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Discussione: f24 a saldo zero

  1. #1
    sancio pancio è offline Member
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    Predefinito f24 a saldo zero

    aiuto.....un cliente (persona fisica senza p.i) l'anno scorso non ha effettuato il pagamento di un f24 relativo all'irpef 4001 (saldo 2007) e 4034 (acconto 2008). il 16/06 gli ho presentato un f24 a saldo zero compensando quanto non pagato in precedente con irfef (4001/2008) risultante da unico 2009, calcolando anche il ravvedimento operoso x il ritardato pagamento.
    è giusto così...............

  2. #2
    alfredo da roma Guest

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    Citazione Originariamente Scritto da sancio pancio Visualizza Messaggio
    aiuto.....un cliente (persona fisica senza p.i) l'anno scorso non ha effettuato il pagamento di un f24 relativo all'irpef 4001 (saldo 2007) e 4034 (acconto 2008). il 16/06 gli ho presentato un f24 a saldo zero compensando quanto non pagato in precedente con irfef (4001/2008) risultante da unico 2009, calcolando anche il ravvedimento operoso x il ritardato pagamento.
    è giusto così...............
    La vedo difficile la compensazione di un debito 2008 con un credito 2009: il 2008 non c'era ancora il credito dell'anno successivo.

  3. #3
    Rob62 è offline Senior Member
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    certamente per i soggetti con P. IVA essendo il credito 2008 utilizzabile sin dal primo gennaio 2009 puoi regolarmente pagare anche debiti pregressi con il ravvedimento; credo che il principio sia valido anche per i soggetti senza P.IVA, però non ho esperienze in merito.

    Ciao
    Roberto

  4. #4
    alfredo da roma Guest

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    Citazione Originariamente Scritto da Rob62 Visualizza Messaggio
    certamente per i soggetti con P. IVA essendo il credito 2008 utilizzabile sin dal primo gennaio 2009 puoi regolarmente pagare anche debiti pregressi con il ravvedimento; credo che il principio sia valido anche per i soggetti senza P.IVA, però non ho esperienze in merito.

    Ciao
    Roberto
    Il momento dichiarativo corrisponde alla "liquidazione del tributo" e non al pagamento.
    Prima che sia stata presentata la dichiarazione non credo si possa utilizzare un credito non ancora determinato perché non liquidato.
    Di solito si confonde il pagamento con la liquidazione: solo nel momento della liquidazione si stabilisce se c'è o non c'è un debito (pagamento) oppure un credito (utilizzo compensativo).

  5. #5
    Rob62 è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da alfredo da roma Visualizza Messaggio
    Il momento dichiarativo corrisponde alla "liquidazione del tributo" e non al pagamento.
    Prima che sia stata presentata la dichiarazione non credo si possa utilizzare un credito non ancora determinato perché non liquidato.
    Di solito si confonde il pagamento con la liquidazione: solo nel momento della liquidazione si stabilisce se c'è o non c'è un debito (pagamento) oppure un credito (utilizzo compensativo).
    io ho sempre considerato il credito disponibile dal primo gennaio dell'anno successivo; ad esempio, essendo stato per alcuni anni sempre a credito di Irpef, provvedevo a compensare detto credito con l'IVA a debito dell'anno successivo sin dalla liquidazione di gennaio, anche se la dichiarazione IRPEF e relativa liquidazione si materializzavano mesi dopo. Certo bisogna essere sicuri dell'importo a credito, altrimenti si sbaglia compensazione con tutte le conseguenze del caso.

    Quanto meno - se ho sbagliato - il Cervellone elettronico dell'AdE dev'essere alquanto distratto perché non se ne è mai accorto .

    Ciao
    Roberto

  6. #6
    ergo3 è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Rob62 Visualizza Messaggio
    io ho sempre considerato il credito disponibile dal primo gennaio dell'anno successivo; ad esempio, essendo stato per alcuni anni sempre a credito di Irpef, provvedevo a compensare detto credito con l'IVA a debito dell'anno successivo sin dalla liquidazione di gennaio, anche se la dichiarazione IRPEF e relativa liquidazione si materializzavano mesi dopo. Certo bisogna essere sicuri dell'importo a credito, altrimenti si sbaglia compensazione con tutte le conseguenze del caso.

    Quanto meno - se ho sbagliato - il Cervellone elettronico dell'AdE dev'essere alquanto distratto perché non se ne è mai accorto .

    Ciao
    Roberto
    A decorrere dal 1° gennaio 2010, solo l'utilizzo in compensazione del credito annuale o periodico IVA per importi superiori a 10.000 euro, può essere effettuato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della relativa dichiarazione annuale o dell'apposita istanza da cui emerge il credito infrannuale.

