Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Fallimento socia accomandataria

  1. #1
    sifabbroni è offline Member
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    Predefinito Fallimento socia accomandataria

    Buonasera,
    ho questo caso:
    fallimento di una società in accomandita semplice con estensione del fallimento al socio accomandatario.
    Tramite visure camerali tale socio risulta essere amministratore unico di due Srl e e in una addirittura socio al 100% mentre nell'altra srl socio al 80%.

    Per quanto riguarda il discorso amministratore ho fatto presente il tutto alla CCIAA la quale provvederà ad effettuare un'annotazione dove tale amministratore risulterà persona fallita. Io cosa devo fare?

    Per quanto riguarda invece il discorso delle quote che lei possiede in queste società come mi posso muovere?

    Grazie

  2. #2
    Il Gabbiano è offline Senior Member
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    ma tu agisci come creditore o come curatore?

  3. #3
    alfredo da roma Guest

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    Citazione Originariamente Scritto da sifabbroni Visualizza Messaggio
    Buonasera,
    ho questo caso:
    fallimento di una società in accomandita semplice con estensione del fallimento al socio accomandatario.
    Tramite visure camerali tale socio risulta essere amministratore unico di due Srl e e in una addirittura socio al 100% mentre nell'altra srl socio al 80%.

    Per quanto riguarda il discorso amministratore ho fatto presente il tutto alla CCIAA la quale provvederà ad effettuare un'annotazione dove tale amministratore risulterà persona fallita. Io cosa devo fare?

    Per quanto riguarda invece il discorso delle quote che lei possiede in queste società come mi posso muovere?

    Grazie
    Come amministratore di società perde ex lege la capacità, quindi deve immediatamente convocarsi un'assemblea che nomini un nuovo (ricordo che non esiste la vacatio in questi casi, quindi la cosa è urgentissima ed a lume di naso credo che il curatore che diventa una specie di tutore per il fallito deve chiedere istruzioni al GD che certamete suggerirà il temporaneo affidamento della gestione ordinaria al curatore invitandolo a convocare l'assemblea))
    in merito alle partecipazioni che sono in capo al fallito (perché ricordiamo che l'accomandatario fallisce come persona fisica e tutti i suoi beni sono di compendio del fallimento) il curatore ha il diritto di sostituirsi e di metterle in vendita.
    Ultima modifica di alfredo da roma; 23-10-09 alle 09:40 AM

  4. #4
    L'italiano è offline Senior Member
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    Buon giorno a tutti. Questo è il mio primo intervento.

    Ho avuto un caso analogo, con coinvolte però solo società di persone, ma penso che quanto segue potrebbe funzionare anche in caso di Srl: i soci accomandatari del DECOTTA SAS, dichiarata fallita erano pure soci accomandatari della SEMISANA SAS, rapprensentando in essa il 95% del capitale sociale. Il rimanente 5% di quest'ultima era in mano ad un altro accomandatario (non socio della prima e pertanto non fallito) nonchè ad un accomandante.
    Il curatore fallimentare della DECOTTA SAS, nella sua veste di curatore delle persone dei soci falliti sottoscrittori pure in SEMISANA, previa autorizzazione del Giudice Delegato ha presentato un'istanza al Presidente del Tribunale chiedendone la messa in liquidazione volontaria argomentando che la società SEMISANA non era più in grado di conseguire l'oggetto sociale, poichè il 95% del capitale era sottoscritto dai falliti.
    Il Presidente del Tribunale ha accolto l'istanza.

    Ovviamente è necessario valutare se il gioco vale la candela, giacchè la massa attiva del fallimento di DECOTTA e dei soci illimitatamente responsabili ne trarrà beneficio solo se SEMISANA ha patrimonio altrimenti sarebbe una vittoria di Pirro.

