dei libri sociali nelle S.r.l., se qualcuno più esperto mi può aiutare a capire, penso che la parte finale sia quella più importante:

    "Il coniuge in comunione legale del socio di s.r.l.
    Prima della modifica normativa in commento si riteneva che – essendo l’iscrizione
    nel libro soci “costitutiva” della legittimazione sociale – il coniuge in comunione legale
    non fosse socio, e quindi titolare dei diritti sociali 9. Poiché, oggi, la legittimazione
    discende dall’iscrizione nel registro delle imprese (a cui la legge attribuisce
    espressamente efficacia solo dichiarativa), e stante la generale accettazione del
    principio per cui le risultanze dei pubblici registri devono essere incrociate tra loro
    (verifica congiunta, in questo caso, del registro delle imprese e dei registri di stato
    civile), potrebbe, oggi, forse sostenersi la tesi – che però è dubbia alla luce del
    disposto dell’art. 2470, comma 1, c.c. – della attribuzione della qualifica di socio
    anche al coniuge in comunione legale (non iscritto come tale al registro delle imprese).
    Sempreché si ritenga che la quota di s.r.l. ricada nella comunione immediata degli
    acquisti ex art. 177, lett. a), c.c., non sembra invece dubbio che il coniuge in comunione
    legale che non sia intervenuto nell’atto di acquisto possa richiedere – esibendo estratto
    per riassunto dell’atto di matrimonio – l’iscrizione nel registro delle imprese quale
    contitolare della quota sociale."

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