Ragazzo 27enne è stato per alcuni anni collaboratore di impresa familiare nell'impresa edile del fratello.

Da dicembre 2011 è uscito dall'impresa familiare.

Può aprire adesso una ditta individuale nel nuovo regime dei minimi come impresa edile o no?
E come tinteggiatore?

In una circolare AdE si dice:

a) Quesito

Il partecipante all'impresa familiare che apre partita IVA con ricavi
presunti inferiori a 30.000 euro può applicare il regime dei
contribuenti minimi? In tal senso sembrerebbe disporre la normativa,
che esclude dal regime solo i soci di società di persone e non nomina
le imprese familiari.

Risposta

Il comma 99 dispone che non sono considerati contribuenti minimi
"...gli esercenti attività d'impresa o arti e professioni in forma
individuale che contestualmente partecipano a società di persone o
associazioni di cui all'articolo 5" del TUIR.

I partecipanti all'impresa familiare che contemporaneamente svolgono
attività di impresa, arte o professione non sono pertanto esclusi dal
regime dei minimi per i redditi prodotti al di fuori dell'impresa
familiare.


Resta inteso che il collaboratore familiare deve prestare la propria
attività all'interno dell'impresa familiare in modo continuativo e
prevalente ai sensi dell'articolo 5 del TUIR.


Sembrerebbe quindi corretto applicare il regime dei minimi.

Però ho anche trovato che la manovra correttiva ha aggiunto come ulteriore condizione il non aver esercitato, nei 3 anni che precedono l’inizio attività, un’attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata o familiare).

Quindi mi sembra non possa rientrare nel regime de minimi in nessun caso.
Regime ordinario e stop.

Giusto?

Grazie.