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Discussione: Regolamento SNC

  1. #1
    ramis2018 è offline Junior Member
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    Predefinito Regolamento SNC

    Buonasera,

    ho il caso di una snc (3 soci) con uno dei soci che è amministraore e a cui lo statuo conferisce i più ampi poteri in tema di amministrazione straordinaria e ordinaria.

    La società opera nel settore delle manutenzioni impianti termico/idraulici prevalentemente B2B.

    Il problema è che uno dei Soci ha manifestato la volontà di uscire dalla compagine sociale (per andare a fare lo stesso lavoro come dipendente presso un'altra società) e il timore degli altri soci è che possa distrarre la clientela alla Società.

    Tralasciando tutto il discorso relativo alla parte legale di cui se ne sta occupando un avvocato la domanda è: può l'amministratore redigere un regolamento interno dove è lo stesso amministratore a decidere chi dei soci va da un cliente piuttosto che da un altro.

    Il motivo è quello di evitare che il socio uscente possa continuare a distrarre clientela. .

    Con il regolamento si vorrebbe intanto far risconsegnare il telefono cellulare utilizzato dal socio uscente (di proprietà della Società) all'amministratore e poi far si che sia quest'ultimo a gestire le uscite operative impartendo le direttive su come e da chi andare a fare gli interventi di lavoro.

    E' legittimo tale regolamento? lo può apporvare l'amministatore o deve essere approvato da un'assemblea a maggioranza?

    Grazie in anticipo a chi ha esperienza e vorrà fornirmi un supporto.

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da ramis2018 Visualizza Messaggio
    Buonasera,

    ho il caso di una snc (3 soci) con uno dei soci che è amministraore e a cui lo statuo conferisce i più ampi poteri in tema di amministrazione straordinaria e ordinaria.

    La società opera nel settore delle manutenzioni impianti termico/idraulici prevalentemente B2B.

    Il problema è che uno dei Soci ha manifestato la volontà di uscire dalla compagine sociale (per andare a fare lo stesso lavoro come dipendente presso un'altra società) e il timore degli altri soci è che possa distrarre la clientela alla Società.

    Tralasciando tutto il discorso relativo alla parte legale di cui se ne sta occupando un avvocato la domanda è: può l'amministratore redigere un regolamento interno dove è lo stesso amministratore a decidere chi dei soci va da un cliente piuttosto che da un altro.

    Il motivo è quello di evitare che il socio uscente possa continuare a distrarre clientela. .

    Con il regolamento si vorrebbe intanto far risconsegnare il telefono cellulare utilizzato dal socio uscente (di proprietà della Società) all'amministratore e poi far si che sia quest'ultimo a gestire le uscite operative impartendo le direttive su come e da chi andare a fare gli interventi di lavoro.

    E' legittimo tale regolamento? lo può apporvare l'amministatore o deve essere approvato da un'assemblea a maggioranza?

    Grazie in anticipo a chi ha esperienza e vorrà fornirmi un supporto.
    Pur non essendo molto chiara la strategia che si vuole seguire con questo possibile regolamento, partiamo subito dal presupposto che l'attività di un amministratore è regolata dal codice civile e della statuto, non certo dai regolamenti interni, specie se poi questi regolamenti restringono l'operatività. Premesso che i soci, salvo deroga dello statuto, sono nelle S.n.c. anche amministratori, se non esiste deroga statutaria a questo principio, non serve un regolamento interno che dica che il socio Tizio o Caio, che non hanno potere amministrativo, non possono andare a trovare questo o quell'altro cliente e ciò in virtù del fatto che non sono amministratori e in quanto tali non possono intrattenere rapporti di carattere amministrativo. Se contraddicendo questa regola imposta dallo statuto che li priva di potere amministrativo, continuano a farlo sono passibili di esclusione dalla società. In un parola il regolamento interno, in assenza di una norma statutaria che limiti il potere amministrativo ad uno o solo alcuni soci escludendone altri non ha alcun valore giuridico.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    ramis2018 è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Pur non essendo molto chiara la strategia che si vuole seguire con questo possibile regolamento, partiamo subito dal presupposto che l'attività di un amministratore è regolata dal codice civile e della statuto, non certo dai regolamenti interni, specie se poi questi regolamenti restringono l'operatività. Premesso che i soci, salvo deroga dello statuto, sono nelle S.n.c. anche amministratori, se non esiste deroga statutaria a questo principio, non serve un regolamento interno che dica che il socio Tizio o Caio, che non hanno potere amministrativo, non possono andare a trovare questo o quell'altro cliente e ciò in virtù del fatto che non sono amministratori e in quanto tali non possono intrattenere rapporti di carattere amministrativo. Se contraddicendo questa regola imposta dallo statuto che li priva di potere amministrativo, continuano a farlo sono passibili di esclusione dalla società. In un parola il regolamento interno, in assenza di una norma statutaria che limiti il potere amministrativo ad uno o solo alcuni soci escludendone altri non ha alcun valore giuridico.
    Gentile Dott. Larocca,

    prima di tutto La ringrazio per la gentile e preziosa collaborazione.

