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Discussione: Decisioni del Accomandatario

  1. #1
    Marina.C è offline Junior Member
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    Predefinito Decisioni del Accomandatario

    Buongiorno,
    avrei bisogno di un parere per quanto riguarda il socio Accomandatario che detiene il 60% della società; la società comprende un'attività commerciale e le mura della stessa, acquistate in leasing.

    l'accomandatario in questione ho scoperto aver:
    - ceduto la gestione dell'attività a dei parenti;
    - stipulato un nuovo contratto d'affitto a nome dei parenti.

    La domanda è questa: può l'accomandatario fare una gestione di questo tipo della società senza dire nulla al accomandante? Non è necessaria la firma o quanto meno una delega/ comunicazione per l' accomandante perchè ciò possa essere su basi di fiducia reciproca?

    Può essere vista come "Giusta causa" per liquidarsi dalla società che sta di fatto andando in perdita?
    Ringrazio per la gentile attenzione e buon proseguimento.
    Ultima modifica di Marina.C; 24-09-15 alle 01:50 PM

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Marina.C Visualizza Messaggio
    Buongiorno,
    avrei bisogno di un parere per quanto riguarda il socio Accomandatario che detiene il 60% della società; la società comprende un'attività commerciale e le mura della stessa, acquistate in leasing.

    l'accomandatario in questione ho scoperto aver:
    - ceduto la gestione dell'attività a dei parenti;
    - stipulato un nuovo contratto d'affitto a nome dei parenti.

    La domanda è questa: può l'accomandatario fare una gestione di questo tipo della società senza dire nulla al accomandante? Non è necessaria la firma o quanto meno una delega/ comunicazione per l' accomandante perchè ciò possa essere su basi di fiducia reciproca?

    Può essere vista come "Giusta causa" per liquidarsi dalla società che sta di fatto andando in perdita?
    Ringrazio per la gentile attenzione e buon proseguimento.
    Si, può farlo. E' lui quello che rischia di più, avendo una resposabilità personale estesa anche al patrimonio personale sia pure in via sussidiaria. Essendo lui l'amministratore (per legge) entro i limiti di questa e statutari è l'unico abilitato ad agire (ricordiamo il divieto di ingerenza imposta all'accomandante).

    Ritengo che sia proponibile dall'accomandante una richiesta di recesso dalla società, ma la "giusta causa" va rimessa alla valutazione del Giudice e le cause civili in Italia si sa quanto durano in media.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    Marina.C è offline Junior Member
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    Ringrazio per la risposta!
    quindi vuol dire che se l'accomandatario prende la decisione di correre dei rischi tali per il quale
    si "rischia" il fallimento l'accomandante non può dire nulla?

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Marina.C Visualizza Messaggio
    Ringrazio per la risposta!
    quindi vuol dire che se l'accomandatario prende la decisione di correre dei rischi tali per il quale
    si "rischia" il fallimento l'accomandante non può dire nulla?
    Quando si costituisce una societá di persone (tale è una Sas) proprio per le caratteristiche informali dei rapporti tra i soci, il presupposto è il rapporto fiduciario che lega i soci stessi. Quando lei ha costituito la Sas le avranno spiegato che l'accomandante non può ingerirsi nell'amministrazione della societá, pena l'acquisizione della responsabilitá illimitata e solidale. Quindi, lei per mantenere il livello di responsabilitá limitato al solo conferimento, ha accettato che fosse solo l'accomandatario ad amministrare e a fare le scelte di gestione, anche quelle pericolose, almeno che nell'atto costitutivo abbiate introdotto delle limitazioni particolari. Ad es. che le operazioni di investimento oltre una certa soglia richiedevano una maggioranza particolare. Ma dal tenore del quesito iniziale, lei è comunque socio di minoranza, quindi può fare molto poco in termini di potere decisorio.

    Purtroppo se non è d'accordo sul modo di gestire anche il suo investimento tocca rivolgersi al giudice se l'accomandatario, come mi sembra di capire, non è disponibile a declinare dalle sue prerogative.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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