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Discussione: Nuova aliquota IVA - nota credito bonus fine anno

  1. #1
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    Predefinito Nuova aliquota IVA - nota credito bonus fine anno

    Salve,
    nel caso di emissione di n.c. per raggiungimento fatturato a fine anno, occorrerà suddividere, ai fini iva, la quota riferita al fatturato fino al 16/09 (applicando l'aliquota del 20%) e quella riferita al fatturato dal 17/09 in poi (aliquota 21%)?

    Grazie
    "...sentite ragazzi.. la legge è legge e per quanto possa sembrare strano va rispettata!!"...(Bud Spencer in "Lo chiamavano Trinità")

  2. #2
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    Salve,
    nel caso di emissione di n.c. per raggiungimento fatturato a fine anno, occorrerà suddividere, ai fini iva, la quota riferita al fatturato fino al 16/09 (applicando l'aliquota del 20%) e quella riferita al fatturato dal 17/09 in poi (aliquota 21%)?

    Grazie
    Per forza, dottore La nota di credito ha la funzione di "correggere" le precedenti fatture, quindi occorre usare la stessa aliquota delle fatture "errate".
    Non discutere con un idiota; ti porta al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. SANTE PAROLE !

  3. #3
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    Per forza, dottore La nota di credito ha la funzione di "correggere" le precedenti fatture, quindi occorre usare la stessa aliquota delle fatture "errate".
    anche se trattasi di bonus per raggiungimento di un certo fatturato e quindi non errate?
    praticamente, le fatture sino al 16/09 vengono scontate applicando l'aliquota del 20. quelle dal 17/09 e fino al raggiungimento del fatturato previsto, al 21. è così secondo te?
    ciao dottò
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  4. #4
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    Ma il "bonus" non è visto come "premio"........e quindi senza porsi il problema dell'IVA?
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  5. #5
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    Ma il "bonus" non è visto come "premio"........e quindi senza porsi il problema dell'IVA?
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    anche se trattasi di bonus per raggiungimento di un certo fatturato e quindi non errate?
    praticamente, le fatture sino al 16/09 vengono scontate applicando l'aliquota del 20. quelle dal 17/09 e fino al raggiungimento del fatturato previsto, al 21. è così secondo te?
    ciao dottò
    Quoto Contabile, e rilancio. Ma questo bonus può essere concesso tramite nota di credito? O per caso ne è vietato lo scomputo dell'iva ?

    Se fosse legittimo, occorrerebbe vedere bil contratto.

    (PS: mi pareva strano che facevi una domanda facile..... )
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da danilo sciuto Visualizza Messaggio
    Quoto Contabile, e rilancio. Ma questo bonus può essere concesso tramite nota di credito? O per caso ne è vietato lo scomputo dell'iva ?

    Se fosse legittimo, occorrerebbe vedere bil contratto.

    (PS: mi pareva strano che facevi una domanda facile..... )
    In effetti il mio dubbio era anche su questo fatto. Leggendo un articolo di qualche tempo fa del commercialista telematico, l'interpretazione dello sconto commerciale contrattualmente previsto (e non sopravvenuto) e condizionato al raggiungimento di un fatturato, è stato frutto di diverse e contrastanti interpretazioni giurisprudenziali. La prassi (Ris. N. 120/E del 2004) e la sentenza (Corte di Cassazione con la sentenza dell’11 aprile 1996, n. 3428), definendo quali sconti assoggettati alla disciplina dell'art.26 (e quindi rilevanti ai fini IVA) quelli quantitativi, supportano la tesi di imponibilità e rettifica dell'imponibile e dell'iva. La sentenza 5 marzo 2007, n. 5006 Cassazione, deinisce i premi di fine anno come liberalità in denaro FCI art. 2 co.3.

    Nel caso di specie esiste un accordo commerciale originario in cui si riconosce una riduzione del prezzo delle forniture a condizione che vi sia un certo volume di consegne nell'anno.

