Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Sarà mai possibile?

  1. #1
    salviaoff è offline Junior Member
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    Predefinito Sarà mai possibile?

    Buongiorno, mi trovo in una situazione paradossale.
    Sono socio accomandante in una sas in perdita, ma ora con prospettive di crescita.
    Da 2 anni finanzio la società, poiché il socio accomandatario mi ha comunicato, dopo 6 mesi dall'atto notarile, che aveva finito i soldi!
    Ho finanziato fino ad ora sulla fiducia, ovvero sulla sicurezza che, nel monento più opportuno, avrei ricevuto indietro quanto versato in sua vece. Il socio accomandatario lavora nell'attività, percepisce un contributo sotto forma di rimborsi, concordato.
    Ora mi comunica univocamente che la sua quota versata da me equivale al suo compenso di amministratore (ovvero per il lavoro svolto), e in più pretende altri rimborsi in varie forme (dalle fatture pagate, alle rate INPS).
    Nello Statuto è scritto che le decisioni che comportano spese sopra i 5000 euro, vanno condivise col socio accomandante, in questo caso le cifre complessive annuali sono più alte. Rientrano nel limite espresso nello Statuto?
    Il socio accomandatario sostiene infine che io debba accollarmi comunque tutte le spese "straordinarie" (ad esempio la revisione di una macchina presso un negozio che accetta solo contanti), a prescindere che rientrino, a fine mese, nei "buchi" che l'attività non riesce a coprire.
    Insomma, mi pare di essere in una trappola, con un socio accomandatario "padrone", che abusa della fiducia che gli ho dato all'inizio dell'attività. Mi è stato detto che un eventuale scrittura privata non ha valore rispetto ai patti societari.
    Potrei inviare un recesso, ma l'attività non è autonoma: potrebbe imputarmi qualche responsabilità nel caso recedessi?
    Grazie

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da salviaoff Visualizza Messaggio
    Buongiorno, mi trovo in una situazione paradossale.
    Sono socio accomandante in una sas in perdita, ma ora con prospettive di crescita.
    Da 2 anni finanzio la società, poiché il socio accomandatario mi ha comunicato, dopo 6 mesi dall'atto notarile, che aveva finito i soldi!
    Ho finanziato fino ad ora sulla fiducia, ovvero sulla sicurezza che, nel monento più opportuno, avrei ricevuto indietro quanto versato in sua vece. Il socio accomandatario lavora nell'attività, percepisce un contributo sotto forma di rimborsi, concordato.
    Ora mi comunica univocamente che la sua quota versata da me equivale al suo compenso di amministratore (ovvero per il lavoro svolto), e in più pretende altri rimborsi in varie forme (dalle fatture pagate, alle rate INPS).
    Nello Statuto è scritto che le decisioni che comportano spese sopra i 5000 euro, vanno condivise col socio accomandante, in questo caso le cifre complessive annuali sono più alte. Rientrano nel limite espresso nello Statuto?
    Il socio accomandatario sostiene infine che io debba accollarmi comunque tutte le spese "straordinarie" (ad esempio la revisione di una macchina presso un negozio che accetta solo contanti), a prescindere che rientrino, a fine mese, nei "buchi" che l'attività non riesce a coprire.
    Insomma, mi pare di essere in una trappola, con un socio accomandatario "padrone", che abusa della fiducia che gli ho dato all'inizio dell'attività. Mi è stato detto che un eventuale scrittura privata non ha valore rispetto ai patti societari.
    Potrei inviare un recesso, ma l'attività non è autonoma: potrebbe imputarmi qualche responsabilità nel caso recedessi?
    Grazie
    Tu non hai alcun obbligo oltre il capitale conferito e lui deve rispondere anche con il suo patrimonio personale per i debiti contratti dalla società. Se fossi in te avvierei la società alla liquidazione perché con questo socio non vai lontano (se sei convinto che abbia sperperato il denaro della società) anche se le prospettive sono buone.

  3. #3
    salviaoff è offline Junior Member
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    Non direi abbia sperperato, ma mi mette di fatto di fronte a finanziamenti a fondo perduto, in modo anarchico e autoritario.
    Se invio una lettera di recesso, che rimane tra i soci, lo devo considerare un atto irreversibile?
    Io preferirei trovare un accordo.
    Grazie

  4. #4
    salviaoff è offline Junior Member
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    Chiarisco la mia domanda. Io, come socio accomandante, posso ritirare la richiesta di recesso? Il socio accomandario può invece impugnarla e renderla esecutiva?
    Grazie!

  5. #5
    paolab è offline Senior Member
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    Predefinito

    una volta che l'hai inviata esplica i suoi effetti. Chiaramente se si trovasse l'accordo con il socio accomandatario si farebbe in tempo a strapparla

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