    Credevo, erroneamente, di aver ben chiarito la strategia o, meglio, l'obiettivo che intendevo perseguire con il regalamento interno e credevo di averlo fatto, dopo le premesse, nel passaggio in cui dicevo "Il motivo è quello di evitare che il socio uscente possa continuare a distrarre clientela".

    Difatti non mi riferivo ai rapporti di carattere amministrativo che il socio uscente potrebbe intrattenere con la clientela ma con il regolamento intendevo, molto più semplicemente, evitare che il Socio uscente andasse a prestare la propria opera all'esterno, rilegandolo di fatto alle sole attività interne.

    Mi spiego: lunedì mattina i Soci entrano in azienda. L'azienda opera prevelentemente (ma non solo) nel settore delle manutenzioni impianti termico/idraulici.

    Alcune attività vengono svolte presso la sede del cliente (a domicilio più semplicemente) mentre altre attività vengono svolte nel laboratorio aziendale perchè alcune cose da riparare possono essere portate presso la sede direttamente dal cliente.

    I lavori che vengono svolti presso la sede vengono presi in carico da un dipendente che redige le schede e da la commessa a chi, in quel momento, sta in laboratorio.

    In laboratorio si alternano i 3 soci.

    La domanda, molto più banalmente, è la seguente: può l'unico socio amministratore decidere e imporre che il socio uscente sia relegato al lavoro di laboratorio e, pertanto, in attesa della sua uscita, non avere contatti con la clientela?

    Può l'amministratore impartire direttive organizzative in tal senso per evitare, lo ripeto, che il socio uscente nel contatto con i clienti tenti di distrarre la clientela visto che proseguirà, una volta uscito dalla società, a svolgere lo stesso lavoro come dipendente presso un'altra società concorrente?

    Le rispondo non perchè "pretendo" una consulenza gratuita da Lei ma perchè nel voler cercare un confronto costruttivo con chi poteva aver affrontato tematiche simili mi sono reso conto di non aver espresso correttamente il concetto o, magari, di non essere stato sufficientemente chiaro.

    Rinnovo i ringraziamenti per La sua gentile risposta.

    Saluti

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ramis2018 Visualizza Messaggio
    Gentile Dott. Larocca,

    prima di tutto La ringrazio per la gentile e preziosa collaborazione.

    Credevo, erroneamente, di aver ben chiarito la strategia o, meglio, l'obiettivo che intendevo perseguire con il regalamento interno e credevo di averlo fatto, dopo le premesse, nel passaggio in cui dicevo "Il motivo è quello di evitare che il socio uscente possa continuare a distrarre clientela".

    Difatti non mi riferivo ai rapporti di carattere amministrativo che il socio uscente potrebbe intrattenere con la clientela ma con il regolamento intendevo, molto più semplicemente, evitare che il Socio uscente andasse a prestare la propria opera all'esterno, rilegandolo di fatto alle sole attività interne.

    Mi spiego: lunedì mattina i Soci entrano in azienda. L'azienda opera prevelentemente (ma non solo) nel settore delle manutenzioni impianti termico/idraulici.

    Alcune attività vengono svolte presso la sede del cliente (a domicilio più semplicemente) mentre altre attività vengono svolte nel laboratorio aziendale perchè alcune cose da riparare possono essere portate presso la sede direttamente dal cliente.

    I lavori che vengono svolti presso la sede vengono presi in carico da un dipendente che redige le schede e da la commessa a chi, in quel momento, sta in laboratorio.

    In laboratorio si alternano i 3 soci.

    La domanda, molto più banalmente, è la seguente: può l'unico socio amministratore decidere e imporre che il socio uscente sia relegato al lavoro di laboratorio e, pertanto, in attesa della sua uscita, non avere contatti con la clientela?

    Può l'amministratore impartire direttive organizzative in tal senso per evitare, lo ripeto, che il socio uscente nel contatto con i clienti tenti di distrarre la clientela visto che proseguirà, una volta uscito dalla società, a svolgere lo stesso lavoro come dipendente presso un'altra società concorrente?

    Le rispondo non perchè "pretendo" una consulenza gratuita da Lei ma perchè nel voler cercare un confronto costruttivo con chi poteva aver affrontato tematiche simili mi sono reso conto di non aver espresso correttamente il concetto o, magari, di non essere stato sufficientemente chiaro.

    Rinnovo i ringraziamenti per La sua gentile risposta.

    Saluti
    L'amministratore può disporre tutto in rapporto alla gestione dell'impresa che rientra nelle prerogative stabilite dalla legge e dallo Statuto. E tutto significa che l'amministratore può dire chi esce e lavora in esterno, chi lavora sono all'interno dell'impresa. Non serve alcun regolamento interno.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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