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Discussione: Comunicazione licenziamento in ritardo

  1. #1
    NINO5 è offline Junior Member
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    Predefinito Comunicazione licenziamento in ritardo

    Il call center nel 05/2008 invia comunicazione di inizio rapporto di un contratto per collaborazione a progetto con termine 31/12/2010 regolarmente firmato.
    Il rapporto risulta essere svolto per un solo giorno , anche se la collaboratrice sostiene che non ha mai svolto alcun lavoro, e poi è rimasto in stanby. Per tale giorno non risulta alcuna riscossione di corrispettivo.
    Nel mese 08/2010 la collaboratrice, essendosi accorta della persistente iscrizione al Centro per l'impiego, ha ,minacciosamente ,chiesto all'azieda la comunicazione del recesso a far data dal 2008 e questo perchè lei riteneva che non vi era stato alcun rapporto che potesse permettere tale comunicazione,
    L'azienda come prima risposta ha provveduto a comunicare, con data del giorno (08/2010) della richiesta , tale risoluzione.
    Ora la collaboratrice ha preteso, a mezzo conciliazione presso l'ufficio del lavoro, che fosse modificata tale data e questo per sue considerazioni per il riconoscimento dell'anzianità di iscrizione all'ufficio di collocamento.
    L'azienda , agli effetti conciliativi, ha concesso di modificare la comuncazione del recesso retrodatandola nell'anno 2008.
    Come fare per moficare tale comunicazione e quali conseguenze potrei andare incontro?
    Grazie per chi intende darmi una risposta.

  2. #2
    f.p
    f.p è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da NINO5 Visualizza Messaggio
    Come fare per moficare tale comunicazione e quali conseguenze potrei andare incontro?
    ciao.
    in base a quello che hai scritto, il rapporto non si è mai formalmente instaurato!
    sicchè - a buona ragione - il "non dipendente" ha diritto di ottenere l'annullamento di quella comunicazione di avviamento (appunto perchè ciò le determina una perdita in termini di anzianità di disoccupazione).
    La comunicazione và del tutto annullata (sul portale della provincia è indicato il procedimento da seguire), motivandola, evidentemente, come mero errore di digitazione: non dovrebbero esserci sanzioni, trattandosi di rapporto mai costituito e di errore nell'invio della comunicazione.
    "Alcune persone sognano cose importanti, altre stanno sveglie e le fanno".

  3. #3
    NINO5 è offline Junior Member
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    trattandosi di co.co.pro in azienda, dove passano molte collaboratrici anche se per pochi giorni, è difficile stabilire se il giorno di assunzione vi sia stata una presenza e comunque per questo giorno è stata emessa la busta paga, per solo € 10 (come corrispettivo orario ), tra l'altro l'assegno non è stato mai riscosso, con regolare comunicazione dei dati per l'e-mens, precisando che l'emissione della busta paga poterbbe essere stata emessa per automatismo di sistema.
    Nel dubbio, per adesso, rettifico la comunicazione retrodatando la data al 2008 e poi eventualmente vi sia una richiesta specifica si potrebbe pensare all'annullamento dell'assunzione, annullando anche l'e-mens inviato nel 2008.
    Che ne pensi ? ci potrebbero essere, seconto te, riflessi risarcitori, da parte della lavoratrice , anche se tutto questo verrebbe fatto in conciliazione ?
    Ti ringranzio per il contributo a questa discussione.

  4. #4
    f.p
    f.p è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da NINO5 Visualizza Messaggio
    Nel dubbio, per adesso, rettifico la comunicazione retrodatando la data al 2008 e poi eventualmente vi sia una richiesta specifica si potrebbe pensare all'annullamento dell'assunzione, annullando anche l'e-mens inviato nel 2008.
    Che ne pensi ? ci potrebbero essere, seconto te, riflessi risarcitori, da parte della lavoratrice , anche se tutto questo verrebbe fatto in conciliazione?
    Più che altro, si tratta di un "pasticcio" formale, che potrebbe dar luogo a sanzioni per il ritardo/omessa comunicazione della cessazione del rapporto, ma ritengo assai improbabile una richiesta risarcitoria da parte della lavoratrice: se è vero, infatti, che la signora ha diritto a conservare la sua "anzianità" di disoccupazione è altrettanto vero che i benefici (in termini di assunzioni agevolate) che ne discendono, sono collegate anche al reddito percepito! se parliamo di una busta di 10 euro [per inciso, non rileva affatto ceh lei non l'abbia ritirato] è evidente che il limite "reddituale" (per eventuali sue future assunzioni agevolate) è decisamente salvo!!
    un risarcimento - pur se in sede conciliativa - sarebbe forse pretestuosa!!
    ciao
    "Alcune persone sognano cose importanti, altre stanno sveglie e le fanno".

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