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Discussione: quando la matematica è un'opinione (per l'AdE)

  1. #1
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Predefinito quando la matematica è un'opinione (per l'AdE)

    Capita spesso che in sede di F24 di Unico, un contribuente si trovi dei crediti di imposta compensabili parzialmente con debiti, e che tali F24 vengano presentati usufruendo del differimento con lo 0,40%.
    In tali casi, l’Agenzia delle Entrate invia degli avvisi di irregolarità, contestando l’applicazione dello 0,40% solo sul residuo non compensato, e chiedendo dunque al contribuente che tale maggiorazione sia applicata su tutto l’intero debito al lordo della compensazione.

    Inutile dire che tale pretesa è errata, e non soltanto per elementari motivi di calcolo commerciale, quanto perchè la stessa AdE, nella circolare n.144/E/1998, più precisamente al punto 5.5 ha affermato:

    5.5. Compensazione e maggiorazione dello 0,50% dovuta per il differimento del termine di versamento.

    D. Su quale importo va calcolato lo 0,50% in caso di compensazione tra debiti e crediti risultanti dalla dichiarazione ?

    R. Il soggetto titolare di partita IVA che usufruisce della facoltà di versare le imposte risultanti da dichiarazione fra il 16 giugno e il 15 luglio ed effettua la compensazione fra debiti e crediti d'imposta di pari importo, non e' tenuto a corrispondere la maggiorazione dello 0,50%. Nel caso in cui l'importo delle somme a debito sia superiore a quello delle somme a credito, la predetta maggiorazione si applica alla differenza fra il primo e il secondo di tali importi.


    ciao
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  2. #2
    pierpaolo4178 è offline Junior Member
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    Predefinito

    Confermo problemi analoghi nella mia zona.
    Benchè noiosa la questione si risolve, spesso con la necessità di attendere i dati dell'anno successivo qualora vi siano acconti, onde riscontrare quanto acconto è stato defalcato (ovviamente al netto della maggiorazione)
    il problema ha una giustificazione tecnica in quanto non è previsto un codice tributo dedicato alla maggiorazione dello 0,4, e diventa impossibile a volte identificarlo quando esso è calcolato parzialmente (ossia sul residuo fra debiti e crediti). Vi è solo da augurarsi che provvedano a distinguere il versato con specifici codici tributo

  3. #3
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    io ho un ricorso pendente da 3 anni ormai presso la CTP di Matera sul tema delle compensazioni parziali, dove sostengo, in virtù della C.M. 144/E/98 e di una caterva di articoli di dottrina (compreso il CT) che calcolare lo 0,4 % sull'imposta a debito al lordo della compensazione è un discorso che confligge in primis con le stesse istruzioni ministeriali citate; in secundis è insensato perchè conduce ad un paradosso rappresentabile con questo semplice esempio numerico:

    se il sig. Rossi deve con UNICO 2010 un importo di IVA a saldo per 50.000 Euro e contemporaneamente è creditore per IRPEF di Euro 49.900 secondo le istruzioni della 144/98 dovrebbe applicare questa formula:

    (50.000 - 49.900) x 1,004 = 100,40 arrotondato a 100 Euro ==> Importo da versare per IVA a saldo 2009.

    Secondo il calcolo che alcuni Uffici pretendono invece, la formula dovrebbe essere così strutturata:

    (50.000 x 1,004) - 49.900 = 300,00 contro 100 del calcolo giusto con un incremento del debito fiscale a saldo di 200,00 Euro.

    I paradossi del secondo modello di calcolo sono:

    a) si pretende di considerare l'obbligo di pagare di debito fiscale diversamente dal diritto di ricevere il rimborso del credito. Eppure, la presenza coeva di entrambi determina, a richiesta, la compensazione reciproca delle posizioni; altrimenti non si capisce a cosa serve il servizio centralizzato di riscossione alimentato telematicamente dagli invii dei modelli di pagamento F24;

    b) si pretende di instaurare una precedenza dei debiti fiscali sui crediti verso l'Erario ( fatto che comporta l'attualizzazione del debito con relativa maggiorazione in caso di pagamento ritardato del tributo) per poi attuare la compensazione solo dopo aver attualizzato il debito, sebbene nè la normativa, nè le istruzioni ministeriali stabiliscono questa precedenza e allora ?

    E allora vengono fuori queste interpretazioni di alcuni uffici da finanza creativa.

    Saluti
    Ultima modifica di Enrico Larocca; 19-11-10 alle 12:30 PM
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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