    Per l'utilizzo in compensazione di crediti IVA di importo fino a 10.000 euro e di crediti relativi ad altre imposte e contributi (es. crediti IRPEF) resta valida la regola ordinaria secondo cui il diritto alla compensazione sorge dal giorno successivo a quello in cui si è chiuso il periodo in cui si è formato il credito.

    ART 17 DLGS 241/97

    CI si riferisce a tutti i contribuenti dal 1999.
    Ultima modifica di ergo3; 26-09-09 alle 10:01 AM

  7. #7
    alfredo da roma Guest

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    Copia/incolla da LEGGI D'ITALIA De Agostini (online quindi aggiornato)


    D.Lgs. 9-7-1997 n. 241
    Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni.
    Pubblicato nella Gazz. Uff. 28 luglio 1997, n. 174.
    Capo III

    Disposizioni in materia di riscossione (32)

    Sezione I

    Versamento unitario e compensazione

    (giurisprudenza di legittimità)

    17. Oggetto.

    1. I contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. La compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all'anno dell'imposta sul valore aggiunto, per importi superiori a 10.000 euro annui, può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il credito emerge (33).

    2. Il versamento unitario e la compensazione riguardano i crediti e i debiti relativi:

    a) alle imposte sui redditi, alle relative addizionali e alle ritenute alla fonte riscosse mediante versamento diretto ai sensi dell'articolo 3 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 ; per le ritenute di cui al secondo comma del citato articolo 3 resta ferma la facoltà di eseguire il versamento presso la competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato; in tal caso non è ammessa la compensazione (34);


    b) all'imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi degli articoli 27 e 33 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 , e quella dovuta dai soggetti di cui all'articolo 74;


    c) alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto;


    d) all'imposta prevista dall'art. 3, comma 143, lettera a), della L. 23 dicembre 1996, n. 662 ;


    d-bis) [all'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche] (35);


    e) ai contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative;


    f) ai contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 ;


    g) ai premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dovuti ai sensi del testo unico approvato con D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 ;


    h) agli interessi previsti in caso di pagamento rateale ai sensi dell'articolo 20;


    h-bis) al saldo per il 1997 dell'imposta sul patrimonio netto delle imprese, istituita con D.L. 30 settembre 1992, n. 394, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 novembre 1992, n. 461, e del contributo al Servizio sanitario nazionale di cui all'art. 31 della L. 28 febbraio 1986, n. 41, come da ultimo modificato dall'art. 4 del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 marzo 1995, n. 85 (36);


    h-ter) alle altre entrate individuate con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e con i Ministri competenti per settore (37);


    h-quater) al credito d'imposta spettante agli esercenti sale cinematografiche (38) (39).

    2-bis. [Non sono ammessi alla compensazione di cui al comma 2 i crediti ed i debiti relativi all'imposta sul valore aggiunto da parte delle società e degli enti che si avvalgono della procedura di compensazione della predetta imposta a norma dell'ultimo comma dell'articolo 73 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633] (40) (41).


    --------------------------------------------------------------------------------

    (32) Per i versamenti mediante delega al concessionario vedi, anche, l'art. 1, D.Lgs. 22 febbraio 1999, n. 37.

    (33) Comma così modificato prima dall'art. 2, D.Lgs. 19 novembre 1998, n. 422 (Gazz. Uff. 9 dicembre 1998, n. 287) e poi dalla lettera a) del comma 1 dell'art. 10, D.L. 1° luglio 2009, n. 78. Le modificazioni precedentemente apportate al comma 1 dell'art. 17 e al comma 1 dell'art. 18 hanno decorrenza dal 1° gennaio 1999, per effetto del disposto del comma 2 dello stesso art. 2. In deroga al presente comma vedi l'art. 2, comma 10, L. 23 dicembre 2000, n. 388. Per il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili ai sensi del presente articolo vedi l'art. 34, comma 1, della suddetta L. n. 388/2000.

    (34) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360 e poi dall'art. 2, D.Lgs. 19 novembre 1998, n. 422 (Gazz. Uff. 9 dicembre 1998, n. 287).

    (35) Lettera aggiunta dall'art. 50, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 e poi soppressa dall'art. 1, D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360

    (36) Lettera aggiunta dall'art. 2, D.Lgs. 23 marzo 1998, n. 56, con la decorrenza indicata nell'art. 7 dello stesso decreto.