  5. #5
    alfredo da roma Guest

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    Citazione Originariamente Scritto da L'italiano Visualizza Messaggio
    ..................Il curatore fallimentare della DECOTTA SAS, nella sua veste di curatore delle persone dei soci falliti sottoscrittori pure in SEMISANA, previa autorizzazione del Giudice Delegato ha presentato un'istanza al Presidente del Tribunale chiedendone la messa in liquidazione volontaria argomentando che la società SEMISANA non era più in grado di conseguire l'oggetto sociale, poichè il 95% del capitale era sottoscritto dai falliti.
    Il Presidente del Tribunale ha accolto l'istanza.
    ............................
    Se io fossi il fallito mi rivolgerei al tribunale per i danni causati dal fallimento in relazione alla richiesta di messa in liquidazione volontaria di SEMISANA che poteva essere collocata sul mercato ad un prezzo più favorevole rispetto allo svilimento del suo valore ricavato con la liquidazione volontari.
    Per fortuna i giudici delegati sono molto attenti e mai si porrebbero in queste condizioni: d'altronde lo scopo del fallimento è la soddisfazione dei creditori e perciò se ne persegue la massimizzazione.

    Rispetto al caso di studio summenzionato non c'era neppure bisogno di presnetare alcuna istanza in quanto il fallimento del socio accomandatario comporta il fallimento in proprio dello stesso e quindi si ha l'estensione del fallimento anche nelle altre società in cui lo stesso socio è anche lì accomandatario.

  6. #6
    L'italiano è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da alfredo da roma Visualizza Messaggio
    Se io fossi il fallito mi rivolgerei al tribunale per i danni causati dal fallimento in relazione alla richiesta di messa in liquidazione volontaria di SEMISANA che poteva essere collocata sul mercato ad un prezzo più favorevole rispetto allo svilimento del suo valore ricavato con la liquidazione volontari
    ....
    Nel caso specifico il curatore dei soci accomandatari di DECOTTA ci aveva provato, prima, ai collocare sul mercato le loro quote di partecipazione in SEMISANA (la quale possedeva solo il capannone e solo qualche decina di milgiaia di euro in attrezzature = avviamento pari a zero).


    Citazione Originariamente Scritto da alfredo da roma Visualizza Messaggio
    ...
    Rispetto al caso di studio summenzionato non c'era neppure bisogno di presnetare alcuna istanza in quanto il fallimento del socio accomandatario comporta il fallimento in proprio dello stesso e quindi si ha l'estensione del fallimento anche nelle altre società in cui lo stesso socio è anche lì accomandatario.
    Vero che i soci di DECOTTA sono falliti in proprio, ma ciò non provoca automaticamente il fallimento di SEMISANA (la quale infatti non è fallita).
    L'autorizzazione del G.D. serve, eccome: artt. 25 n. 6 e 31 L.F.


    Il caso da me citato è reale. Poi non pretendo costituisca spunto per un manuale di diritto fallimentare.

  7. #7
    alfredo da roma Guest

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    Citazione Originariamente Scritto da L'italiano Visualizza Messaggio
    Nel caso specifico il curatore dei soci accomandatari di DECOTTA ci aveva provato, prima, ai collocare sul mercato le loro quote di partecipazione in SEMISANA (la quale possedeva solo il capannone e solo qualche decina di milgiaia di euro in attrezzature = avviamento pari a zero).
    da come era stato narrato il fatto ciò non era evidente ma neppure traspariva il che può indurre in errore il lettore
    ..... e comunque anche per la vendita al prezzo di mercato ci dev'essere l'autorizzazione del GD e solo dopo aver esperito diversi tentativi il GD autorizza la liquidazione ....


    Citazione Originariamente Scritto da L'italiano Visualizza Messaggio
    Vero che i soci di DECOTTA sono falliti in proprio, ma ciò non provoca automaticamente il fallimento di SEMISANA (la quale infatti non è fallita).
    L'autorizzazione del G.D. serve, eccome: artt. 25 n. 6 e 31 L.F.
    Gli articoli citati non sono quelli giusti,
    infatti devesi consultare gli artt. 147 e 149 L.F. per ciò che riguarda il falimento del socio a responsabilità illimitata, mentre gli artt. citati 25 e 31 L.F. si riferiscono meramente ai poteri del GD e del Curatore (rispettivamente)
    Altra storia è la richiesta del curatore al GD per l'estensione del fallimento verso altre SAS in cui gli stessi accomandatari della fallita sono altresì accomandatari (è chiaro che il fallmento si decreta con sentenza)


    Il questito iniziale era però diverso

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