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Discussione: Bilancio periodo prefallimentare art.183 TUIR

  1. #1
    La matta è offline Senior Member
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    Predefinito Bilancio periodo prefallimentare art.183 TUIR

    Il bilancio di cui al titolo va redatto dal Curatore per poter predisporre la dichiarazione dei redditi della società (di persone) fallita per il periodo 1/1 - data fallimento.
    Deve essere redatto a valore fiscalmente riconosciuto, per esempio estrapolando dal libro cespiti gli immobilizzi presenti, ma non considerando i beni non rinvenuti, ed aggiungendo quelli rinvenuti che non fossero ivi registrati.
    Tutto bene. Ma se una società ha nei cespiti un valore residuo di avviamento che va a superare addirittura il passivo, come si redige questo bilancio? In realtà l'attività alla data del fallimento era chiusa da quasi 2 anni, e l'avviamento di sicuro non c'era più. Devo svalutarlo in bilancio, e rilevare una perdita, anche fiscalmente indeducibile, se del caso? Help!
    Sayonara aoki hibi yo!
    Sarò pure un Senior Member, ma seppur con tanti anni di anzianità, sono solo un'impiegata: quello che dico è da prendersi con le molle e ben più di un grano di sale. Sempre!

  2. #2
    L'italiano è offline Senior Member
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    Interessante.
    Di primo acchito stavo per dirti di non formalizzarti troppo di svalutare l'avviamento, nel senso di limitarti ad ammortizzarlo fiscalmente punto e basta.
    Ma, riflettendo, mi rendo conto che il bilancio che vai a formare potrà/dovrà venir utilizzato dal curatore per relazionare al P.M. in occasione della relazione ex art. 33, 1° c., L.F.
    Mi domando retoricamente: quando l'amministratore avrebbe dovuto darsi atto che l'azienda non c'era più e che l'avviamento era perso?
    Nello stesso anno in cui è stato dichiarato il fallimento?
    O prima? (e in questo caso bisognerebbe considerare che ha occultato delle passività).

    Concludo: ai fini fiscali io mi limiterei ad ammortizzare la quota dell'anno ante fallimento.
    Ai fini civilistici (e penali) bisogna approfondire.

  3. #3
    La matta è offline Senior Member
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    Innanzitutto grazie per la risposta: ormai non speravo più che qualcuno si buttasse in mio aiuto.
    Sinceramente non ho molto presente tutti i vari prospetti/bilanci/relazioni che il Curatore deve redigere: fortunatamente la mia conoscenza, per quanto parziale, si limita al solo settore fiscale. Non so se questo particolare bilancio previsto dal 183 TUIR rientri poi nelle relazioni, so che deve essere predisposto al solo fine di arrivare ad un patrimonio netto "fiscale" che diventerà base per la dichiarazione del reddito del periodo ante fallimento e pietra di paragone per la dichiarazione del maxiperiodo, a fine procedura.
    In realtà, questo bilancio specifico, secondo un documento dell'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti, va redatto secondo l'art. 2423 CC, e ne deve risultare il valore fiscalmente riconosciuto per i beni ammortizzabili, ma i beni ammortizzabili "rinvenuti". L'avviamento non è rinvenibile, ma che alla data del fallimento sia inesistente è ormai palese.
    E' vero che nel 2010 non è stato azzerato e nel 2011 la contabilità non è stata tenuta... Inoltre, si trattava di contabilità semplificata, quindi devo creare una situazione patrimoniale praticamente dallo stato passivo e poco altro, perchè beni materiali non ne sono stati rinvenuti. Sarebbe assurdo andare a predisporre un bilancio con un rilevante patrimonio netto positivo quando la società non ha assolutamente alcuna attività a parte un piccolo credito iva, da qui la mia preoccupazione.
    Ma io direi che, a prescindere da responsabilità o meno degli amministratori e da problematiche penali, se a data fallimento si rileva l'inesistenza di una componente patrimoniale attiva, non si potrà far altro che eliminarla, ricorrendo ad una sopravvenienza passiva, probabilmente indeducibile, ma che ci consente di non far risultare un'attività che ormai non c'è più.
    Sayonara aoki hibi yo!
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