    (37) Lettera aggiunta dall'art. 1, D.Lgs. 24 marzo 1999, n. 81 (Gazz. Uff. 1° aprile 1999, n. 76), entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione e poi così sostituita dall'art. 83, L. 21 novembre 2000, n. 342. Con D.M. 2 ottobre 2000 (Gazz. Uff. 18 ottobre 2000, n. 244) è stata disposta l'estensione alle tasse automobilistiche liquidate per gli anni 1997 e 1998 del sistema dei versamenti unitari con compensazione. Con D.M. 18 luglio 2003 (Gazz. Uff. 26 luglio 2003, n. 172) è stata disposta l'estensione alla riscossione delle entrate di competenza dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato del sistema dei versamenti unitari e delle compensazioni. Vedi, anche, il D.M. 9 gennaio 2004, per le società cooperative, e il D.M. 18 luglio 2005, per l'INPGI.

    (38) Lettera aggiunta dall'art. 20, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 60, come modificato dall'art. 2, D.Lgs. 2 dicembre 1999, n. 464, con la decorrenza in essi indicata. Vedi, anche, l'art. 8, D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542.

    (39) Vedi, anche, il comma 49 dell'art. 37, D.L. 4 luglio 2006, n. 223.

    (40) Comma aggiunto dall'art. 2, D.Lgs. 23 marzo 1998, n. 56, con la decorrenza indicata nell'art. 7 dello stesso decreto e successivamente soppresso dall'art. 11, D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542. Per l'ulteriore modifica del presente articolo, a decorrere dal 1° gennaio 2000, vedi l'art. 20, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 60.

    (41) Per l'interpretazione autentica del presente articolo vedi il comma 16 dell'art. 2, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, come sostituito dalla relativa legge di conversione. Vedi, anche, l'art. 2, D.L. 12 novembre 2002, n. 253, il comma 10-bis dell'art. 2, D.L. 30 settembre 2005, n. 203, aggiunto dalla relativa legge di conversione, e il comma 17 dell'art. 2, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, come sostituito dalla relativa legge di conversione. Per la sospensione dell'effettuazione della compensazione di cui al presente articolo vedi il comma 5 dell'art. 62, L. 27 dicembre 2002, n. 289. Per la proroga dei termini per l'effettuazione dei versamenti per l'anno 2003, vedi l'art. 1, D.P.C.M. 17 luglio 2003; per l'anno 2004, l'art. 1, D.P.C.M. 14 luglio 2004; per l'anno 2005, l'art. 1, D.P.C.M. 26 luglio 2005; per l'anno 2006, l'art. 1, D.P.C.M. 28 luglio 2006; per l'anno 2007, l'art. 1, D.P.C.M. 6 luglio 2007; per l'anno 2008, l'art. 1, D.P.C.M. 29 luglio 2008; per l'anno 2009, l'art. 1, D.P.C.M. 24 luglio 2009. Vedi, anche, il comma 30 dell'art. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296.

  8. #8
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Salve,

    la compensazione tra un debito dello scorso anno e un credito compensabile (diveniente anch'esso dallo scorso anno) non credo abbia controindicazioni, se si considera che il ravvedimento operoso riguarda si un tributo già liquidato, che tuttavia solo oggi viene regolarizzato (n.d.r. saldato). E oggi quel credito esiste, al pari di qualunque somma di denaro che prendo dalla cassa.

    Ad esempio se non avessi versato le ritenute del mese di novembre 2008 per 100 Euro la cui scadenza di pagamento era 16/12/2008 e avessi deciso di effettuare la regolarizzazione il 16/01/2009 utilizzando il credito I.V.A. esistente al 31/12/2008 di 100 Euro, non credo potessero sussistere dubbi sulla legittimità dell'operato del contribuente.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 26-09-09 alle 02:28 PM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  9. #9
    alfredo da roma Guest

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    a lume di naso: esiste un principio giuridico nel ns ordinamento che vale per ogni debito/credito ed è il solve et repete.
    Questo principio trova riscontro soprattutto in diritto tributario per cui se devo ricevere un rimborso dall'Erario non posso trattenere altre somme che devo allo stesso in compensazione.
    Il diritto alla compensazione dei tributi mitiga parzialmente questo principio ma secondo regole ben definite che sono scritte: tale principio è ben consolidato da 10 anni.

    Purtroppo le nostre opinioni più o meno valide e/o accettabili più o meno condivisibili non fanno il diritto né la legge ma rimangono un "SECONDO ME".
    Ultima modifica di alfredo da roma; 26-09-09 alle 02:56 PM

  10. #10
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Mi scusi: il SOLVE ET REPETE c'è stato perchè l'IVA di cui ho chiesto il rimborso (compensazione) con le ritenute è risultata nel 2008 versata in eccesso, rispetto al debito risultante dalla dichiarazione annuale ?

    Saluti
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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