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Discussione: nuova partita iva regime minimi per artigiani: conveniente?

  1. #1
    FrancescaS è offline Junior Member
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    Predefinito nuova partita iva regime minimi per artigiani: conveniente?

    Ciao a tutti, sono una nuova iscritta al forum. Grazie per questa magnifica opportunità di confronto e informazione!!

    Sto per aprirmi la partita iva e mi è stato consigliato di precipitarmi ad aprire la partita iva regime minimi attuale, in quanto la nuova che partirà da gennaio 2015 avrà una serie di parametri svantaggiosi: tot fatturato inferiore, irpef al 15%, non si possono scaricare più le spese.
    Dunque, io svolgo attività di restauro e il mio codice ATECO sarebbe 90.03.02, svolgo però anche altre attività, sempre inerenti al mondo dell'arte e alle mostre, e quindi non potendo attualmente permettermi la spesa fissa contributiva della cassa artigiana, mi è stato consigliato di aprire p.iva regime minimi con codice ATECO 90.03.09, con il quale risulterei libera professionista.

    Tuttavia leggo che con la nuova partita iva regime dei minimi gli artigiani sarebbero favoriti per quanto riguarda il pagamento dei contributi, cosa sicuramente da tenere conto in quanto non ci sarebbe più la quota fissa da pagare ma si pagherebbe in base al fatturato.

    Volevo sapere quindi se, nell'eventualità che ora aprissi p.iva regime minimi come libera professionista, potrei in un secondo momento cambiare codice ATECO e diventare artigiano, e se contestualmente facendo questo passaggio potrei anche rientrare nel nuovo regime dei minimi (vi sarà una data entro la quale poter fare la conversione da p.iva regime minimi vecchia e quella nuova?).

    Infatti se non è possibile fare questo passaggio, direi che attendo gennaio 2015 e mi apro la p.iva regime minimi nuova come artigiano. Altrimenti, se fosse possibile, mi precipiterei ad aprirla anche perché, correggetemi se sbaglio, per chi passa dal regime minimi attuale a quello nuovo vi è una riduzione ulteriore di un terzo sul fatturato su cui calcolare le tasse da versare.

    A proposito, qualcuno sa a quanto ammonterà la percentuale di contribuzione per gli artigiani nel nuovo regime dei minimi?

    Sapete anche se, segnando 90.03.09 come attività secondaria, posso tenere la contabilità non separata e versare i contributi sempre in cassa artigiana?

    Vi ringrazio.

  2. #2
    FrancescoVir è offline Senior Member
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    L'attività 90.03.02 richiede l'iscrizione nell'apposito elenco dei restauratori, tenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali, previo possesso della qualifica di «restauratore di beni culturali», e si tratta di un'attività artigianale.
    Il codice 90.03.09 riguarda invece: ALTRE CREAZIONI ARTISTICHE E LETTERARIE
    attivita' di artisti individuali quali scultori, pittori, cartonisti, incisori, acquafortisti, aerografisti eccetera;
    attivita' di scrittori individuali, che trattano qualsiasi argomento, inclusi gli scrittori di romanzi, di saggi eccetera;
    consulenza per l'allestimento di mostre di opere d'arte;
    Quindi dipende dall'effettiva attività che svolge lei.
    Il nuovo regime forfetario previsto dal DDL Stabilità dovrebbe introdurre anche un regime contributivo semplificato per artigiani e commercianti senza versamento dei contributi minimi.
    Il nuovo regime forfettario
    Nuovo regime forfettario: valutazione convenienza
    Francesco Virecci Fana
    Dottore Commercialista - Revisore legale
    www.studiovirecci.com
    https://www.commercialistaonline.cloud

  3. #3
    FrancescaS è offline Junior Member
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    La ringrazio per la risposta. Sì in pratica è da anni che deve uscire l'albo-elenco dei restauratori e collaboratori restauratori, proprio recentemente si è riavviata la procedura con invio delle documentazioni individuali per avere riconosciuta la qualifica. Attualmente dicono dovrebbe uscire il primo elenco, quello dei collaboratori, entro marzo 2015. Io sarei in quell'elenco.
    Comunque è da decenni che i restauratori che aprono p.iva la aprono come artigiani pur non essendoci il famoso elenco.
    La mia attività principale è la conservazione e il restauro, seppure prevalentemente su beni non tutelati dalle soprintendenze, quindi per questa ragione avrei optato per il più generico 90.03.09, svolgendo tra l'altro anche attività quali compilazione di schede di conservazione ad apertura e chiusura mostre di opere d'arte. In effetti però pure quest'attività potrebbe rientrare nella più specifica 90.03.02, essendo attività richiesta a un restauratore o comunque persona qualificata.
    Potrei però svolgere anche attività più propriamente artistiche, quindi forse mi converrebbe segnare anche il codice ATECO 90.03.09 qualora aprissi l'anno prossimo col forfettario a 90.03.02 (mia attività principale). A questo scopo m'ìinteresserebbe capire se posso unire le contabilità e quindi pagare i contributi alla sola cassa artigiana.
    Stavo ance valutando l'aggiunta del codice ATECO 85.52.09 per eventuali attività didattiche che mi piacerebbe sostenere, ma per ora è solo un'ipotesi quindi non so se è il caso aggiungerlo, se complica le cose, e se potrebbe anch'esso rientrare in un'unica contabilità.