    La sentenza del 2007, dice: “Lo sconto è una componente che incide direttamente sul prezzo della merce compravenduta .... riducendone l’ammontare dovuto per le singole operazioni compiute. Il premio di fine anno è un contributo autonomo riconosciuto indistintamente a fine esercizio al cliente al raggiungimento di un determinato fatturato o comunque per incentivarlo a futuri acquisti”.

    La risoluzione del 2004: si possono distinguersi due tipi di bonus:
    1) bonus di tipo quantitativo: è quello corrisposto a seguito dell’incremento del numero delle vendite, per cui si traduce in una riduzione dei prezzi originariamente praticati dalla società all’atto della cessione dei prodotti ai clienti.

    2) bonus di tipo qualitativo: è quello erogato quale corrispettivo per lo svolgimento di obbligazioni che hanno origine nel medesimo accordo contrattuale con cui è stata accordata.la cessione o la prestazione.
    Nel primo caso, l’Agenzia delle Entrate riconosce la possibilità di emettere “note di accredito” ex art. 26, comma 2, D.P.R. n. 633/72, in quanto trattasi di remunerazioni equiparabili a “sconti o abbuoni”.

    La sentenza dell’11 aprile 1996, n. 3428, dichiarava l’applicabilità dell’art. 26, comma 2, D.P.R. n. 633/72 anche nell’ipotesi in cui lo sconto fosse praticato al raggiungimento di un certo volume di affari, sia dalla stessa prassi
    amministrativa richiamata (Ris. N. 120/E del 2004), la quale correttamente osservava come i bonus quantitativi, subordinati al raggiungimento di un predeterminato volume di vendite, “si traducono in una corrispondente riduzione dei prezzi originariamente praticati dalla società all’atto di cessione dei prodotti al concessionario. Tali bonus, pertanto, sono da assoggettare
    al medesimo trattamento riservato agli “abbuoni o sconti previsti contrattualmente (…)”.Il criterio distintivo tra l’una e l’altra categoria deve essere, pertanto, ricercata altrove.

    Come sostiene il commentatore del CT, "In altre parole, occorrerà verificare se il ristorno è collegato alle cessioni o prestazioni effettuate durante l’anno (ed in questo caso, il bonus costituirebbe “sconto”) ovvero, al
    contrario, se il bonus è un’autonoma liberalità del fornitore divincolata dalle operazioni commerciali intrattenute con la società fruitrice."
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  7. #7
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    Come sostiene il commentatore del CT, "In altre parole, occorrerà verificare se il ristorno è collegato alle cessioni o prestazioni effettuate durante l’anno (ed in questo caso, il bonus costituirebbe “sconto”) ovvero, al contrario, se il bonus è un’autonoma liberalità del fornitore divincolata dalle operazioni commerciali intrattenute con la società fruitrice."
    Voto la seconda perchè ritengo che il ristorno non sia collegato alla cessione e/o prestazione.
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  8. #8
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    Voto la seconda perchè ritengo che il ristorno non sia collegato alla cessione e/o prestazione.
    io il legame lo vedo in quanto, in sede contrattuale, ho previsto che, al raggiungimento di un certo volume di produzione venduta, applico uno sconto. Non ho, a fine esercizio, erogato una somma di denaro quale liberalità divincolata dal rapporto commerciale. Tale scelta è commercialmente diffusa in quanto, nella produzione vi sono costi (sviluppo modellistica ecc.) che vengono così recuperati ad un certo livello di produzione. La connessione io la vedo.

    In ogni caso, facendo tesoro della tua interpretazione, nel caso in cui avessi emesso nota di variazione iva pur essendo operazione art.2, cosa succederebbe?
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  9. #9
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    ....cosa succederebbe?
    A mio avviso nulla.
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  10. #10
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    In ogni caso, facendo tesoro della tua interpretazione, nel caso in cui avessi emesso nota di variazione iva pur essendo operazione art.2, cosa succederebbe?
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    A mio avviso nulla.
    Io penso invece che il fisco potrebbe non riconoscere l'iva.
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