Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Scuola guida e prestazione gratutita

  1. #1
    ZLATAN72 è offline Senior Member
    Data Registrazione
    Apr 2009
    Località
    LECCE
    Messaggi
    425

    Predefinito Scuola guida e prestazione gratutita

    Ho una cliente che mi chiede come gestire a livello di fatturazione , nel caso volesse eseguire una prestazione (corso teorico e pratico di guida) gratuita a beneficio di un parente e/o amico ?
    Il mio dubbio riguarda sia l'aspetto dei ricavi e sia l'aspetto Iva!
    Qualcuno ha darmi un suggerimento su come trattare questa situazione

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
    Data Registrazione
    Sep 2006
    Località
    Matera, Italy
    Messaggi
    8,906

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ZLATAN72 Visualizza Messaggio
    Ho una cliente che mi chiede come gestire a livello di fatturazione , nel caso volesse eseguire una prestazione (corso teorico e pratico di guida) gratuita a beneficio di un parente e/o amico ?
    Il mio dubbio riguarda sia l'aspetto dei ricavi e sia l'aspetto Iva!
    Qualcuno ha darmi un suggerimento su come trattare questa situazione
    Da un punto di vista IVA le prestazioni di fare o di non fare o di permettere quale ne sia la fonte sono imponibili se di valore superiore ai 50 euro anche se effettuate GRATUITAMENTE per necessità familiari o personali o per autoconsumo (ART. 3 DPR 633/72). Da un punto di vista reddituale un servizio si considera tassabile se eseguito alla data di chiusura dell'esercizio, se il regime vigente è quello della competenza economica; mentre è tassato nell'anno dell'incasso effettivo o nell'anno in cui registriamo il documento IVA se in contabilità semplificata.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    ZLATAN72 è offline Senior Member
    Data Registrazione
    Apr 2009
    Località
    LECCE
    Messaggi
    425

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Da un punto di vista IVA le prestazioni di fare o di non fare o di permettere quale ne sia la fonte sono imponibili se di valore superiore ai 50 euro anche se effettuate GRATUITAMENTE per necessità familiari o personali o per autoconsumo (ART. 3 DPR 633/72). Da un punto di vista reddituale un servizio si considera tassabile se eseguito alla data di chiusura dell'esercizio, se il regime vigente è quello della competenza economica; mentre è tassato nell'anno dell'incasso effettivo o nell'anno in cui registriamo il documento IVA se in contabilità semplificata.
    Ok per l'Iva in quanto la norma (ART.3 ) cita appunto l'imponibilità delle prestazioni gratuite di oltre € 50, ( e chiedo conferma se l'imponibile di questa prestazione debba essere il prezzo normale di vendita o l'ammontare dei costi diretti per l'espletamento del servizio ? ) ma per quanto riguarda la tassazione del ricavo non essendoci un corrispettivo non dovrebbe configurarsi un ricavo imponibile , almeno così credo reciti l'art. 85 DPR 917/86 .

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
    Data Registrazione
    Sep 2006
    Località
    Matera, Italy
    Messaggi
    8,906

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ZLATAN72 Visualizza Messaggio
    Ok per l'Iva in quanto la norma (ART.3 ) cita appunto l'imponibilità delle prestazioni gratuite di oltre € 50, ( e chiedo conferma se l'imponibile di questa prestazione debba essere il prezzo normale di vendita o l'ammontare dei costi diretti per l'espletamento del servizio ? ) ma per quanto riguarda la tassazione del ricavo non essendoci un corrispettivo non dovrebbe configurarsi un ricavo imponibile , almeno così credo reciti l'art. 85 DPR 917/86 .
    Il valore da tassare ai fini I.V.A. è ovviamente il valore normale; quanto poi alla tassazione ai fini delle imposte sui redditi l'art. 85, co. 1 lett. a) così si esprime:

    Sono considerati ricavi:

    a) i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa;


    Non vedo come si possa escludere sulla scorta della "gratuità" la tassazione di quello che è un servizio prodotto o normalmente scambiato dall'attività, unica condizione richiesta dalla norma. L'onerosità o la gratuità del servizio non è una condizione che la norma indica come inclusiva o preclusiva della tassazione. Anzi, il 2° comma rafforza l'obbligo di tassazione includendo tra i ricavi, anche quelli da autoconsumo o conseguenti alla destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  5. #5
    ZLATAN72 è offline Senior Member
    Data Registrazione
    Apr 2009
    Località
    LECCE
    Messaggi
    425