    GRAZIE!

  4. #4
    FrancescaS è offline Junior Member
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    Altra domanda: nel nuovo regime dei minimi ("forfettario"), per gli artigiani quale sarà la percentuale da applicare per i contributi INPS? Equivalente a quella della gestione separata (27,72%)? Grazie

  5. #5
    Boooooo è offline Junior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da FrancescaS Visualizza Messaggio
    Altra domanda: nel nuovo regime dei minimi ("forfettario"), per gli artigiani quale sarà la percentuale da applicare per i contributi INPS? Equivalente a quella della gestione separata (27,72%)? Grazie
    sarà 23-24% (ma avrai altri costi annuali che il libero professionista non ha, come camera ci commercio e inail direi) e tra l'altro la gestione separata dal 2014 VEROSIMILMENTE passerà a circa il 30% (è già programmata fino al 33% nel 2019 mi pare dal governo Monti ma qua sembra che se ne siano accorti solo adesso....)

    tant'è vero che


    "La fuga dalla Gestione Separata Inps è iniziata da tempo: lo capiamo vedendo l’andamento della cassa dei commercianti – spiegano da Acta, l'associazione presieduta da Anna Soru –. Le attività chiudono, ma le iscrizioni crescono. Come mai? Ce lo confermano anche i nostri iscritti: se hanno attività che lo consentono, e sono la gran parte, chiudono la partita Iva e aprono una posizione come attività commerciale individuale: da freelance ci trasformiamo in commercianti in conoscenza! O in artigiani della conoscenza!".


    (leggiti questo articolo)
    I freelance minacciano la fuga dall'Inps | Professioni | www.avvenire.it


    il mio consiglio sarà controcorrente, non fare pastrocchi anticipando l'apertura nel 2014 e attendi gennaio 2015 e ti spiego le ragioni:
    1) rischi di "bruciarti" le agevolazioni per le nuove attività previste dal regime 2015 (avresti già iniziato una attività nell'anno precedente)
    2) a meno che non sei giovanissima usufruiresti dell'attuale regime dei minimi per 4 anni (il 2014 l'hai perso) la tassazione nei primi 3 anni del regime 2015 essendo ridotta di 1/3 non è terribilmente maggiore *
    3) a meno di essere libero professionista sostieni le spese del mese di dicembre 2014 che consistono in diritti camerali, inail da pagare per intero, + INPS artigiani per tutto il mese di dicembre indipendentemente dal fatturato (tra l'altro se prevedi di incassare già qualcosa in questo periodo rimanente dell'anno bisogna rapportare i 30.000 ai giorni rimasti quindi diciamo non puoi "riportare" già neanche 2500 euro altrimenti sei fuori dal regime minimi)
    4) se invece apri come libero professionista e pensi di cambiare in futuro, per quanto uno ci possa credere nella pensione è sempre meglio versarli nella stessa cassa viste le difficoltà/costi di ricongiunzione...


    *ovviamente se le spese reali sostenute sono addirittura inferiori a quelle "supposte" dal coefficiente di redditività della tua attività avrai un beneficio


    A mio avviso devi valutare (stiamo ragionando con una assunzione incredibile e cioè valutare la maniera per pagare di meno cosa che non dovrebbe esistere è infatti la professione svolta a imporci la gestione previdenziale ecc) se il compromesso di pagare più tasse ma avere contributi inps % più bassa e proporzionali valga il gioco e secondo me si perchè ti potrai permettere facendo attività di artigiano di lasciare partita iva aperta anche se per qualsiasi motivo qualche anno non andasse bene (metti anche perchè hai trovato un lavoro a tempo indeterminato e vuoi tenere questo come secondo lavoro). Tra l'altro non credo che per la tua attività svolta tu possa rientrare libero professionista...
    Ultima modifica di Boooooo; 08-12-14 alle 02:24 PM

  6. #6
    FrancescaS è offline Junior Member
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    Grazie mille per la risposta esauriente!!! Sissì ormai ho deciso di attendere il nuovo anno 2015 e aprire la "forfettaria", mi conviene anche considerando che appunto non prevedo alti ricavi...
    E per quanto concerne l'aggiunta dei due codici ATECO 90.03.09 e 85.52.09? Posso aggiungerli tenendo unita la contabilità o possono subentrare complicazioni per i contributi previdenziali? Potrò metterli tutti in cassa artigiana?

  7. #7
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    A mio parere ti conviene aprire adesso con il regime dei minimi al 5%.....perchè i contributi inps forfettari saranno soggetti a molti vincoli tra i quali penso proprio lo svolgimento di più attività...

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