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Larocca Visualizza Messaggio
    Il valore da tassare ai fini I.V.A. è ovviamente il valore normale; quanto poi alla tassazione ai fini delle imposte sui redditi l'art. 85, co. 1 lett. a) così si esprime:

    Sono considerati ricavi:

    a) i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa;


    Non vedo come si possa escludere sulla scorta della "gratuità" la tassazione di quello che è un servizio prodotto o normalmente scambiato dall'attività, unica condizione richiesta dalla norma. L'onerosità o la gratuità del servizio non è una condizione che la norma indica come inclusiva o preclusiva della tassazione. Anzi, il 2° comma rafforza l'obbligo di tassazione includendo tra i ricavi, anche quelli da autoconsumo o conseguenti alla destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa.
    Scusami Enrico , se insisto, il fatto che l'art. 85 usi la parola CORRISPETTIVI non è da intendersi quale valore ricevuto in contropartita alla cessione i beni e/o di prestazione di servizi? Per cui l'onerosità dovrebbe essere rilevante ,tanto che se non ci fosse , allora dovrebbe essere applicabile il comma 2 che appunto considera ricavo il valore dei beni utilizzati per scopi estranei all'impresa (come per esempio CESSIONE GRATUITA o PRESTAZIONE GRATUITE) . Quindi nel caso di una cessione gratuita secondo il comma 2 si considera Ricavo il valore normale dei beni ceduti , e nel caso si trattasse di PRESTAZIONE GRATUITA allora sempre in base al comma 2 sarebbero RICAVI il valore dei beni ceduti per espletare il servizio.

  6. #6
    Enrico Larocca è offline Senior Member
    Data Registrazione
    Sep 2006
    Località
    Matera, Italy
    Messaggi
    8,906

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ZLATAN72 Visualizza Messaggio
    Scusami Enrico , se insisto, il fatto che l'art. 85 usi la parola CORRISPETTIVI non è da intendersi quale valore ricevuto in contropartita alla cessione i beni e/o di prestazione di servizi? Per cui l'onerosità dovrebbe essere rilevante ,tanto che se non ci fosse , allora dovrebbe essere applicabile il comma 2 che appunto considera ricavo il valore dei beni utilizzati per scopi estranei all'impresa (come per esempio CESSIONE GRATUITA o PRESTAZIONE GRATUITE) . Quindi nel caso di una cessione gratuita secondo il comma 2 si considera Ricavo il valore normale dei beni ceduti , e nel caso si trattasse di PRESTAZIONE GRATUITA allora sempre in base al comma 2 sarebbero RICAVI il valore dei beni ceduti per espletare il servizio.
    Figurati nessun problema. Quello che voglio evidenziare che l'operazione è tassabile in ogni caso ai fini delle imposte sui redditi, in quanto rientrerebbe nel caso della destinazione ai fini estranei all'impresa. L'assenza di un corrispettivo non determina una detassazione del servizio prestato, che resta tassato proprio perchè per realizzarlo devi impiegare fattori produttivi che hai portato in deduzione dal reddito. Se così non fosse, sarebbe molto facile eludere l'obbligo fiscale, affermando che i servizi sono resi tutti o in larga parte in forma gratuita, continuando a recuperare però tutti i costi anche quelli utilizzati per le prestazioni gratuite. Il principio di correlazione ricavi-costi risulterebbe compromesso. Quanto al valore da tassare credo sia il valore normale del servizio.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

Discussioni Simili

  1. Esame di stato 2017: Prestazione occasionale guida alle novita'
    Di copernicocs nel forum Consulenza del lavoro
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 31-07-17, 04:03 PM
  2. Quali adempimenti per una scuola guida (autoscuola)?
    Di lupetto73 nel forum Contabilità, bilancio e operazioni straordinarie
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-04-16, 08:12 PM
  3. Attivita di istruttore di scuola guida
    Di zizza1976 nel forum IVA - Intrastat - SPESOMETRO - San Marino
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-04-15, 11:52 AM
  4. ammortamento pista scuola guida
    Di frensis80 nel forum Contabilità, bilancio e operazioni straordinarie
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 25-01-12, 10:41 AM
  5. detrazione scuola guida
    Di StefanoPadova nel forum UNICO/730 dichiarazione dei redditi
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 11-05-09, 12:23 PM

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15